Alterazioni Video

alterazioni video

Entrando in questi giorni nella galleria Delloro a Roma, le normali aspettative vengono sovvertite e qualcosa di diverso accade, finalmente! Nella prima sala stampe lenticolari di grandi dimensioni ritraggono due personaggi strani, un prete, un tizio insanguinato su una barca e un gattino rosso con denti d’oro. Immagini tratte dal turbo film in visione. Nello spazio attiguo un piccolo divano vi accoglie. Si rimane per meno di mezz’ora con gli occhi puntati sulle immagini che scorrono e un sorriso ti accompagna fino alla fine.

Non è la solita video art che forse non capirai.  E’ un’opera efficace e convincente che cerca continuamente di portare tutto al fallimento, a un suicidio condiviso di cui ridere, ridere di se stessi e dei sistemi ai quali siamo volenti o nolenti legati. Fred, il titolo del film, è ironico ma anche poetico e suggestivo.  E’ stato prodotto a Berlino dal BMW Guggheneim LAB, dalla Dispari e Dispari productions e da Delloro Arte Contemporanea. Il nome dei creatori è “Alterazioni Video”  un collettivo di artisti fondato nel 2004. I suoi quattro componenti,  Paololuca Barbieri, Alberto Caffarelli, Andrea Masu e Giacomo Porfiri, vivono tra New York, Berlino e Milano. Si ritrovano insieme solo in occasione di progetti specifici, comunicando tra loro attraverso la rete. Negli ultimi due anni la loro ricerca si è focalizzata su un nuovo tipo di produzione cinematografica indipendente, da loro stessi creata e battezzata Turbo Film.

Hanno stilato anche un manifesto la cui prima regola è che non ci sono regole. Il denaro deve entrarci poco, salvo per la ricerca del finanziamento. Gli strumenti di lavoro sono i meno costosi e si fa ricorso alla tecnologia per tagliare le spese senza depauperare la creatività. Non si segue la linea logica pre-produzione/produzione/post produzione, molto è lasciato all’improvvisazione.
Un loro slogan è: il film come un mezzo senza un obiettivo. Ogni produzione è il presupposto per innescare dei processi creativi, per costringere ognuna delle figure coinvolte a una performance collettiva e in costante emergenza. Non si parte da una sceneggiatura scritta, molto accade mentre si gira. Il casting è una delle parti fondamentali del processo creativo. Gli attori devono essere reclutati in parte nel luogo in cui si decide di girare e le loro caratteristiche sono parte della performance del film. Tuttavia la scelta della location è fondamentale perché è lei la vera protagonista. Non si parte da un qualcosa di scritto o meglio le prime righe, l’idea, sono solo il seme da cui si sviluppa e prende corpo il Turbo film. Il cinema solo un pretesto. Non chiedono permessi per girare e quindi devono essere pronti a scappare come dei guerriglieri.

Mi ha colpito una frase del vostro manifesto “Il film è un mezzo senza un obiettivo. Mi ricorda McLuhan o sbaglio, il mezzo è il messaggio?
AV, la frase e’ copiata da un altro manifesto. Credo dei Bernadette Corporation. Però mi sa che loro l’han copiata da Deleuze che sicuramente ha letto  McLuhan…insomma crediamo che la cosa interessante sia una presa di coscienza di ciò che avviene nel processo di realizzazione di un turbo film, dove se ne perde la linearità e il controllo per poi ritrovarsi difronte ad un estraneo che simpatizza per te. Come uno zio che non hai mai conosciuto.

La vostra immediatezza, l’ironia, la dissacrazione nei riguardi del sesso, della religione e della violenza nasconde un vostro “ideale” oppure vi volete solo divertire e far divertire?
AV, ironia, sesso, violenza e religione sono i temi che tirano nel cinema di Hollywood, noi cercando fama e successo gli andiamo dietro. L’unico ideale che abbiamo è di cercare di levarci di torno ed essere più trasparenti possibile con quello che troviamo in location. Non scegliamo prima né i temi, né i personaggi. Abbiamo di solito uno straccio di storia che ci serve a mala pena per asciugarci il sudore di dosso, il resto avviene per osmosi. Ci immergiamo in un contesto e cerchiamo di spremerne fuori il succo. L’ideale è divertirsi durante la spremuta.

La bellezza delle immagini colpisce, è questa la vostra poesia?
AV, l’estetica dei turbo film dipende dalle occasioni. Ci sono scene che vengono benissimo e altre che non passerebbero in televisione… Noi cerchiamo di lavorare come dei veri professionisti anche se magari abbiamo appena fatto irruzione oltre un cancello chiuso e stiamo girando una scena in una location proibita… la poesia credo che risieda nel nell’abilità di tirare fuori il meglio in una situazione instabile e improvvisata

Come dividete il lavoro fra voi?
AV, chi ha bevuto meno non guida e sta dietro, poi c’é sempre qualcuno che deve andare a prendere uno che si é perso ma che ha incontrato un tipo assurdo da buttare nel film…

AV, i vostri film sono distribuiti pariteticamente in musei, festival, e cinema come su internet o dal macellaio sotto casa, perché questa scelta? Sono in vendita?
Tutto è in vendita anche il divano di casa, dove intratteniamo gli amici con i nostri lavori. Siamo propensi a seguire una strategia di dispersione più che di distribuzione. Ma siamo molto attenti anche ai nostri collezionisti. Rispettiamo le autentiche, realizziamo edizioni limitate e opere uniche. Il fatto che sappiamo distinguere tra formati e contesti non dovrebbe suonare strano. Surfiamo sulla cultura visuale per cercare di non annegare.

Alterazioni Video
Don Puke, Jimmy Dean and other super Heroes
a cura di Davide Giannella
Galleria Delloro Contemporary Art / Rome
Via del Consolato, 10 – 00186, Roma
29 settembre – 15 novembre 2012
per vedere il trailer: www.alterazionivideo.com
per vedere il film: http://www.youtube.com/watch?v=yY5EmCkZEqA

Alterazioni Video, Fred, video, 2012

Alterazioni Video

Alterazioni Video, Fred

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Giusy Lauriola è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Nel corso del suo percorso artistico ha indagato questioni pubbliche, come la guerra in Iraq, sottolineando temi come l'indifferenza al dolore degli altri, i bisogni indotti e il potere della pubblicità. Come strumento di lavoro utilizza la fotografia rielaborata, contaminata dalla pittura e stampata su plexiglas. Per mantenere viva la sua passione ha iniziato l'attività di giornalista come collaboratrice per Julietartmagazine e per Romasettimanale.

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