Intervista ad Alessandro Brighetti

Lexotan

Ad Alessandro Brighetti, bolognese classe 1978, piace sperimentare nell’arte e nella vita e lo abbiamo incontrato nella galleria di Bologna Oltredimore, che lo rappresenta. Attualmente, i suoi lavori della serie Struggle for Pleasure a Narchitecture sono in mostra per la sua prima personale museale al MAR di Ravenna e a gennaio l’artista sarà impegnato per la sua prima personale oltreoceano nella galleria di New York Scaramouche Gallery.

Il rapporto con la scienza è solo fonte d’ispirazione per i tuoi lavori o qualcosa di più?
E’ un mondo così lontano dalla mia natura. Dal punto in cui mi trovo lo osservo estasiato e incuriosito: ne ammiro principalmente la precisione e il rigore d’approccio, metodico ed infallibile. Tutto sta assieme, e c’è sempre una spiegazione. I frutti che questo macrocosmo ci offre sono succulenti e spiazzanti. Tento di coglierli, ma a modo mio, più come un bambino che si perde nel piccolo chimico. Ne subisco il fascino dell’irraggiungibilità fin da piccolo, io istintivo quasi animalesco cresciuto in una famiglia di medici. E’ un imprinting culturale che recrimina il proprio spazio; d’altronde aprire un essere umano e richiuderlo come fosse una camicia non è un’attività a me consona.

Come si muove la tua ricerca sull’uso dei materiali e delle tecniche?
Tutto è subordinato all’idea che sostiene e sorregge il lavoro. Nel caso specifico di questo medium alchemico che utilizzo da due anni ci sono arrivato approfondendo i miei studi sul magnetismo e sul’ elettromagnetismo. E’ stato un’approdo che mi ha folgorato.

La tua biografia cita “diversi lavori”, ce ne vuoi dire alcuni? Ti piacerebbe cimentarti in qualcos’altro?
Ho un passato tanto disordinato quanto colorato. Ho fatto il barista, sono entrato in società in un ristorante su una spiaggia spagnola, l’illustratore, il battitore d’asta in una piccola attività di antiquariato e modernariato, il restauratore di mobili poco pregiati in legno, ho organizzato after hours sempre in Spagna, tornato in Italia ho fatto l’interior designer low cost con una cara amica che poi è diventata anche la mia prima gallerista. Anche altri piccoli impieghi, tutti legali però. Poi il tutto ha preso piede, prima dall’interno. Ora cammino sulle mie gambe, con l’intento di correre veloce.

Parlaci dei tuoi progetti futuri.
Sto elaborando la mia visione di arte cinetica in una direzione che tenda alla dimensione di entità inorganica autosufficiente. Lavoro per realizzare dei motori che sfruttino magnetismo e gravità per produrre e distribuire l’energia necessaria al movimento della scultura stessa. Saranno degli organismi autonomi, liberi dall’apporto di energie esterne. Lascerò che vivano di vita propria e che si disperdano come polline. Movimenti lenti e sinuosi, ipnotici mantra visivi. Saranno visibili nel 2013 presso la Galleria Primo Marella di Milano ed alla Kunsthalle di Winthertur, in Svizzera.

Alessandro Brighetti, Hysteria, 2012

Lexotan

Alessandro Brighetti, Lexotan, 2010

Alessandro Brighetti, Oblivion, 2010

Alessandro Brighetti, Luminol, 2010

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Giornalista, scrive per riviste di settore. Per aziende si occupa di consulenza in strategie di comunicazione, specialmente in ambito digitale ed editoriale, di redazione testi e social media marketing. E' stato editore e autore di guide, mappe e riviste web. Curatore d'arte contemporanea. Ama uno stile essenziale e senza tempo, la carta, i disegni, le mappe

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