Anonymous. Walker Evans tra marciapiedi e linee metropolitane

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Dal 6 maggio al 10 luglio, in occasione dell’undicesima edizione del Festival di Fotografia Europea, Palazzo Magnani ospita in anteprima nazionale una mostra dedicata al fotografo americano Walker Evans.

Anonymous è senza dubbio la punta di diamante di questa edizione del Festival di Reggio Emilia, raccontando il mondo del grande maestro Walker Evans, autore di scatti unici tra le linee metropolitane di New York e i marciapiedi di alcune storiche città americane. Ammirare oggi le sue immagini significa riscoprire le origini della fotografia e la sua missione di testimone della storia; Evans infatti ha immortalato volti di operai e poveri, mostrando le condizioni di vita di una parte dei cittadini americani durante la grande crisi degli anni trenta. Il suo innato talento era infatti quello di creare immagini autentiche e crude, senza lasciarsi distrarre da fronzoli artistici.

L’allestimento è decisamente minimal, proponendo cornici di piccola e media dimensione e numerose riviste dell’epoca – in cui apparivano in modo prepotente e mai noioso i ritratti di Walker Evans. Dopo essersi dedicato alle zone rurali più povere degli Stati Uniti, tra la fine degli anni trenta e i primi anni quaranta, Walker decise di fotografare le persone nella metropolitana di New York. Nascondendo la sua macchina fotografica nella giacca, le foto vennero scattate segretamente: la sua intenzione era quella di creare immagini reali, immortalando gli stati d’animo e le espressioni più autentiche delle persone. La mostra presso Palazzo Magnani, dopo le tappe di Arles e Bruxelles, mostra alcuni di questi scatti: uomini pensierosi e donne dal viso triste e rassegnato, volti che sono oggi degli autentici capolavori. “Osservare, è il modo per educare il tuo occhio e altro ancora. Osservare, curiosare, ascoltare, ascoltare di nascosto. Morire conoscendo qualcosa. Non si vive a lungo”. Questa è una tra le più famose citazioni di Walker Evans e racchiude perfettamente il suo pensiero: osservare sempre e ovunque. Dalla cartaccia abbandonata sul marciapiede al volto inespressivo di una persona incontrata sulla metropolitana: raccontare l’ordinario in modo unico e renderlo immortale.

Terminata la visita alla mostra Anonymous il percorso prosegue con una seconda esposizione intitolata Walker Evans Italia, la quale evidenzia lo stretto rapporto tra la generazione dei fotografi italiani del secondo dopo guerra ed Evans. Da Gabriele Basilico a Guido Guidi, molti sono gli artisti italiani che hanno riconosciuto negli scatti del maestro americano un’inesauribile fonte d’ispirazione. La mostra propone più di 50 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, oltre a una serie di libri e riviste di grande valore, ed evidenzia l’interesse culturale di questa generazione di fotografi non solo verso il linguaggio fotografico documentale, ma anche verso la letteratura, la cinematografia e l’editoria.

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Walker Evans Ferry and River men, Vicksburg, Mississippi, circa 1936 © Walker Evans Archive, The Metropolitan Museum of Art, New York

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Walker Evans Crossroads General Store and Post Office, Sprott, Alabama, 1936 © Walker Evans Archive, The Metropolitan Museum of Art, New York

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