Athens City Art Life

Installation view The System of Objects DESTE Foundation, Athens, 2013 Photo© Fanis Vlastaras & Rebecca Constantopoulou

Durante un periodo di crisi, è interessante osservare le metamorfosi della produzione artistica. Nel corso di un periodo d’instabilità politica ed economica, ma soprattutto di grandi variazioni sociali, gli artisti, caratterizzati da maggiore sensibilità verso il mondo e le immagini, hanno più da offrire: l’estro e lo sviluppo artistico rappresentano uno sfogo di energie. Il mercato non ha particolari esigenze, l’assenza di esemplari prestabiliti favorisce la creatività, in quanto non c’è richiesta di campioni invariabili: l’artista non produce per vendere; o perlomeno non avendone alcuna garanzia. Non imitando modelli uniformi, Atene é innovazione. La libertà che vige nella quotidianità greca permette ai diretti interessati di muoversi e agire senza lunghe attese burocratiche, dando vita a nuove attività, manifestazioni e iniziative.

L’esempio lampante è stata la determinazione nel creare la Biennale di Atene dei: la curatrice Xenia Kalpatsoglou, l’artista Poka-Yio e il critico Augustine Zenakos (iniziativa ormai seguita solo da X.K e P-Y con il nome d’arte X&Y): “All’inizio ci sembrava uno scherzo, invece siamo alla quinta edizione. Negli anni abbiamo fatto passi da giganti. Il pubblico locale e estero segue ogni edizione con sempre più interesse” afferma Poka-Yio, artista multidisciplinare plasmato dalla contemporaneità circostante in ogni sua espressione: “Tutto il mio lavoro è attuale. Un pericolo e una sfida continua”. Secondo i suoi principi quindi, la Biennale di Atene (e successivamente di Salonicco) è la sua opera prima, è la contemporaneità in risposta a tutto ciò che accade. L’arte dev’essere la prima testimonianza del quotidiano partecipando pienamente alla vita sociale, e non deve in nessun modo venir emarginata.

Della stessa generazione troviamo il pittore Ilias Papailiakis, il quale sostiene che la crisi abbia riesumato i concetti fondamentali per l’avanzamento e lo sviluppo. A suo parere gli artisti che non hanno mai abbandonato la propria espressione, stanno vivendo un momento di gloria, il loro pensiero è in evidenza, e le loro motivazioni vengono in qualche modo giustificate. Ha molta fiducia nella nuova generazione: “I giovani artisti devono ascoltare il proprio cuore, bisogna avere fede nella società, nell’amore e nel principio dell’Arte. Questo è il movente principale che spinge l’uomo a fare arte: l’amore e la fede nella società. Solo così si trova la soddisfazione nella propria espressione”. Atene e il suo temperamento caotico, sta diventando fonte d’ispirazione per i visitatori che vengono spiritualmente attratti dalla stratificazione di memorie. C’é un notevole legame con l’arte popolare, gli artisti stranieri rimangono fortemente colpiti da questo aspetto folcloristico della città. Come Augusta Atla, l’artista danese che ha recentemente inaugurato Maison MACA, una casa-residenza per artisti e curatori provenienti da tutte le parti del mondo, un monolocale ristrutturato nel centro storico con vista Acropoli. Viene proposta come una piattaforma di confronto, senza pressioni di tempo e tendenza.

Metaksourgeio.
Area centrale della città ed ex zona industriale; capannoni e magazzini trasformati in studi e gallerie d’arte. Tra quelle stradine pedonali e Kerameikos si svolge REMAP, la manifestazione urbana dedicata completamente all’arte contemporanea, una rete a cielo aperto di più di 60 progetti espositivi. Siamo nel centro di una città antica con una grande storia, e tra gli studi d’artista e le villette abbandonate abbiamo incontrato Nadia Gerazouni, la Direttrice di The Breeder Gallery che ci ha raccontato in che modo questa galleria funziona come concetto, senza limitarsi al ruolo di vetrina. “L’obiettivo della Breeder Gallery è presentare a una rete internazionale una generazione di forti artisti greci, quali Stelios Faitakis, Andreas Lolis e Giannis Varelas. Da più di dieci anni presentiamo al pubblico ateniese artisti e progetti internazionali”. Da anni The Breeder coltiva un forte legame con la rete internazionale partecipando a fiere importanti, quali Frieze New York, LISTE a Basel, The Armory Show. La divulgazione é fondamentale per gli artisti quanto per i galleristi; poiché le fiere costituiscono un’animata piattaforma di confronto tra artisti, collezionisti, curatori e autori. Questo atteggiamento disinvolto ha notevoli risultati: all’artista Faitakis è stato commissionato il murales di Palazzo Cavour, per la mostra Shit & Die, curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini e Lolis parteciperà alla prossima edizione della Biennale di Lione. Ci sono parecchie gallerie storiche che negli ultimi anni sperimentano nuove iniziative. Le Kalfayan Galleries, di Salonicco e Atene, dove a Febbraio ha inaugurato la mostra di Adrian Paci, The Guardian, in collaborazione alla Peter Kilchmann di Zurigo; insieme alla Galleria Bernier-Eliades, a Salonicco hanno inaugurato The Aristotelous Project, la collaborazione di sei gallerie internazionali, in concomitanza alla 4a edizione della Biennale. È la dimostrazione che gli artisti e le gallerie ateniesi sono assolutamente all’altezza di competere nei circuiti internazionali, grazie anche a privati che sostengono l’espressione contemporanea. Cosa allora blocca gli artisti greci e la divulgazione della loro arte?

