Bibos’ Place

bibo'splace3

Matteo Boetti, figlio di Alighiero, insieme al socio Andrea Bizzarro, ritorna sulla scena dell’arte contemporanea, dopo un’assenza di cinque anni. L’inaugurazione è avvenuta sabato 18 maggio alle 12.00, in un orario diverso dalle abitudini dei vernissage romani. La sede è Palazzo Pensi a Todi, in quella che era Extramoenia di Giuliana Soprani Dorazio.

Il progetto nasce dall’incontro tra Matteo Boetti, gallerista di riferimento per molti giovani artisti e curatori, e Andrea Bizzarro, art dealer, consulente e storico dell’arte figurativa italiana del secondo dopoguerra. Il nuovo spazio avrà come linea curatoriale il confronto tra artisti giovani e artisti storicizzati rendendo complementari le esperienze dei due soci, uniti anche nel nome della galleria, Bibo’s Place, che utilizza le iniziali dei cognomi. La mostra inaugurale Women’s GeniusOne step beyond, è dedicata al genio femminile e vede protagonisti i lavori di un’artista italiana storica come Carla Accardi, messi a confronto con quelli della giovane e talentuosa artista americana classe 1984, Rebecca Ward, che proprio in questi giorni espone con una personale alla Ronchini Gallery di Londra. La mostra al Bibos’s è curata dai galleristi stessi e comprende un testo critico di Manuela Pacella.
Abbiamo fatto alcune domande a Matteo Boetti.

E’ dal 2008 che ti sei allontanato dal mondo dell’arte. Cosa ti porta di nuovo su questi lidi? L’amore per gli artisti, per le opere o per il mondo caotico ma affascinate dell’arte in generale?
La ragione principale che mi riporta a tuffarmi nella vasca degli squali è principalmente l’amore per i progetti, per l’ideazione e la realizzazione di un programma il più possibile carico di senso e di bellezza. Poi le cose capitano quando devono capitare e l’incontro con il mio attuale socio Andrea Bizzarro è stato un innesto di entusiasmo e di energie nuove che ci hanno dato la spinta necessaria.

Come mai avete scelto per la galleria un luogo decentralizzato come Todi?
Sia io che Andrea viviamo da tempo nella campagna di Todi e da qui il nostro incontro e quello con Giuliana Soprani Dorazio che fino a dicembre gestiva una galleria nello spazio che ora accoglierà Bibo’s Place. In questi anni ci siamo accorti di quanti artisti abbiano eletto questa zona a loro residenza, come pure molti collezionisti. Todi ha una specie di vocazione naturale all’arte e alla cultura. Inoltre è al centro esatto dell’Italia e facilmente raggiungibile da ogni dove. Peraltro da ciò che ho potuto verificare in questi ultimi anni in occasione delle brevi interruzioni al mio eremitaggio agricolo/equestre è che le metropoli mi sembrano in avanzato stato di marcescenza, perciò evviva quest’alternativa.

La linea curatoriale vedrà il confronto tra artisti storici e quelli emergenti. Oltre a questa linea avete delle preferenze per un settore in particolare, quale il concettuale, il figurativo o l’istallazione per esempio?
La linea di un confronto generazionale è certamente alla base di tutto quello che verrà, ma di volta in volta sarà differentemente declinata e variata. Riteniamo che la qualità non sia un dato soggettivo e che ci siano dei dati assoluti, indiscutibili. Quindi ci pare del tutto vano dibattere su quale genere sia preferibile per perseguire questa indagine.

State aprendo in un momento di crisi del mercato dell’arte in cui molte gallerie chiudono. Avete un’idea vincente nel cassetto?
Questo non è un momento di crisi del mercato dell’arte: ci troviamo di fronte a una crisi sistemica, sociologica che ha investito ogni ambito del pensiero e dell’operatività umana.
La nostra scelta è una risposta decisa a tutto questo, il nostro modo di essere significativamente nel mondo.
Certo, più che di coraggio, ci siamo dovuti armare di incoscienza!

 

bibo'splace3

Bibo’s Place

Rebecca Ward

Rebecca Ward, Untitled, 2011, Contemporary Art  Museum, Raleigh, NC, Courtesy the artist, Ronchini Gallery & ARTNESIA

Verde grande

Carla Accardi, Verde grande, 1974.

bibo'splace

Bibo’s Place

The following two tabs change content below.
Giusy Lauriola è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Nel corso del suo percorso artistico ha indagato questioni pubbliche, come la guerra in Iraq, sottolineando temi come l'indifferenza al dolore degli altri, i bisogni indotti e il potere della pubblicità. Come strumento di lavoro utilizza la fotografia rielaborata, contaminata dalla pittura e stampata su plexiglas. Per mantenere viva la sua passione ha iniziato l'attività di giornalista come collaboratrice per Julietartmagazine e per Romasettimanale.

Ultimi post di Giusy Lauriola (vedi tutti)

Rispondi