Bettie Page: the original Pin Up

1.-Bettie-Page,-Courtesy-of-Michael-Fornitz-Collection

Prima delle scheletricità del catwalk c’era un tempo in cui le donne avevano le curve e non pensavano a nasconderle davanti all’obiettivo fotografico. Se Marilyn Monroe è diventato il simbolo pubblicamente accettato di questa femminilità, altrettanto non si può dire di altre figure che, rimanendo in bilico tra il mondo dell’erotismo e quello dell’arte, sono state spesso rilegate nell’indefinita categoria delle Pin Ups. Tra le tante, si potrebbe dire che solamente una di loro ha conosciuto la celebrità grazie a una verve e un carisma che hanno sdoganato sia la fotografia erotica che un certo modo di vestire e di vivere la notorietà. Anche solo citare il nome di Bettie Page riporta alla mente abiti succinti di latex e scarpe di vernice nera accompagnati da un sorriso provocante che non ha niente a cui spartire con quelli di plastica di anonime stelline del jet set odierno.

La mostra a lei dedicata, aperta fino al 29 settembre presso la Galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna, è un momento interessante per scoprire di più su una figura che è entrata nella cultura collettiva ma della quale pochi conoscono bene la storia. Dopo una gioventù alquanto ordinaria da ragazza della porta accanto, alla fine degli anni Quaranta la giovane Bettie si trasferisce dalla natia Nashville a New York portandosi in valigia un divorzio e il sogno di diventare una star del cinema. Ed è proprio qui che entra in contatto con i primi fotografi per i quali posa come modella e, successivamente, collabora con riviste per adulti introducendo per la prima volta i temi del bondage e del sadomaso. Le 55 immagini provenienti dalla collezione di Michael Fornitz e le 20 immagini stampate a tiratura limitata presenti in mostra ripercorrono gli anni d’oro di questa donna che può essere definita una delle prime pioniere dell’arte performativa.

Le fotografie, per lo più inedite, rivelano sin da subito la naturalezza davanti alla macchina fotografica e la professionalità con cui avviene la ricerca di pose più o meno naturali e l’inserimento di dettagli personali rivelando sin da subito il potenziale di quella che non era destinata a rimanere una ragazza da poster. Vero e proprio sex symbol di un’epoca, Bettie Page raggiunse il suo apice negli anni Cinquanta quando cominciò a lavorare con il fotografo Irvin Klaw a una serie di fotografie con tematiche Pin Up e BDSM che dovevano essere vendute per corrispondenza e che la consacreranno come la più famosa modella bondage della storia. Insieme agli scatti Bettie lavorò anche a una serie di cortometraggi muti in cui, vestita solamente di lingerie e tacchi alti, girava scene di dominazione e sottomissione. Durante le riprese vennero fatti anche gli scatti presenti nell’esposizione e che saranno negli anni le immagini più iconiche e conosciute della modella.

La sua visibilità aumentò nel 1954 quando venne dato alle stampe il servizio più famoso e per la quale viene spesso ricordata. “Jungle Bettie” si caratterizzò, infatti, per un set fotografico inconsueto in quanto la ragazza venne ripresa all’interno di uno zoo assieme a diversi animali esotici. L’anno successivo Hugh Hefner insistette perché la ragazza diventasse la playmate di gennaio e finalmente tutta l’America conobbe il grande talento e la bellezza di Bettie Page. Benché la sua carriera artistica si concentrò nell’arco di poco più di un decennio, la storia della ragazza che fu definita “Queen of the Pin Ups” è più importante di quando fino a oggi si sia pensato. Non solo dal punto di vista personale fece scelte singolari per quegli anni dimostrando indipendenza e una certa capacità di controllo sia dal punto di vista lavorativo che privato ma anche sul piano sociale in quanto il suo ruolo in quegli anni cambiò fortemente la percezione e il ruolo della donna all’interno dell’industria dell’intrattenimento.

BETTIE PAGE: THE ORIGINAL PIN UP. MICHAEL FORNITZ COLLECTION
Ono Arte Contemporanea, via Santa Margherita 10, Bologna
fino al 29 settembre 2015
Info: www.onoarte.com

3. ∏Bunny Yeager, 1954 Bettie Page, Courtesy of Michael Fornitz Collection

Bunny Yeager, 1954 Bettie Page, Courtesy of Michael Fornitz Collection

5.-∏-Paula-and-Irving-Klaw,-Bettie-Page,-1954-1955,-Courtesy-of-Michael-Fornitz-Collection

Paula and Irving Klaw, Bettie Page, 1954 1955, Courtesy of Michael Fornitz Collection

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Arnold Kovacs, Bettie Page, 1954 ca

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