Articolazioni Oltre il Linguaggio. Intervista a Elisa Strinna e Elena Mazzi. Part I

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Articolazioni oltre il linguaggio. La materia, il suo ritmo e le sue declinazioni è l’opera inedita che Elisa Strinna e Elena Mazzi presentano alla Galleria Massimodeluca di Mestre, nell’ambito della mostra Tanto tempo fa, quando la Terra era piatta a cura di Alice Ginaldi. Juliet Art Magazine ha incontrato le due artiste per parlare di questo progetto e dell’esperienza di collaborazione che ha portato a realizzarlo. 

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
 

Potete presentare il lavoro e parlare di come è nata e si è sviluppata la vostra collaborazione per quest’opera?
EM: L’invito è partito dal collettivo Trial Version, di cui faccio parte, che, dopo aver vinto il premio Forward del Comune di Firenze nel 2012, ha deciso di realizzare tre progetti. Per uno di questi, è stata invitata l’artista Elisa Strinna, e, successivamente, si è deciso di farla dialogare con me. Da questo momento in poi, Elisa e io abbiamo iniziato a confrontarci. Entrambe eravamo interessate a lavorare sul concetto di crisi, sia da un punto di vista sociale, sia ambientale, così il dialogo si è sviluppato intorno a questo tema. Ci sono venute diverse idee che poi si sono trasformate, una delle quali era di partire da una teoria comune, quella delle catastrofi.
ES: Partendo dalla teoria delle catastrofi di René Thom siamo arrivate a studi più recenti, anche grazie al contributo del fisico Bruno Giorgini che ci ha suggerito il libro How Nature Works del fisico danese Per Bak.
EM: Questo libro illustra una teoria sviluppata negli anni ’80 – ’90. Il libro ci è piaciuto molto per la sua interdisciplinarità e per il fatto che presenta diversi casi studio provenienti sia dall’universo umano, sia da quello naturale. In questo senso, è un libro aperto, semplice e anche pratico, poiché il fisico non si limita a casi studio già esistenti, ma ne aggiunge altri ottenuti da molte prove di laboratorio. La teoria presentata nel libro interpreta la crisi come un evento che aiuta la natura a auto rigenerarsi. E’ un metodo di lettura del tempo e della storia.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
 

ES: Analizzando diversi casi studio sul rapporto uomo-natura, Bak ha rilevato come l’andamento di molti sistemi complessi, se studiato per un certo periodo di tempo, risulta seguire con cadenza proporzionale un’alternanza di momenti di crisi e periodi di stabilità. Questo ci ha avvicinate all’idea di ritmo, il ritmo degli eventi, come essi si susseguono, e questo, a sua volta, ci ha portate alla musica. Abbiamo deciso quindi di lavorare su alcuni dei casi studio analizzati dal fisico. Il primo riguarda la conformazione delle pietre sedimentarie: abbiamo interpretato le distanze tra i vari livelli di sedimentazione come una “traccia” che, al pari dei dischi di legno del mio precedente lavoro Wood Songs, può essere letta da un giradischi. Le varie distanze tra queste “tracce” producono un ritmo, il ritmo che ha portato alla conformazione del suolo sul quale viviamo. Anche le strutture dei sistemi prodotti dalla società umana seguono un’alternanza proporzionale di periodi di crisi e stabilità. Riferendoci all’attuale condizione economica, abbiamo deciso quindi di lavorare su un altro ritmo, tipicamente umano, quello legato all’andamento della Borsa. Attraverso la traduzione in suono, si è cercata una diversa interpretazione di questi due eventi.
Riallacciandomi a quello che diceva prima Elena riguardo alla crisi, la nostra volontà era di percepire, attraverso il ritmo, questo fenomeno non come un evento straordinario, separato dal resto, ma come parte di un “fraseggio”, una modalità della natura di provocare grandi cambiamenti in brevi periodi di tempo, con il fine di mantenere un equilibrio.
EM: In questo processo è stato importante osservare come l’uomo e la natura percepiscano in modo diverso questo ritmo. Lo stesso Bak sosteneva che la crisi è essenziale per la natura perché porta a un cambiamento in breve tempo, necessario per la rigenerazione. Per l’uomo, al contrario, la crisi è sempre vista come qualcosa di negativo, come una catastrofe. Questo si deve probabilmente al fatto che l’uomo ha una visione del tempo molto più limitata, che va a incidere sul personale. Ci sono due percezioni diverse della crisi e dei suoi effetti. La natura li interpreta nel lungo periodo mentre l’uomo nel contingente, nel “qui e ora”.
ES: Si, tutto è proporzionale. In questo ambito mi viene in mente una cosa legata a un altro lavoro che sto facendo sulla traduzione dei dati meteorologici. Uno scienziato con cui mi sono consultata mi ha fatto ascoltare la registrazione del canto del grillo che è stato rallentato proporzionalmente alla durata della vita umana. Il risultato è incredibile: l’audio che ne deriva assomiglia a un coro religioso, un suono molto spirituale. Potremmo quindi supporre che ogni cosa ha il suo tempo e che tempi diversi corrispondono a percezioni diverse degli eventi.

