Andrea Prandi: fumetto, cinema e video arte

copertina

Il 2017 è un anno proficuo per l’artista Andrea Prandi, le cui opere sono state esposte per la 57. Biennale di Venezia nella rassegna artistica La Marge –il margine- curata da Daniele Radini Tedeschi nel Padiglione Guatemala, durante l’Expo di Bologna e alla  XI Florence Biennale (giusto per citarne alcune). Una figura eclettica e dall’ampia formazione: Prandi ha iniziato la sua carriera come fumettista, frequentando per molti anni lo studio del prof. Giorgio Scarato, accademico della Cignaroli e illustratore di fama internazionale. Questa esperienza lo ha portato a padroneggiare la pittura su tela e lo ha educato ai segreti dell’illustrazione e del fumetto. Oltre al fumetto una sua grande passione è il cinema: Andrea infatti si è specializzato in sceneggiatura e  regia apprendendo le tecniche e i segreti dei top talent del cinema d’animazione.

I temi cardine della produzione artistica di Prandi sono intimistici e dal valore universale. Nei primi anni della sua produzione si dedica al tema del ricordo, con l’intento di cogliere l’attimo nella sua essenza emozionale realizzando opere in cui tele, cornici e innesti tridimensionali si fondono in composizioni artistiche originali. Le sue successive creazioni, figlie dell’incontro tra arte e scienza, si concentrano con profonda e introspettiva analisi sui segreti del cosmo, dando origine alla collezione I Misteri dell’Universo.

L’arte di Andrea Prandi è multidisciplinare e spazia dalla pittura su tela all’illustrazione, dalla fotografia all’arte digitale, dalla sceneggiatura alla regia: nella sua più recente produzione, Le Quattro Stagioni dell’Anima l’artista, unendo videoarte e fotografia, narra il percorso evolutivo dell’anima che muta nel tempo alla continua ricerca di se stessa.

Per Andrea l’arte è spunto di riflessione, nasce dall’introspezione e ha come fine ultimo  il cambiamento. Per concretizzare questo messaggio Prandi predilige come  mezzo espressivo la Video Art. La scelta non è casuale se si pensa al suo background formativo: cosa coniuga meglio l’interesse per il cinema, per la narrazione e la volontà di generare sogni? Prandi stesso sostiene che la sua produzione artistica nasce dal bisogno di raccontare storie attraverso lo sviluppo di un percorso stilistico nuovo e personale.  Alla domanda: “Pensi che l’arte digitale sia la nuova frontiera del contemporaneo?”  la risposta di Prandi è curiosa.

“Il punto debole dell’arte di oggi è l’incapacità di spiegarsi”: attraverso un film si può sviluppare uno storytelling, una narrazione,  atta a rendere l’arte comprensibile ed accessibile. L’accessibilità dell’arte genera poi una reazione del visitatore, che può essere comprensione o emozione e che viene poi veicolata e condivisa. L’obiettivo della sua arte è proprio la condivisione, il coinvolgimento del visitatore che deve sentirsi chiamato in causa e acquisire la consapevolezza che attraverso il proprio piccolo contributo si  può cambiare il mondo.

In soli sei anni (ha iniziato ad esporre  nel 2011) Prandi ha partecipato a diverse mostre in Italia e all’Estero, tra cui Londra, Miami e Barcellona.  Tra le esperienze più importanti si ricorda la mostra a Roma nelle Sale del Bramante (2016), a Bologna alla Galleria Farini Concept, a Copenhagen all’Art Nordic Exhibition e a Venezia alla Fondazione Mazzoleni all’interno del resort JW Marriott Venice in occasione della 73. Mostra del Cinema.

Quale sarà il prossimo passo?

http://www.arkart.it/

6Andrea Prandi, I fiori della Terra, Installazione e video art, 2017

3aAndrea Prandi, Somnium et Incubo, composizione spaziale, digital art con plexiglass, 190×190 cm, 2017

5

Andrea Prandi, Panspermia, digital art and back light, 160×160 cm, 2015

Rispondi