Attaquer le soleil pour embraser le monde : il fuoco del Marchese de Sade nell’arte

Maison de fous, 1800

Nel bicentenario della morte del Marchese de Sade nel manicomio di Charenton – Saint Maurice, è stata realizzata presso il Museo d’Orsay di Parigi una mostra per esaltare il genio e l’acume di colui che a lungo fu considerato nient’altro che un folle. Donatien Alphonse François de Sade (1740 – 1814) fu un intellettuale e libertino all’epoca della rivoluzione francese, caratterizzato da un illimitato desiderio di libertà in tutti gli aspetti della vita al punto da essere fortemente disprezzato e accusato dalla società dell’epoca e non solo.

L’influenza del suo pensiero è resa evidente dal percorso espositivo che ne mette in rilievo numerosi aspetti in tutta la loro crudezza offrendoci una concezione dell’uomo perversa e geniale. La ferocia umana, la sua animalità, la violenza della passione sono al centro delle tematiche della mostra saltando da Degas a Duchamp, passando per Lautrec e Dalì, fino a giungere alle vicende di Medea e Giuditta descritte da Delacroix e Von Stuck. La mostra ne offre i più sorprendenti esempi in un dialogo controverso tra peccato e istinto naturale verso un bisogno d’amore; la sessualità viene presentata nelle sue tonalità quale elemento fondante della stessa natura umana. Quest’istinto naturale al piacere, parte integrante della vita, è espressione di un avvicinamento dell’uomo a una pur sempre vaga, ma concreta e carnale, percezione dell’infinito. Vi è una ricerca della coscienza fisica del sublime a cui l’uomo desidera abbandonarsi per riscoprirsi nella sua vera natura, come mostra Redon nel suo L’occhio come un pallone bizzarro si dirige verso l’infinito (1882). “Non è nel godimento che consiste la felicità, ma è nel desiderio, nel rompere i freni che ci oppongono a questo desiderio” (Marchese de Sade) parole alle quali artisti come Munch, Rodin, Cezanne o Picasso hanno dato vita rappresentandole in arte con la potenza dell’estro artistico che li caratterizza.

In diverse opere è presente una profonda visione della psiche umana, quale plasma misterioso e conturbante dell’uomo. L’animo degli uomini è pervaso da una pluralità di stimoli e desideri che rendono la sua più profonda comprensione criptica e a volte apparentemente spaventosa. Solo il genio di artisti come Füssli ne Il Silenzio o Goya nella rappresentazione di un manicomio ha potuto rappresentarne le controversie e la sua affascinante natura penetrando nelle profondità della notte dell’anima. Allo stesso modo la pienezza, la ricchezza e policromia dell’animo umano sono esaltate nello sguardo dell’Angelica di Ingres, le sue controversie e la sua animalità sono magistralmente celebrate dalla mano di Kubin in La donna a cavallo.

L’amoralità e il senso di giustizia sociale sadiani traspaiono dalla mostra in tutta la loro potenza, conferendo all’idea di perversione dello scrittore quasi un senso più umano quale limite e potenzialità di quest’essere meraviglioso e imperscrutabile che è l’uomo. La forza del suo messaggio non ha lasciato indifferenti solo gli artisti, ma anche i più grandi letterati e intellettuali, da Flaubert, a Baudelaire, da Pasolini a Bunuel, come viene messo in luce fin dalle prime sale. La modernità dei temi di questa mostra prova come ancora oggi la Francia ed il Museo d’Orsay siano maestri indiscussi nel dare nuove visioni e interpretazioni alla storia e all’essenza stessa dell’arte, superando i confini del sapere umano precostituito e creduto stabilmente radicato nell’assetto culturale del mondo.

Sade. Attaquer le soleil
A cura di Annie Le Brun
Museo d’Orsay

[1] “Combien de fois, sacredieu, n’ai-je pas désiré qu’on pût attaquer le soleil, en priver l’univers, ou s’en servir pour embraser le monde ?” Les Cent vingt journées de Sodome, 1785, Marquis de Sade.

1819-Ingres,-Etude-pour-la-figure-d'Angélique-Study-for-the-Angelica-figure

Ingres, Etude pour la figure d’Angelique, 1819, Paris 

Maison de fous, 1800

Goya, La maison des fous, 1808 – 1812, Madrid

Kubin, La femme à cheval, 1900 - 1901, Munich

Kubin, La femme à cheval, 1900 – 1901, Munich

Marguerite Burnat-Provins, La confiance, 1926, Lausanne

Marguerite Burnat-Provins, La confiance, 1926, Lausanne

 

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