BB5000 – ℋy℘erℜruⅈn

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BB5000 presenta ‘Hyperrruin’ presso la galleria Davide Gallo di Milano. Prima mostra personale del collettivo. I nomi rimandano a denominazioni di oggetti robotici o universi ancora inesplorati in un futuro prossimo, identifica una necessità di racchiudere i temi principali suggestionati dal collettivo, quali un senso di evasione, oblio, spregiudicatezza e contaminazione cyber /mediatica.

BB, per l’appunto, è divenuto contrazione di Bora Bora, isola del pacifico, la cui connotazione s’instaura come emblema delle stesse argomentazioni, le quali veicolate da una propria visione fenomenologica degli aspetti ‘accelerati’ della società tardo capitalista occidentale, e in particolare modo la trasformazione sociale delle attitudini e dei rapporti tra essere umano e tecnologia. La realtà viene mistificata poiché digerita dalla visione di un uomo, le cui stesse metodologie si manifestano dall’interdipendenza degli stessi meccanismi processuali meccanicisti, ove la presenza della ‘macchina’ si instaura come totem.

La società è qui modellata nella propria struttura, dall’individuo, trasfigurato quasi in un organismo mutato in un corpo-cyber, non più scisso, autonomo e distaccato dal legame con la tecnologia, ma ormai organismo univoco. L’estetica della forma, al contempo, si configura granulosa, plastica, sintetica, e conduce a una rievocazione di un mondo inverosimile, ‘lunare’, i cui oggetti interni si figurano nel percorso, quasi come oggetti-guida. ‘Your eyes are the sanctuary’ si dirige al visitatore in un grido visivo sussurrato con una forma stilistica di scrittura primordiale ma nel sospetto di un primordiale futuristico. Abbiamo incontrato BB5000 a tal proposito, e di seguito troverete un breve scambio:

Il nome del collettivo suscita molto interesse e come avete precisato nasce da un’idea di evocare un atmosfera di evasione. Il momento di fuga è divenuto una dimensione quasi indispensabile, connaturata alla necessità dell’individuo contestualizzato nella nostra società. Il lavoro presente in mostra è, inoltre, correlato allo sviluppo della rete, dei suoi meccanismi e dei suoi effetti provocati; a tal proposito credete che la gran parte di quel momento di “evasione” venga, oggigiorno, appagato arbitrariamente dalle disposizioni offerte dal web di un concetto di inter-connessone infinito dal quale veniamo ammaliati, spesso forse con una sorta di non-conscia accondiscendenza?
BB5000: Noi siamo consci e accondiscendenti nell’essere appagati arbitrariamente dalle disposizioni offerte dal web. Questo di per sé rappresenta un punto fondamentale della nostra coscienza legata al web, ma non un ambito di ricerca o di analisi attiva. La presenza di elementi digitali o prelevati dalla rete non é da intendersi come una riflessione rispetto ai meccanismi, dinamiche sociali e economiche, legati all’avanzata della digitalizzazione. Essa è da considerarsi come l’impiego di un mezzo del quale usufruiamo regolarmente e naturalmente, al quale siamo quotidianamente e felicemente legati. All’interno dei social network, tramite siti e pagine web abbiamo ricreato un moodboard di concetti, informazioni e immagini, una superficie flessibile, liquida, che non rifuggisse la realtà o la contemporaneità bensì attraversasse entrambe. La fuga o meglio l’evasione è stata per noi necessaria nella produzione di ℋy℘erℜruⅈn, per trascendere la nostra individualità come singoli e come gruppo. Sicuramente il web e lo spazio in esso generatosi ci ha offerto una “zona franca” nella quale poter attingere e sviluppare l’identità di BB5000, all’interno di questo contesto il nome ha accolto, raccolto, molteplici peculiarità dai più disparati ambiti, si è fatto carico di un’identità multiforme identificabile come brand, avatar, nickname o realtà anagrafica e in questi BB5000 si riconosce in tutti e in nessuno.

La scelta del titolo per la vostra prima mostra personale “Hyperrruin” è sempre legato ad un’idea di trasposizione in un’altra dimensione?
BB5000: La tensione sovraeccitata verso un futuro porta il nostro presente ad una stretchatura, da essa si generano strappi e lacerazioni. Il paesaggio dell’iper-rovina viene ricostituito in e da questi spazi, costituendo un immaginario allucinatorio, la sua trasposizione si ha nella produzione di contenitori e manufatti ospitati (e ospitanti) presenti in mostra. L’attribuzione di un titolo così connotato ha la funzione di offrire una rilettura legata alla ricostruzione di un non-presente così come di un non-futuro, una dimensione tra le dimensioni.

In essa, per l’appunto, nasce una spontanea sensazione di ritrovarsi trasportati in un altro mondo; una percezione forse dettata dalla caratteristica presenza materica: che tipologia di rapporto vi implica il materiale? La fisicità dell’oggetto materico si erige a simbolo nel vostro lavoro o sublimazione di un desiderio di organicità tattile?
BB5000: La fisicità dell’oggetto in ℋy℘erℜruⅈn è da considerarsi metastabile, in divenire verso e con se stesso, dalla sua forma digitale (progettuale) al suo manifestarsi come presenza fisica e artigianale. Gli elementi abitano lo spazio fisico come proiezioni o presenze, immagini residuali in perenne e virtuale riprogrammazione tra loro nel paesaggio ospitante e all’interno dello specchio web. La materialità, e di conseguenza la sua organicità, non si erige a simbolo dei processi che lo hanno messo in atto bensì come principio di una soggettività prospettica verso un suo ipotetico futuro.

Nel vostro lavoro in quanto collettivo, quali sono i temi che accomunano la vostra ricerca e che analizzate per una finale trasposizione concreta?
BB5000: A BB5000 piace l’Hilton Bora Bora Nui Resort & Spa
A BB5000 piace il mojto pestato
A BB5000 piace il carbonio e jeans
A BB5000 piace il futuro
A BB5000 piace tuffare la mano nel sacco di fagioli in Porta Romana
A BB5000 piace farlo nel fango
A BB5000 piace la pace
BB5000 non è un collettivo, è un’entità formata da noi cinque, <
BB5000 è solo BB5000, by Cristian Dior.

Un’ulteriore sensazione percepita difronte a “Hyperrruin”, suggerisce una visione quasi desertica, amareggiata, rivelatrice e risultato illusorio di un contesto arrivato quasi alla deriva. E’ la vostra visione critica o realistica della nostra contemporaneità?
BB5000: Probabilmente non è né critica né trasposizione di una realtà contemporanea, bensì una nostra posizione prospettica riguardo ad un contesto immaginario derivato dai presupposti che ci hanno portato alla sua configurazione. La suggestione distopica, o amareggiata, è una possibile conseguenza dei processi di ricostruzione che hanno portato al generarsi di ℋy℘erℜruⅈn. Lo spaccato offerto dalla mostra è una visione che può avere radici nella realtà contemporanea ma conduce verso qualcos’altro, verso qualcosa di diverso.

Vanessa Ignoti

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BB5000, Hyperrruin, Installation view, Davide Gallo, 2016

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BB5000, Hyperrruin, Installation view, Davide Gallo, 2016

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BB5000, Hyperrruin, Installation view, Davide Gallo, 2016

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BB5000, Hyperrruin, Installation view, Davide Gallo, 2016

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BB5000, Hyperrruin, Installation view, Davide Gallo, 2016

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