Avanguardia Russa in Villa

A.Rodcenko, 'Lilia Brik. Ritratto per il poster Knigi', 1924, Stampa Vintage dalla Collezione della Casa della Fotografia_Museo d'Arte Multimediale, Mosca

È primo pomeriggio di una domenica dal cielo plumbeo quando varco il cancello della splendida Villa Manin di Passariano (Udine), residenza estiva dell’ultimo Doge di Venezia. Sulla parte centrale della maestosa facciata spicca il rosso fiammante del cartello indicante il nome dell’esposizione in corso: AVANGUARDIA RUSSA. La dimora storica ospita infatti fino al 28 giugno due mostre (visibili con un unico biglietto), che insieme regalano uno spaccato prezioso di questo importante fenomeno culturale, forse ancora troppo poco conosciuto, sviluppatosi all’inizio del XX secolo.

Al piano terra, undici sale ospitano le opere della prima esposizione, Capolavori dalla Collezione Costakis, curata da Maria Tsantsanoglou e Angeliki Charistou in collaborazione con il Museo e la Città di Salonicco e con il Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica. Circa 300 opere tra dipinti, gouaches, acquerelli, video e numerosi disegni sull’Architettura Costruttivista, formano un percorso dallo stampo enciclopedico sull’Arte Sperimentale russa e sull’uomo che per primo ne colse il valore: Georg Costakis. Sfidando i rigidi divieti del regime stalinista, Costakis, dalla metà degli anni Quaranta e per oltre tre decenni, acquistò in modo metodico opere dell’Avanguardia, salvando dalla distruzione pezzi rappresentativi dei principali movimenti dell’epoca come il Nuovo Espressionismo, Cubo Futurismo, Suprematismo e Cosmismo.

Nato a Mosca nel 1913 da genitori greci, Costakis lavorò prima come autista presso l’Ambasciata greca e, dopo la guerra, in quella canadese. Pur non avendo alle spalle una formazione artistica, il suo eccezionale gusto estetico e l’istinto del collezionista, lo portarono a scoprire nel 1946 un dipinto di Ol’ga Rozanova; per lui fu un’illuminazione. Abituato ai freddi colori dei maestri olandesi (che già collezionava), quelli decisi e brillanti degli artisti russi gli donarono, come lui stesso ha affermato, la luce. Da quel momento inizia la sua instancabile ricerca che lo porterà a creare nel corso degli anni Sessanta e Settanta, una sorta di “museo non ufficiale” all’interno del suo appartamento moscovita. La volontà di preservare e tramandare le testimonianze del Movimento lo indussero nel 1977, prima di lasciare Mosca, a donare una parte della sua collezione alla galleria Tretijakov. Le 1277 opere d’arte restanti furono successivamente acquistate dallo Stato Greco diventando la collezione principale del Museo di Salonicco.

L’esposizione di Villa Manin è arricchita da un ulteriore eccezionale prestito concesso dal Museo Greco: si tratta di opere firmate Malevič e Rodčenko. E proprio da quest’ultimo grande esponente dell’Avanguardia si snoda il filo conduttore che ci porta al piano nobile, dove troviamo la seconda mostra, curata da Ol’ga Sviblova, intitolata Aleksandr Rodčenko Fotografia. Sperimentatore in ogni campo in cui si cimentava, dal design al cinema, Rodčenko (1891-1956) fu senza dubbio uno dei più importanti punti di riferimento del Movimento russo. Nel 1924, da artista già affermato, abbandona la pittura per dedicarsi totalmente alla fotografia; attraverso il pensiero concettuale trasformò quest’arte in un mezzo per rappresentare costruzioni intellettuali dinamiche e ne ribaltò gli schemi introducendo per primo la composizione diagonale e lo scorcio. Fotografie originali, fotomontaggi, collage, stampe, copertine e documenti video, illustrano le mode, le architetture e i volti dell’epoca. Le cento opere prestate per l’occasione dalla Casa della Fotografia di Mosca, permettono ai visitatori di immergersi nello spirito che permeava la Russia degli anni Venti e Trenta, tra ideali e contraddizioni.

Avanguardia Russa in Villa 
7 marzo – 28 giugno 2015
dal martedì alla domenica ore 10 – 19
Villa Manin, Passariano Codroipo (Udine)

A.Rodcenko, 'Lilia Brik. Ritratto per il poster Knigi', 1924, Stampa Vintage dalla Collezione della Casa della Fotografia_Museo d'Arte Multimediale, Mosca

A. Rodcenko, ‘Lilia Brik. Ritratto per il poster Knigi’, 1924, Stampa Vintage dalla Collezione della Casa della Fotografia, Museo d’Arte Multimediale, Mosca

A.Rodcenko, Kinoglaz. Sketch of a poster for Dziga Vertov's documentary film, 1924, Gelatin silver print, Collection of Moscow House of Photography Museum_Multimedia Art Museum, Moscow

A.Rodcenko, Kinoglaz. Sketch of a poster for Dziga Vertov’s documentary film, 1924, Gelatin silver print, Collection of Moscow House of Photography Museum, Multimedia Art Museum, Moscow

Ivan Kljun, 1923, Olio su tela, 68,3x67,7 cm, Museo Statale d'Arte contemporanea di Salonicco - Collezione Costakisjpg

Ivan Kljun, 1923, Olio su tela, 68,3×67,7 cm, Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis

Ivan Kljun, Diagonali nello spazio, 1923 circa, Acquerello e gessetto su carta,244x208 cm, Museo Statale d'Arte contemporanea di Salonicco - Collezione Costakis

Ivan Kljun, Diagonali nello spazio, 1923 circa, Acquerello e gessetto su carta, Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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