100 Scialoja azione e pensiero

Iside, 1990

Sarà presente, fino al 6 settembre, la mostra “100 Scialoja azione e pensiero” presso la Sala Enel del MACRO, allestita in occasione del centenario della nascita del poliedrico artista. Le numerose opere esposte, interamente tratte dalla collezione personale custodita dalla Fondazione Toti Scialoja, sono il risultato del molteplice ingegno dell’artista che ha dato spazio non solo alla pittura ma anche alla scenografia e alla grafica per l’infanzia.

Le opere degli anni quaranta palesano una sensibilità ancora espressionista debitrice della matrice soutiniana, presaghe della prossima rotta verso l’informale. Le celebri impronte degli anni cinquanta si accampano sulla superficie  della tela inaugurando il ruolo centrale dell’azione nella pittura poi sviscerato in occasione del soggiorno a New York. Sarà proprio in America che Scialoja consoliderà la propria notorietà e verrà a contatto con artisti del calibro di Mark Rothko, Willem de Kooning e Robert Motherwell. Le fasi dell’informale sono velocemente rappresentate fino al ritorno dell’impeto gestuale degli anni ottanta. Sui numerosi personaggi gravitanti intorno all’artista si annoda la mostra-appendice “Gli amici di Toti Scialoja e Gabriella Drudi” ricca di opere chiamate a rappresentanza del contesto stimolante entro il quale si muoveva l’artista. Tra gli artisti appaiono Afro, Ettore Colla, Leoncillo, Fausto Melotti, gli allievi Fioroni, Battaglia, Gradini insieme a Willem De Kooning, Philip Guston e Conrad Marca Relli. Rapporti allacciati nell’arco di settanta anni durante i quali molte furono le possibilità di stimolare e di essere stimolato, concetto quest’ultimo che la sezione Tra le tecniche di Scialoja: indagini e riscontri sviluppa in considerazione delle molteplici tecniche inaugurate nella seconda metà del novecento.

Nella rassegna le opere sono l’esito della selezione di un comitato scientifico che ha prelevato le opere unicamente dalla Fondazione Scialoja pur dando più enfasi alle numerose esperienze teatrali e grafiche dell’artista. Queste ultime sono documentate dalle grafiche autografe delle quattro pubblicazioni dedicate all’infanzia: Amato topino caro (1971), La zanzara senza zeta (1974), Una vespa! che spavento (1975), Ghiro ghiro tonto (1979). La sezione dedicata al teatro presenta la trasmissione di Le fiabe dell’albero (1974) e Fantaghirò (1975) serie televisive RAI per le quali Sialoja mise a punto la scenografia. Compare anche la “Macchina a pettine” creata per l’opera di Rosso di San Secondo, “Il ratto di Proserpina”, per il cartellone teatrale delle “Orestiadi di Gibellina” (1986). I due poli, azione e pensiero, della inesauribile vicenda creativa rientrano all’interno del filmato concesso da Rai Teche e montato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

100SCIALOJA
Azione e Pensiero
28 marzo – 6 settembre 2015
MACRO- Sala Enel 1  – via Nizza, 138

Iside, 1990

Toti Scialoja, Iside, 1990, Vinilico su tela di canapa. Credits: Courtesy Fondazione Toti Scialoja, Roma. Foto: Sario Manicone, Roma

Il Gabbiano, 1965

Toti Scialoja, Il gabbiano, 1965. Vinilico, sabbie, matita e carta di giornale su tela di canapa. Credits: Courtesy Fondazione Toti Scialoja, Roma. Foto: Sario Manicone, Roma 

Museo, 1973

Toti Scialoja, Museo, 1973. Vinilico e pastello su tela di canapa Credits: Courtesy Fondazione Toti Scialoja, Roma. Foto: Sario Manicone, Roma

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