Attraversare Kiki Smith

kiki smith

L’arte in un certo senso è una prova: è qualcosa che si sposta dall’interiorità al mondo fisico”, dichiara Kiki Smith (Norimberga, 1954, naturalizzata americana) in un’intervista. Le opere artistiche si configurano quali tracce materiali, testimonianze tangibili (e spesso perturbanti) di quel passaggio o attraversamento – dall’interno all’esterno, dall’invisibile al visibile, dal personale al collettivo – in cui si risolve la dinamica del processo creativo.

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Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua
 

Il gesto poetico più caratteristico di Kiki Smith consiste nel portare alla luce, alla visibilità, il nascosto, l’oscuro, il rimosso. La sua ricerca artistica può essere letta nel segno di un’ostinata volontà di effrazione: dei limiti fisici del corpo (pensiamo alla produzione plastica degli anni Novanta, a opere quali Tale o Train) così come quelli metafisici della mente, attraverso l’esplorazione dell’inconscio collettivo e di un immaginario archetipico (fiabesco e infantile, ma solo in apparenza). Aquile, lupi, agnelli curiosamente fioriti e sirene tornano in Path, personale dell’artista allestita presso Galleria Continua di San Gimignano (visibile fino al 6 settembre). L’esposizione si presenta segmentata in quattro tappe allestitive dislocate in diversi punti del centro storico. Il titolo della mostra, quanto mai calzante in questo caso, va dunque preso alla lettera: la mostra è realmente un sentiero da percorrere.

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua
 

Lo spazio dell’Arco dei Becci ospita due splendidi arazzi Jacquard di grande formato e una serie di sculture in bronzo con foglia d’oro e d’argento realizzate ad hoc per la mostra in collaborazione con artigiani locali. Ma la location in assoluto più suggestiva è quella situata all’ultimo piano di un palazzo storico affacciato su Piazza della Cisterna, eccezionalmente aperto al pubblico. Qui si respira un’atmosfera più raccolta e introversa, fortemente contaminata dal vissuto del luogo. Pareti a tinte pastello dall’intonaco fatalmente screpolato e tagli di luce sarebbero di certo piaciuti a Francesca Woodman. L’ambientazione domestica dialoga con le opere esposte, le rende parlanti e insieme segrete.

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua
 

Attraversando le numerose sale dell’appartamento, ritroviamo alcuni dei grandi disegni su carta nepalese che hanno reso celebre la Smith, vetrate e fotografie, e ancora, installazioni sospese al soffitto e naturalmente sculture, le bellissime Girl e Mother, due ospiti perfette. A emergere da questa stazione dell’itinerario è soprattutto la grande versatilità di Kiki Smith, capace di assimilare e padroneggiare tecniche e supporti assai diversi fra loro, a conferma di una sensibilità artigianale fuori dal comune.

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua

Kiki Smith, Path, exhibition view, 2014. Credits Galleria Continua
 

Il percorso espositivo si conclude nel giardino della sede principale della galleria, per il quale l’artista ha concepito una fontana in bronzo. L’opera comprende tre steli fitomorfici sormontati da un volto umano. Strani fiori sprigionati direttamente dall’oscurità del sottosuolo. Dal buio alla luce – l’ennesimo attraversamento, quello originario.

Désirée Soave

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