Your silent face. Luca Andreoni, Zhou Siwei

Your silent face. Luca Andreoni, Zhou Siwei.

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Your silent face. Luca Andreoni, Zhou Siwei.

Your silent face
Luca Andreoni, Zhou Siwei A cura di Fantom

Da mercoledì 16 dicembre a venerdì 11 marzo 2016
Inaugurazione: martedì 15 dicembre 2015, ore 18
Presentazione stampa: martedì 15 dicembre 2015, ore 17
Aperta: da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 19. La mattina e il sabato su appuntamento.

Viasaterna Arte Contemporanea presenta, da mercoledì 16 dicembre 2015 a venerdì 11 marzo 2016, una nuova esposizione di opere inedite. La mostra Your silent face (Il tuo volto silenzioso) associa il nuovo lavoro di Luca Andreoni – tra gli autori più attivi della fotografia italiana contemporanea – intitolato Inferno 1911, con una selezione di opere, anch’esse mai esposte in Italia, di Zhou Siwei, artista cinese conosciuto per la sua ricerca poetica che combina tecnica e sperimentazione sulla trama di una filosofia complessa.

Inferno 1911 è una serie fotografica interamente realizzata da Andreoni nel 2014, immergendosi nelle montagne delle Grigne, un massiccio della Lombardia. Noto tra alpinisti e scalatori per la bellezza e la varietà delle arrampicate, all’inizio del secolo scorso la Grigna è stata teatro di alcune scene di Inferno, uno dei primi kolossal realizzati in Italia. Prodotto dalla Milano Films, il lungometraggio era l’adattamento cinematografico del viaggio di Dante nell’Ade, realizzato con effetti speciali e tecniche di montaggio assolutamente all’avanguardia. Come Inferno, anche l’opera di Andreoni assorbe l’ambiente ostile di roccia calcarea e nebbia per calare lo spettatore in un’atmosfera sospesa ed enigmatica; dove la fotografia, mezzo privilegiato per penetrare nelle pieghe della realtà, si trasforma in strumento di occultamento. E di perdita: della superficie delle cose, dell’orientamento, della tranquillità. Con Inferno 1911 Andreoni investiga un campo intermedio: non si tratta più di vedere, ma di intravedere. Concentrando l’attenzione su una porzione delle sue immagini, si ritrova una quantità di dettagli minimi e inaspettati (vegetazione, persone, oggetti…), ma non c’è certezza. Resta lo sforzo ininterrotto di guardare, di capire, di scoprire, svestendo letteralmente la pelle della montagna dai drappi bianchi delle nuvole e della foschia. In un percorso ugualmente ambiguo che nel tendere a una costante ascesa sembra condurre alle porte degli inferi.

Il lavoro di Zhou Siwei è indipendente dall’utilizzo di una specifica tecnica o disciplina artistica. Nel corso della sua carriera, iniziata a metà degli anni 2000, ha alternativamente utilizzato il disegno, la pittura, la scultura e la fotografia. Le sue opere includono sempre uno o più pattern che si ripetono, riferendosi alla teoria kantiana secondo cui “gli schemi sono il collegamento trascendentale tra la sensualità dell’osservazione e i concetti della ragione”. La semplicità è il punto di partenza del suo lavoro, che si sviluppa secondo un processo ciclico di ripetizione, evoluzione, progresso, spesso sovrapponendo diversi livelli di colore uno dopo l’altro, provocando con il medesimo gesto un cambiamento continuo. Le opere di Zhou provocano così un costante fremito percettivo, si modificano ad ogni sguardo successivo secondo una logica di inestinguibile instabilità. Mettono in contatto la concretezza ottico-retinica con la variabile dell’esperienza individuale (gestalt) e il “mondo delle idee”. Aprono a infinite possibilità interpretative sfruttando la forza di alcune particelle elementari.

Ambiguità, stratificazione, nascondimento, scoperta: sono questi i termini che uniscono i lavori di Luca Andreoni e Zhou Siwei e articolano il percorso della mostra. Entrambi, seppure con modalità differenti, interrogano lo spettatore sulle proprie capacità di vedere, interpretare, comprendere. Entrambi contemporaneamente cancellano e rivelano. Esperienza, razionalità e mistero si incontrano e si scontrano in un limbo a metà strada tra natura e artificio, dove il brivido dell’incognito si mescola con un silenzioso senso di assoluto.

LUCA ANDREONI

Luca Andreoni (1961) è uno dei più prolifici autori nel panorama della fotografia italiana contemporanea. Il suo precoce impegno nel campo artistico della fotografia di paesaggio, supportato da una ricerca scrupolosa quanto poetica, lo ha portato a intense espressioni di forti valori simbolici che caratterizzano il suo lavoro. La sua opera rigorosa è ben nota nel mondo della fotografia e dell’arte contemporanea e molte prestigiose istituzioni hanno richiesto la sua partecipazione a importanti mostre e pubblicazioni. Le sue fotografie sono state incluse in collezioni importanti, tra cui quelle di proprietà della Deutsche Bank e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Tra le ultime mostre cui l’artista ha preso parte si ricordano: Alberi (Project Wall, Mart, Rovereto, 2015), Macchine per abitare – Fotografie e disegni d’architettura dalla collezione della Galleria Civica di Modena (Galleria Civica di Modena, 2013), With a little help from my friends (MA*GA, Gallarate, 2013), E subito riprende il viaggio (La Triennale, Milano, 2013).