L’estremamente sentita presenza di arte antica costituisce per lo Stato una grande risorsa culturale, e soprattutto economica. Questo attaccamento non permette allo stesso di concentrarsi sull’arte contemporanea e dare l’attenzione che merita; non esistono i buoni presupposti per le giuste modalità di sviluppo. Gli artisti, principalmente i più giovani ed emergenti, incontrano grandi difficoltà nell’estendere e incrementare la loro espressione. L’assenza di  strutture ha una forte influenza negativa sul sistema e sul mercato. In ogni caso, Katerina Koskina, la nuova Direttrice del Museo di Arte Contemporanea di Atene, sembra essere molto fiduciosa: “È fondamentale che Atene possieda un Museo di Arte Contemporanea (EMST). Per anni siamo stati a guardare l’ex birrificio, “una grande nave armeggiata lontano dal mare” – come usava dire Zenetos l’architetto del birrificio Fix, ormai trasformato in Museo dagli architetti dello studio 3SK Stylianidis. Dobbiamo affrontare parecchi ostacoli, ma fortunatamente, anche grazie all’aiuto dello Stato, tutto procede e presto il nuovo Museo entrerà a fare parte della vita urbana di tutti i giorni. Mi auguro

View from the new EMST building Photo© 3SK Stylianidis Architects

View from the new EMST building. Photo© 3SK Stylianidis Architects

Installation view The System of Objects DESTE Foundation, Athens, 2013 Photo© Fanis Vlastaras & Rebecca Constantopoulou

Installation view, The System of Objects. DESTE Foundation, Athens, 2013. Photo© Fanis Vlastaras & Rebecca Constantopoulou

Ilias Papailiakis, Rythmiki agogi, 2014 oil on canvas 35x35 cm 2014

Ilias Papailiakis, Rythmiki agogi, 2014. Oil on canvas, 2014

Stelios Faitakis Danger of Lust, 2013 mixed media on canvas 2 245x193 cm Courtesy The Breeder, Athens

Stelios Faitakis, Danger of Lust, 2013. Mixed media on canvas. Courtesy The Breeder, AthensPoka-Yio, Beggars Opera Photo: Marianna Katsaouni

Poka-Yio, Beggars Opera. Photo: Marianna Katsaouni

di riuscire a continuare e portare a termine la missione iniziata dal Direttore precedente, la Signora Kafetsi. La cosa che mi rende positiva è il fatto che l’edificio sia pronto, il suo interno e gli spazi espositivi sono impressionanti e bellissimi! Il primo passo è trasferire gli uffici. In secondo luogo si dovranno aprire le sale espositive al pubblico e svelare loro la scena interna. Ultimo e più complesso sarà l’inaugurazione! Questo Museo appartiene ai cittadini, Greci ed Europei, tutti coloro che hanno e pagato e non vedono l’ora di viverlo. È nostro dovere consegnarlo loro, rendendolo parte della cultura quotidiana. Nonostante le circostanze difficili, l’intera atmosfera è ottimista e tutto lo staff opera con molta dedizione: sinergie di qualsiasi carattere sono fondamentali in questa fase. EMST vuole essere la rappresentazione del contemporaneo nella nostra nazione; interagire con tutto ciò che lo circonda, diventare il brand di Atene, vivere in perfetta sintonia con le realtà attuali e la vita urbana, parallelamente all’estero e ad altri Musei. E tramite la sua collezione verrà svelata la relazione degli artisti greci con la scena internazionale stringendo collaborazioni e coinvolgendo tutta la regione all’interno di un dialogo interdisciplinare e multiculturale.

Con lo sguardo di Dakis Joannou. Collezionista e fondatore della DESTE Foundation. “Sono necessarie le infrastrutture. È bello parlare di teoria, ma in pratica, l’artista fa un opera e qualcuno dovrà rispondere, chiunque esso sia, un Museo, un Magazine, una Galleria o un Collezionista”. Secondo il grande Collezionista, qualche decennio fa la maggior parte della popolazione Occidentale è arrivata a soddisfare i propri bisogni primari e a possedere tutti i confort. A quel punto si sono rivolti all’Arte. “Decidi di spendere in qualcosa che realmente non è “utile”, ovviamente parlando di utilità in senso pratico… Ciò nonostante l’Arte è la cosa più indispensabile al mondo”. E come diceva Oscar Wilde: “Viviamo in un epoca dove nulla è più necessario del superfluo”. Il fatto che l’Arte non sia più un interesse di nicchia è positivo in quanto assistiamo ad una crescita della produzione artistica. Viene data l’opportunità ai giovani di apparire e c’è chi si occupa esclusivamente della generazione emergente. Sfortunatamente, tutto avviene in tempi rapidissimi, senza il tempo necessario per Riflettere e Maturare. Così, nel 2004, dopo aver trasferito la sede nella zona di Nea Ionia, nell’edificio Monument to Now, la Fondazione ha deciso di salvaguardare il suo carattere Non-istituzionale e presentare solo progetti ben strutturati: “Da quando ci siamo trasferiti, ho la libertà temporale di reagire alle situazioni circostanti in continuo mutamento. Senza ricevere pressioni per dover seguire un programma costante”. La Fondazione non ha l’ambizione di educare, né di sostenere l’arte e gli artisti. Esiste e opera per creare dialoghi e piattaforme di discussione sulla  cultura contemporanea e sulla vita in generale; dare la possibilità a chi è realmente interessato a entrare in questo dibattito e utilizzare questa piattaforma. Il Signor Joannou sostiene che la crisi abbia contribuito alla produzione artistica e abbia creato dei dinamismi: “È questo, a mio parere, il dinamismo che ha spinto Adam Szymczyk a trasferire parte di Documenta14 ad Atene, ed è stata una decisione geniale!”

The following two tabs change content below.

Magdalini Tiamkaris

Rispondi