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Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, U.S.A. Equities 1871-2011, partizione vocale, 2013-2014, LCD, immagine fissa
 

Come avete sviluppato praticamente all’interno dell’opera il legame tra il dato naturale – il ritmo della pietra – e quello umano – l’andamento della Borsa?
EM: Anche in questo caso abbiamo cercato di giocare con l’idea di dialogo, facendo in modo che i due interventi separati entrassero in relazione tramite questo dispositivo. Da una parte c’è la pietra con il suo tempo, il meccanismo di lettura delle sue stratificazioni che ora è settato a un ritmo di 5 minuti. Dall’altra parte abbiamo creato un monitor di lettura degli andamenti della Borsa americana dalla fine del 1800 al 2011, cercando di essere fedeli ai grafici reali, mantenendone i colori, quindi un blu elettrico per lo sfondo. Il grafico però è stato trattato come uno spartito, aggiungendo forti e piano, figure musicali e sillabe onomatopeiche in corrispondenza ai momenti di crisi finanziaria. Abbiamo quindi chiamato una cantante a interpretare questo spartito, cercando di far emergere attraverso la voce diversi stati d’animo legati alle condizioni del mercato. La sera del vernissage la cantante ha ripetuto il brano quattro volte e in quei momenti il suono della borsa si sovrapponeva a quello della pietra, che altrimenti “risuonava” da sola. Mentre ora ci sono due schermi, uno di fronte all’altro, in cui la cantante interpreta lo spartito.
ES: Queste due realtà apparentemente molto distanti sono sintomo di due strutture, la struttura su cui la vita umana fisicamente si poggia – la pietra – e la struttura che determina molte delle relazioni umane – quella economica. Nel nostro lavoro, la prima si esprime in un ritmo, una forma espressiva non “articolata”, più primordiale, mentre la seconda è un “aria articolata”, che segue una grammatica musicale più vicina alla sensibilità moderna, che volutamente si inscrive in un certo tipo di genere, quello lirico.

E’ questa la prima volta che collaborate o avete già realizzato altri progetti insieme?
EM:
Avevamo scritto un progetto insieme per il bando del GAI Movin up. L’idea era di fare un video, a metà tra fiction e documentario, nel quartiere Mission di San Francisco. Avevamo voglia di collaborare e San Francisco intrigava entrambe. Alla fine, però, sono dovuta partire da sola e ho sviluppato il progetto in maniera più individuale. All’inizio abbiamo cercato di tenere un diario, una corrispondenza, ma era difficile. Quindi, per rispondere alla tua domanda, si, questa è la prima volta che realizziamo un progetto insieme.

Fine part I, l’intervista continua qui

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Paola Bonino

Paola Bonino ha studiato Lettere Moderne e Arti Visive e si è specializzata in pratica curatoriale presso l' École du Magasin (Grenoble), dove ha co-curato la mostra ‘From 199C to 199D’ Liam Gillick. Attualmente, fa parte della direzione artistica di Placentia Arte (Piacenza).

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