Affreschi del XXI secolo: la street art tra le vie di Ravenna

Ericailcane_Ravenna, Darsena_2011

 Voi non vedete i graffiti per come sono, li vedete per come siete voi” – SIKK©

Negli ultimi anni la street art ha smesso di essere presente esclusivamente nelle grandi città italiane e ha iniziato a diffondersi un po’ ovunque, anche nelle sonnacchiose province, sempre più spesso commissionate dalle municipalità e raramente opere illegali, a segnare un nuovo modo di fare e intendere l’arte urbana, con gli artisti che rivendicano il proprio ruolo e magari la propria personalità, a fronte di decenni di anonimato.

Ravenna, città bizantina e dantesca, ancorata con tenacia al suo passato fatto d’imperatori e poeti, si è ritrovata nel giro di poco tempo a essere una sede per eccellenza della street art italiana, con artisti chiamati a creare delle vere opere sui muri di condomini di periferia o edifici abbandonati in via di riqualificazione. Tutto è cominciato con il wall di Ericailcane, realizzato nel 2011 in concomitanza con il percorso di candidatura della città romagnola a Capitale europea della cultura (titolo vinto poi da Matera), in una zona significativa ma all’epoca trascurata, ossia la Darsena, oggi trasformata in passeggiata e luogo di eventi, sul modello di Marsiglia e Milano per intenderci. Il drago dell’artista bolognese si erge maestoso sulle pareti di un ex mangimificio in disuso, provocatorio e straniante, a fare da contraltare a candidi e spaventati topolini bianchi, quasi fossimo davanti a un disegno di Beatrix Potter in chiave pop surrealista. In pieno centro storico invece hanno fatto la loro comparsa i mosaici digitali di Space Invader, quasi una sorta di omaggio dell’artista francese alla città del mosaico per antonomasia, tra interventi spontanei (davanti al mercato coperto e a Sant’Apollinare ad esempio) e commissioni (all’esterno del Planetario). I suoi lavori musivi 2.0 non hanno nulla da invidiare a quelli bizantini, con quelle tessere dorate e la forte iconicità che li contraddistinguono.

Da allora gli interventi urbani si sono moltiplicati, soprattutto in occasione del festival Subsidenze nato nel 2014, e così un quartiere periferico e popolare in zona stadio è diventato un grande museo a cielo aperto, con opere non banali, di forte impatto visivo e nemmeno troppo contestate dall’opinione pubblica, sempre contraria a interventi del genere. Millo, che ha lavorato anche a Parigi e Londra, ha realizzato sulla facciata laterale di un istituto tecnico una sorta di prato futuristico, con grattacieli e strade tortuose, su cui sono distesi due adolescenti, sognanti e rapiti dagli indicatori di Google attorno a loro, unica nota di colore. Il writer Zed1 invece ha creato su una complessa parete curvilinea una delle sue figure, una sensuale e malinconica marionetta disarticolata. Il collettivo ravennate Dissenso Cognitivo è legato ad atmosfere post-atomiche e apocalittiche, dove creature filiformi quasi aliene vivono tra rottami e astronavi in uno scenario da disastro nucleare, uscito dalla migliore Science Fiction. Richiama in qualche modo Ericailcane il lavoro marino e grottesco di Sea Creative, artista varesino che ama collocare personaggi indifferenti in realtà assurde e non-sense, sempre però con una punta di ironia e di attacco alla società contemporanea.

Tutto questo in attesa della nuova edizione di Subsidenze 2015, che si occuperà di un altro rione popolare e multietnico della città; la prima anticipazione è già avvenuta in primavera con l’artista tedesco Jim Avignon, che ha realizzato la sua colorata City of Memories di volti umani, animali ed esseri fantastici, il tutto ripreso dal canale televisivo Sky Arte.

Millo_Ravenna, piazzale Sighinolfi_2014

Millo, Ravenna, piazzale Sighinolfi, 2014

Ericailcane_Ravenna, Darsena_2011

Ericailcane, Ravenna, Darsena, 2011

Jim-Avignon_City-of-Memories_Ravenna,-via-Gulli-via-Fiume_2015

Jim Avignon, City of Memories, Ravenna, via Gulli via Fiume, 2015

Zed1_Money-Eaters_Ravenna,-via-Punta-Stilo_2014

Zed1, Money Eaters, Ravenna, via Punta Stilo, 2014

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Milena Mengozzi

Laureata in Storia dell'arte al DAMS di Bologna con una tesi sul kimono giapponese e la sua influenza nell'arte e nella moda occidentali, vive a Ravenna. Ama l'arte di ogni periodo e genere, ma anche la moda e la musica sono due sue grandi passioni, che cerca di combinare tutte insieme appena può.

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