Andy Warhol’s Stardust.

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Per l’estate 2013, il Museo del Novecento di Milano invita tutti gli appassionati d’arte del dopo guerra a visitare la mostra di stampe della collezione Bank of America Merrill Lynch – uno dei principali sponsor del Museo insieme a Finmeccanica – di Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987).

Andy Warhol, Campbell’s soup, 1962, serigrafia su carta.

Andy Warhol, Campbell’s soup, 1962, serigrafia su carta.
 

L’esposizione – che rientra nel programma Art in Our Communities, finanziato da Bank of America Merrill Lynch per aiutare ad avvicinare le persone di culture diverse del mondo attraverso il linguaggio condiviso dell’arte, e che giunge in Italia dopo essere stata allestita nei mesi precedenti alla Dulwich Picture Gallery di Londra – offre ai visitatori una selezione molto approfondita della produzione serigrafia dell’icona americana della Pop Art.
Il percorso cronologico spazia dalle celebri stampe delle lattine della Campbell’s Soup, dei Flowers e dei Grapes, eseguite, in gran parte con l’aiuto degli assistenti della Factory, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, ai ritratti di Muhammad Alì, Marilyn Monroe e altri Myths – tra cui eroi dei fumetti, drag queens di New York e pensatori della cultura del XX secolo – realizzate negli anni Ottanta, quando Warhol ricominciò con vigore a dedicarsi alla produzione pittorica dipingendo un quadro al giorno.
L’approccio artistico che Andy Warhol usa per realizzare le sue stampe serigrafiche uniforma e standardizza i volti dei diversi protagonisti che ritrae uguagliandoli a livello estetico e d’importanza.
L’artista, infatti, si serve della stessa tecnica, dello stesso formato e taglio dell’immagine e della medesima tavolozza per realizzare i ritratti di persone reali e immaginarie, abbassando entrambe le categorie a livello di merci, diventate in quegli stessi anni ben più importanti degli individui stessi.

Andy Warhol, Sunset, 1972, serigrafia su carta.

Andy Warhol, Sunset, 1972, serigrafia su carta.
 

Il titolo scelto per la mostra evoca la “polvere di stelle” in quanto l’artista era solito utilizzare la polvere di diamante per rifinire ed impreziosire le stampe, ma anche per l’aura d’immortalità che questa tecnica dona ai personaggi ritratti.
La ricerca artistica di Warhol, e in particolar modo le sue opere serigrafiche numerate e meccanicamente stampate, era volta a porre in evidenza i disvalori intrinseci alla comunicazione di massa, come lo svuotamento e la degradazione dei contenuti conseguente alla consumazione mediatica dell’immagine. E’ proprio attraverso la ripetizione seriale, intesa sia come affiancamento d’immagini identiche sia come molteplicità dell’opera – prodotta in più esemplari e riproducibile all’infinito –, che si esprime appieno la rivoluzione artistica desiderata e favorita da Andy Warhol.

Andy Warhol, Muhammad Ali II, 1977, serigrafia su carta.

Andy Warhol, Muhammad Ali II, 1977, serigrafia su carta.
 

All’interno di un allestimento lineare e pulito – le opere sono montate su pareti ricoperte di Pvc bianco in modo da creare un unico grande corridoio d’immagini molto simile alla corsia di un supermercato ricolmo di merci –, a opera dell’architetto Fabio Fornasari che insieme a Italo Rota ideò l’intera architettura del Museo, la giovane curatrice Laura Calvi ha deciso d’intervallare le diverse serie serigrafie con dei brevi testi, simili a tweet, inseriti in bolle colorate che richiamano i bubble dei fumetti e le pop-up dei social network, invece di ricorrere ai tradizionali pannelli esplicativi. Una scelta al tempo stesso innovativa e davvero azzeccatissima trattandosi di Pop Art.  Un’altra nota molto Pop dell’esposizione è sicuramente la scelta di terminare il percorso della mostra con l’opera Andy Mouse di Keith Haring. Un omaggio dell’amico, conosciuto nel 1983 a New York nonostante fossero entrambi originari di Pittsburgh, all’arte dissacrante, popolare e democratica di Warhol.
Il Museo, in collaborazione con i servizi del Settore Educazione del Comune di Milano, ha organizzato attività didattiche per bambini e adolescenti che dureranno per tutto il periodo estivo, inoltre, la compagnia di danza contemporanea Progetto D’Arte proporrà una serie di laboratori nello spazio espositivo e una performance adatta ai giovanissimi.

Keith Haring, Andy Mouse, 1986, serigrafia su carta.

Keith Haring, Andy Mouse, 1986, serigrafia su carta. 
 

Andy Warhol’s Stardust. Stampe dalla collezione Bank of America Merrill Lynch
5 aprile 2013 – 8 settembre 2013

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Classe 1986, Francesca risiede e lavora a Piacenza. Dopo essersi laureata al Dams di Bologna in Storia dell'Arte, si è diplomata in Comunicazione e Organizzazione per l'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Collabora attualmente con l'artista piacentina Claudia Losi e scrive per alcune riviste d'arte online e giornali piacentini.

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