Alessandro Cardinale e Cristina Gori alla BIENNALE CINA – ITALIA | MEMORY

Alessandro Cardinale _ Nu Shu _ legno+ferro _ 2014

Si è inaugurata il 28 giugno 2014 l’edizione cinese della Biennale Cina – Italia | Memory all’interno della 798 Art District di Pechino, un’area totalmente consacrata all’arte contemporanea. La mostra, curata da un comitato scientifico guidato da Sandro Orlandi e Mian Bu, vede due antiche civiltà messe a confronto attraverso la visione di artisti contemporanei italiani e cinesi che con le loro opere vanno a indagare il tema della memoria.

Alessandro Cardinale _ Nu Shu _ legno+ferro _ 2014

Alessandro Cardinale, Nu Shu, 2014
 

Come scrive Orlandi, il concept della mostra nasce dalla meditazione su due aspetti legati al ricordo. Il primo di questi si sviluppa dalla riflessione su un vecchio proverbio cinese: “L’inchiostro più sbiadito è migliore della migliore memoria”. Detto che sottolinea come la memoria più indelebile può cadere in errore a causa della nostra natura umana. Solo la scrittura può aiutare l’uomo a mantenere il ricordo il più veritiero possibile, evidenziando il ruolo importante delle parole come vettore per sostenere la memoria. Il secondo aspetto sul quale Orlandi si sofferma, viene spiegato dal curatore con una citazione di Oscar Wilde: “La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé”. In questo caso si sottolinea l’importanza della memoria. Essa forma l’uomo: è la sua storia, le sue esperienze e la sua conoscenza. Il ricordo diventa un elemento importantissimo nell’uomo, così come nell’artista. Per Orlandi quindi la memoria è il bagaglio di ogni artista, è tutto ciò che ha e che viene usato per creare un’opera d’arte. Così facendo l’opera diventa come la parola: elemento di sostegno della memoria.

Manifesto_Biennale Cina-ItaliaL’esposizione si sviluppa in differenti spazi suddivisi per temi caratterizzanti: Memories towards the past, Memories of the digital media e Memories toward the future. Le opere degli artisti, all’interno delle sale, sono poste in dialogo tra loro: evidenziando la diversità di risposta allo stesso tema degli autori dovuta principalmente a motivi di cultura, origini e background differenti. Due ambienti, il Yang International Art Center e il 798 Being 3 Art Gallery, sono invece dedicati alla mostra Recall of 2012: Meditation of nature e alla personale dell’artista Danyang Chen.
Tra i novantatré artisti cinesi e italiani partecipanti alla Biennale Cina – Italia | Memory sono presenti anche i due autori Alessandro Cardinale e Cristina Gori.
Alessandro Cardinale, vincitore nel 2012 della 5 Biennale Internazionale di Pechino, per l’occasione presenta l’opera Nu Shu. L’installazione è un lavoro sulla comunicazione, in particolare sulla comprensione di un messaggio. Nu Shu è infatti un linguaggio segreto, creato nell’antichità dalle donne della regione dello Húnán in Cina all’insaputa dell’uomo. Esso veniva utilizzato per comunicare tra di loro le proprie memorie e esperienze tramite dei ricami su ventagli e vestiti. Una sorta di messaggi cifrati, scambiati dall’uomo per semplici decorazioni, che testimoniavano e raccontavano la difficile condizione femminile del tempo.

Alessandro Cardinale _  Nu Shu_allestimento biennale

Alessandro Cardinale, Nu Shu, exhibition view
 

L’opera, composta da un insieme di listelli di legno scolpiti che richiamano i ventagli dove venivano scritti i messaggi, cambia in base al punto di vista dell’osservatore. I listelli infatti sono assemblati facendo in modo che da una sola e determinata posizione si possa vedere un volto di donna orientale ma, una volta cambiata quella posizione, l’immagine scompare e il “messaggio” risulterà incomprensibile. Come spiega Cardinale «In Nu Shu faccio riferimento a questo linguaggio criptico partendo da barre verticali di legno apparentemente incomprensibili, che vogliono richiamare i ventagli sui quali veniva scritto il Nu Shu, facendovi apparire un’immagine femminile che si percepisce come fosse un’apparizione ma che facilmente può scomparire». L’opera quindi si comporta come un vero e proprio linguaggio segreto: solo conoscendo la chiave di lettura, in questo caso la posizione, il “messaggio” verrà rivelato.

Cristina Gori VAULT OVER General_ 2Cristina Gori, Vault Over General, 2014
 

Cristina Gori, alla sua seconda presenza a Pechino dopo la mostra Olympic Fine Arts del 2008, presenta otto fotografie tratte dal progetto Vault Over. Si tratta di una serie di autoritratti dove l’artista impersonifica, in chiave femminile, i principali ranghi dell’esercito di terracotta di Xi’an. Gori, come un Marco Polo contemporaneo, diventa interprete di un percorso metaforico e mentale che collega la città di Venezia con Xi’an. Il suo è un nuovo viaggio lungo la Via della Seta, uno dei tracciati più importanti per gli scambi commerciali e culturali dell’antichità, che collegava i due luoghi. L’artista, attraverso la serie di autoritratti, trasforma se stessa in una ibridazione tra l’identità veneziana e quella cinese. Il suo corpo e in particolare i suoi capelli si trasformano per creare un incontro tra le due culture (occidentale e orientale) e per identificarsi in uno dei simboli della storia della Cina: l’esercito di terracotta. Sono infatti le diverse acconciature dei guerrieri a determinare i vari ranghi all’interno dell’esercito. Ecco quindi che Gori all’interno dei suoi autoritratti si presenta coperta di uno strato d’argilla e con i capelli raccolti in maniera diversa. L’artista, tramite le sue opere, ci dona un interessante percorso che attraversa spazi temporali, geografici e mitologici per trasportarci all’interno di un incontro tra due culture diverse.

Cristina Gori VAULT OVER Emperor

Cristina Gori, Vault Over Emperor, 2014
 

La Biennale Cina – Italia | Memory, visibile fino al 20 agosto 2014, è un importante momento d’incontro e soprattutto di dialogo tra due civiltà e culture diverse e diventerà sempre più un appuntamento rilevante nel panorama artistico internazionale. Un evento quindi da non perdere.

Spaziosupernova

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Spazio Supernova è un’associazione culturale no-profit nata nel 2012 dalla mente di tre curatrici; Ilaria Beghin, Elisa Danesin e Serena Santi. Spazio Supernova è una giovane realtà nata dalla voglia di scardinare le vecchie convinzioni che popolano il mondo dell’arte contemporanea. Per un anno Supernova ha operato nella città di Treviso, organizzando e gestendo numerosi eventi e manifestazioni artistiche. Dal 2013 Supernova cambia formula e diventa un progetto itinerante in continua evoluzione e sviluppo.

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