Bau Undici

Bau Undici, opera di Ruggero Maggi

Bau compie undici anni e diventa 3D. Nata nel 2004 da un gruppo di artisti attenti ai multiformi aspetti della cultura del nostro tempo, questa “scatola” ha visto negli anni la partecipazione di oltre seicento artisti e un successo sempre più in crescendo con presentazioni nelle più importanti sedi museali, biblioteche e collezioni internazionali, dal Mart di Rovereto alla Tate Modern di Londra. Abbiamo chiesto al Presidente Antonino Bove di raccontarci le novità di quest’anno e i progetti per il futuro.

Bau Unidici, la copertina by GumDesign

Bau Unidici, la copertina by GumDesign
 

Dopo dieci anni di opere in formato A4, come si è deciso di passare a una nuova scatola contente tutti lavori tridimensionali?
Dopo una lunga serie di numeri dalle medesime caratteristiche editoriali, abbiamo voluto valorizzare gli aspetti fisici e “materici” dei contributi, già presenti fin dai primi numeri in diversi elaborati prodotti dagli artisti, richiedendo vere e proprie opere a 3D (micro-sculture, piccole installazioni e libri d’artista, talismani e reliquie poetiche, meta-giocattoli per piccoli e grandi, oggetti della memoria, ecc.). L’intento – nel momento in cui le stampanti a 3D stanno per compiere una radicale rivoluzione nella vita di tutti i giorni – era anche quello di portare nella nostra scatola sollecitazioni multi-sensoriali: odori e sensazioni tattili, pesi e fluidità. Si è voluto in tal modo espandere ulteriormente i confini della “rivista d’artista”; il nostro programma è di modificare ogni anno, per ogni futuro numero di BAU, le dimensioni, la struttura e il concetto della pubblicazione. Nello speciale contenitore in formato A3 progettato dallo studio Gumdesign, le 53 opere tridimensionali appaiono come un fantasioso ibrido tra un’arnia e una piccola Wunderkammern, un mosaico inusuale e del tutto originale nel panorama editoriale internazionale.

Bau Undici, opera di Ruggero Maggi

Bau Undici, opera di Ruggero Maggi
 

In queste undici edizioni hanno partecipato artisti di tutto il mondo, ma anche molto diversi fra loro. Come si riesce a riunire tutte queste differenze e qual è il messaggio artistico che accomuna i partecipanti di BAU?
BAU si propone come “contenitore” e laboratorio di sperimentazione nelle più diverse discipline, di conseguenza coinvolge una grande varietà di operatori, indipendentemente dalla differente formazione culturale, età anagrafica e provenienza geografica. La varietà e diversità dei linguaggi e materiali viene ricercata e avvertita come un segno di ricchezza e pluralità, essendo impossibile ridurre il contemporaneo a interpretazioni univoche. Questo comporta, in ciascun numero, un’eterogenea panoramica di soggetti ed elaborati che sono però tenuti assieme da alcuni parametri: il tema spesso da noi proposto, il formato unificante, la qualità delle proposte, la disponibilità degli autori a mettersi in gioco producendo 150 esemplari del loro lavoro. In questo modo, in undici anni si è sviluppata una sorta di “rete” planetaria di BAU, che ha coinvolto oltre seicento autori fra personaggi storici e giovani emergenti, rappresentando oggi un’utile campionatura a 360° delle ricerche in corso.

Bau Undici, opera di Bruno Larini

Bau Undici, opera di Bruno Larini
 

Pensando già al futuro come sarà Bau Dodici?
Ogni numero di BAU ci impone l’esplorazione di nuovi territori, tenendo anche conto degli eventi storico-sociali in divenire, nonché di sollecitazioni esterne dei partecipanti e di quanti si relazionano con la rivista. E’ allo studio, per l’anno 2015, un numero Dodici in sinergia con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci di Vinci, che avrà come tema di fondo una reinterpretazione delle “macchine”, del mito e della contemporaneità di Leonardo. Il tema della macchina si è più volte intersecato con l’arte contemporanea (dai Futuristi a Jean Tinguely, da Duchamp a Stelarc) e BAU Dodici si inserirà in questa prospettiva, coniugando il genio leonardesco con problematiche attuali. I partecipanti, muovendosi tra funzionalità e immaginazione, elaboreranno dei veri e propri progetti di macchine, ipotizzandone una concreta utilità per espandere il nostro futuro prossimo. Gli autori potranno proporre disegni, prototipi, proiezioni grafiche, video-animazioni o rendering digitali di congegni inediti e reinvenzioni leonardesche di ogni genere, alcune delle quali potranno essere materialmente realizzate.

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Bau Undici, opera di Carlo Galli
 

La prima presentazione ufficiale di Bau Undici avverrà il 27 settembre presso la Gamc di Viareggio, poi il 23 ottobre sarà a Milano presso la Biblioteca d’Arte del Castello Sforzesco.

Maurizio Marco Tozzi

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Giornalista dal 1993, si laurea in Cinema e Immagine Elettronica all'Università di Pisa e si specializza in Net Art e Culture Digitali all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Da anni cura mostre d'arte contemporanea con particolare attenzione alla media art.

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