Appunti per un’opera. Matteo Attruia

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In occasione di Collezione Privata inaugurata il 31 ottobre scorso in Ca’ dei Ricchi, TRA propone una collaborazione interessante che mescola gli attori del “sistema dell’arte” e ne ridefinisce i ruoli. Giacinto di Pietrantonio chiarisce fin dalle prime righe del catalogo, quali siano i principi costitutivi del progetto: “Collezione Privata è il titolo che Matteo Attruia ha dato a questa mostra, partendo da due fatti: uno che le sette Moleskine piene di idee e nucleo centrale dell’esposizione sono la collezione quotidiana delle sue idee e due che il collezionista privato Giorgio Fasol, è stato chiamato dall’artista a essere curatore della qui presente esposizione”.

Le idee sono dunque il nucleo del progetto espositivo, i taccuini occupano una posizione centrale nello spazio e l’invito a sfogliarli include lo spettatore nel pensiero e lo trasporta in un tempo precedente, quello della progettualità. Si potrebbe accusare l’artista di un eccessivo citazionismo o, per utilizzare le parole di Pietrantonio,  che “Attruia sia portato ad affermare il primato dell’idea sulla forma e anche il primato dell’autorità dell’artista”, ma è vero il contrario. L’artista coinvolge la collettività e ne elabora le idee, convinto che dalla contaminazione, a volte inconsapevole, nascano progetti; e sostiene “Penso che le idee non appartengano a nessuno, ma siano il frutto di una collettività. L’artista capta cose che sono nell’aria e le trasforma in opere”.

Sono i progetti a scandire il tempo sia dell’esposizione che della creazione, e le tavole alle pareti, in una sorta di calendario, danno una definizione visiva delle 1.231 idee contenute nelle pagine dei taccuini. Ma Attruia si distingue soprattutto per ironia e la scelta di sostituzione di ruolo tra collezionista e curatore lo testimonia. Fasol qui si è trovato a svolgere un ruolo diverso da quello che canonicamente gli viene attribuito, ma che in realtà concretizza costantemente già nella scelta delle opere che portano alla cura della propria “collezione privata”. L’ironia tagliente e l’attenzione per temi critici si dimostra non solo nella scelta di sovvertire, seppure simbolicamente, le definizioni del sistema, ma anche nelle opere al neon, quali Perché fare? e Collezione Privata. Quest’ultima in particolare, ricalcando la calligrafia dell’artista, ne offre un ritratto quanto più fedele, introducendo inoltre l’idea che i progetti stessi dell’artista compongano una collezione, la propria. Doppie inversioni di ruolo e coinvolgimento caratterizzano un’esposizione di non immediata fruibilità ma pregna di tematiche di spessore, affrontate con sottile ironia. Collezione Privata è visitabile fino al 13 dicembre, nella sede di TRA – Treviso Ricerca Arte, Ca’ dei Ricchi, Treviso.

Collezione Privata, Matteo Attruia
a cura di Giorgio Fasol
testo in catalogo di Giacinto Di Pierantonio
TRA – Treviso Ricerca Arte, Ca’ dei Ricchi, Treviso

Collezione Privata

Collezione Privata, Matteo Attruia, Installation View, 2015

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Collezione Privata, Matteo Attruia, Installation View, 2015
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Collezione Privata, Matteo Attruia, Installation View, 2015

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