ZHOU SIWEI

Zhou Siwei è nato nel 1981 a Chongqing, in Cina, dove ha studiato e si è laureato nel 2005 presso lo Sichuan Fine Arts Institute, considerato in Cina uno dei centri più innovativi per l’arte contemporanea. L’artista è noto per la sua abilità di unire suggestioni della realtà, di oggetti di uso quotidiano, con simboli frutto della propria immaginazione, fondendo il tutto in una forma d’arte astratta, naturale e armoniosa. Siwei ha esposto in numerose gallerie internazionali tra cui Aike Dellarco (Shanghai, Cina) e Urs Meile (Lucerna, Svizzera). Tra le ultime mostre cui l’artista ha preso parte si ricordano: Schematic (Mostra personale, Galerie Urs Meile, Lucerna, Svizzera, 2015), A Round Studio (Mostra personale, Aike-Dellarco, Shanghai,Cina, 2014), Ministry of Truth II: The Factitious and its Realm (Mostra collettiva, BOERS-LI GALLERY, Pechino, Cina, 2014), 7th A+A, Too Smart too be good (Mostra collettiva , PIFO Gallery, Pechino, Cina, 2014). Your silent face è la sua prima mostra in Italia.

IRENE CROCCO

Irene Crocco è nata a Milano nel 1975; dal 2011 al 2014 organizza nella sua casa di Milano mostre di artisti contemporanei e chiama questo progetto “Da vicino”, con l’idea di avvicinare il pubblico alle opere e agli artisti. Nel 2015 apre a Milano Viasaterna. In precedenza ha collaborato con gallerie d’arte, quali Antonio Colombo e Nepente, con istituzioni tra cui la Fondazione Bevilacqua La Masa e l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e con riviste di settore. Irene Crocco è direttore artistico della Fondazione La Raia, nata nel 2013 con l’obiettivo di promuovere una discussione critica sul tema del paesaggio, attraverso incontri e interventi di artisti, filosofi, architetti e paesaggisti.

FANTOM (Selva Barni, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot)

Dalla sua nascita tra Milano e New York nel 2009, con la pubblicazione di una rivista trimestrale e una serie di libri distribuiti in oltre 20 paesi, Fantom è diventato un punto di riferimento nel mondo della cultura visiva contemporanea. Nel 2012, dopo l’uscita di 10 numeri, la pubblicazione della rivista si è interrotta e il progetto si è evoluto nella costituzione di un collettivo curatoriale e una piattaforma online che prosegue nell’investigazione degli “usi e abusi della fotografia”, come recita il suo motto originario. Da allora Fantom ha continuato a curare libri ed esposizioni, fra cui i progetti speciali di Batia Suter e Maurizio Anzeri in occasione di MiArt 2014 e 2015, le personali di Mario Milizia, Ruth van Beek, Taisuke Koyama e i Rencontres Internationales de la Photo de Fès nel 2014.

IL TEAM DI FANTOM

Selva Barni: Selva Barni ha fondato e dirige Fantom, lavora come consulente editoriale e per la fotografia per aziende e case editrici e insegna “Photography Editing and Publishing” al Master in Photography and Visual Design organizzato da Forma e dalla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano. È stata fotografa freelance e photo editor a New York, dove ha completato i suoi studi nel dipartimento di fotografia del MoMA e lavorato con Ralph Gibson, Robert Polidori e Sally Gall.

Massimo Torrigiani: Massimo Torrigiani guida le attività del comitato scientifico del PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, ed è direttore del nuovo polo per le arti contemporanee di Bari. Dal 2014 è direttore artistico di Capo d’Arte, ciclo di mostre a Gagliano del Capo (LE), per il quale ha curato una personale dell’artista Yang Fudong e di Art in the City, un festival d’arte a Shanghai, città nella quale dal 2010 al 2012 ha diretto SH Contemporary, la più importante fiera d’arte della Cina continentale. È co-fondatore e co-direttore di Fantom.

Francesco Zanot: Critico fotografico e curatore, Francesco Zanot ha lavorato a mostre e pubblicazioni con alcuni dei maggiori fotografi italiani e internazionali. Ha curato libri monografici di artisti come Mark Cohen  (Italian Riviera, Punctum Edizioni, Roma), Guido Guidi (Fiume, Fantom Editions, Milano-New York), Takashi Homma (Widows, Fantom Editions), Linda Fregni Nagler (The Hidden Mother, Mack, Londra). Suoi saggi sono stati recentemente pubblicati su libri dedicati al lavoro di Ettore Sottsass (Phaidon, Londra), Luigi Ghirri (Kodachrome, Mack, Londra), Antonio Rovaldi (Orizzonte in Italia, Humboldt, Milano), ed è autore con Alec Soth del volume Ping Pong Conversations (Contrasto, Roma). Direttore del Master in Photography and Visual Design organizzato da Forma e NABA Milano, ha inoltre partecipato come relatore a conferenze e seminari sulla teoria e la storia della fotografia presso numerose istituzioni scolastiche italiane e internazionali, fra cui la Columbia University di New York, l’American Academy di Roma e il Politecnico di Milano. É associate editor di Fantom e dal 2015 è Curatore di Camera – Centro Italiano per la Fotografia, Torino.

Date/Time
Date(s) - 16/12/2015 - 11/03/2016
12

Location
ViaSaterna

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