Biografia di un progetto artistico, Nivola

1)	Costantino Nivola davanti al cantiere per la costruzione del Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari

La mostra “Biografia di un progetto artistico”, a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda, inaugurata lo scorso 9 maggio presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari, nasce con l’intento d’indagare e documentare quello che è stato l’ultimo progetto di arte pubblica di Costantino Nivola.Nato nel 1911 a Orani, un piccolo paese nel centro della Sardegna, Nivola sin da ragazzo dimostra una spiccata attitudine al lavoro manuale e, grazie a un piccolo contributo del Consiglio dell’Economia Corporativa di Nuoro, riesce a trasferirsi a Monza dove frequenta l’ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche. Verso la fine degli anni Trenta, anche per esprimere il suo forte dissenso nei confronti dell’ideologia fascista, decide di sposare, proprio nell’anno in cui entrano in vigore le leggi razziali, la sua fidanzata Ruth Guggenheim, giovane ragazza di origine ebrea. In seguito a questa decisione, così come alla sua forte militanza nei movimenti anti-fascisti, l’artista scopre di essere ricercato e decide di abbandonare l’Italia per trasferirsi negli Stati Uniti. Dopo un primo momento di grande difficoltà, l’artista riuscirà a inserirsi nel contesto americano diventando art director della rivista Interiors. Nel 1946 conosce Le Corbusier del quale diventerà grande amico. Verso i primi anni Cinquanta, Nivola inventa una nuova tecnica scultorea: il “Sand-casting”, che consiste nel realizzare un calco in cemento da una matrice di sabbia. Questa tecnica gli consentirà di realizzare dei grandi basso-rilievi che saranno impiegati per decorare importanti edifici pubblici in collaborazione con i più grandi architetti del nostro tempo, tra i quali Breuer, Sert e Saarinen. Nonostante in America siano numerosi gli interventi di arte pubblica realizzati da Nivola, in Sardegna, al contrario, egli riesce a eseguire solamente due progetti: il primo nel 1966 in Piazza Satta a Nuoro mentre il secondo è quello che la mostra “Biografia di un progetto artistico” prende in esame, ovvero nel Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari.

Quando nel 1985 Nivola viene invitato dall’allora presidente del Consiglio Regionale Emanuele Sanna, trova i lavori per la realizzazione dell’edificio particolarmente avanzati, come lui stesso scrive nei suoi appunti personali esposti in mostra: “La mia proposta ha sorpreso i progettisti che credevano di limitare il mio intervento al trattamento decorativo del muraglione dei parcheggi in via Cavour. Un compito minore, che non valeva il disturbo. I disegni dei progettisti, a quel punto già definiti e completi, dettagliati fino ai vasi per i fiori, non prevedevano spazio per le sculture”. L’artista decide di accettare l’incarico della decorazione del Palazzo del Consiglio Regionale tuttavia è già anziano e il suo stato di salute è fortemente compromesso a causa di un tumore. L’artista dunque è consapevole che questo sarà il suo ultimo progetto, e anche per questo motivo deciderà d’impiegare tutte le sue energie per dare vita a una sorta di manifesto del suo lavoro, costringendo l’architetto e gli ingeneri coinvolti a ridisegnare i tre livelli dell’edificio secondo la sua visione d’integrazione fra arte e architettura.

La mostra “Biografia di un progetto artistico” si costituisce di una serie di modelli preparatori e di bozzetti che documentano le varie fasi di produzione delle sculture impiegate per la decorazione del Palazzo. Attraverso l’allestimento, curato dall’architetto Jari Franceschetto, si vuole ricreare la suggestione del cantiere nel quale l’artista ha lavorato. Di particolare interesse risultano i modelli in polistirolo che sarebbero dovuti essere posizionati nel muraglione dei parcheggi al terzo livello dell’edificio e che intendevano rappresentare i protestatari. Nivola infatti era cosciente che l’edificio in cui si trovava a operare non era privo d’implicazioni politiche e ideologiche, e per questo motivo sceglie di rappresentare anche coloro che potenzialmente si sarebbero potuti opporre alle scelte del consiglio. Sono presenti inoltre 31 bozzetti preparatori che dimostrano l’attitudine progettuale dell’artista, maggiormente interessato alla visione unitaria del palazzo nel suo insieme piuttosto che alle singole opere.

Completa la mostra una guida, realizzata per l’occasione, che contiene al suo interno una pianta nella quale sono indicate le otto sculture posizionate all’esterno dell’edificio, descritte con le parole dell’artista che ne spiega il valore simbolico e la scelta della collocazione. Le Madri mediterranee si contrappongono ai Costruttori, ricomponendo nell’unità dell’architettura i principi dell’entità femminile e maschile. Durante il percorso esterno è possibile visitare il muro graffito che avvolge la base dell’edificio nelle cui pareti sono presenti i disegni di un altro artista sardo: Salvatore Fancello. Nivola sceglie di rendere omaggio al suo amico fraterno, morto prematuramente durante la guerra, riprendendo i disegni dell’opera che Fancello gli regalò per il suo matrimonio con Ruth nel 1938. Il percorso prosegue al centro della Piazza dove si trova una scultura appartenente alla serie conosciuta come le “Madri” nella quale è stata ricostruita un’aiuola di germogli di grano che l’artista aveva previsto in fase progettuale come simbolo di rinascita e unione con la natura, ma che in seguito alla sua morte verrà scartata in via esecutiva. A distanza di trent’anni dell’idea originale, il comitato scientifico che ha lavorato alla mostra ha ricreato quella soluzione nel rispetto della volontà dell’artista.

Chiude il percorso la presenza di una grande scultura volta a simboleggiare i protestatari. L’artista infatti non riuscirà a completare la decina di sculture che aveva previsto inizialmente per il muraglione dei parcheggi in via Cavour per via della sua salute sempre più cagionevole. Tuttavia non abbandonerà l’idea e sceglierà di collocarne solamente una che, secondo la sua visione, avrebbe dovuto ricordare ai politici l’importanza delle loro decisioni e la ricaduta di queste sulla popolazione. La mostra si presta dunque a essere un momento di riflessione su quello che è stato uno dei più importanti progetti di arte pubblica di Costantino Nivola, e consente al visitatore di vedere e scoprire le intenzioni e la volontà dell’artista in un confronto diretto tra la sua idea progettuale e i lavori, così come sono stati realizzati.

Biografia di un progetto artistico. Nivola al Palazzo del Consiglio Regionale della Sardegna (1985-2015)
Fino al 7 giugno 2015 // Mostra a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda
Progetto grafico e allestimento: AJF/ – Arch. Jari Franceschetto
Assistente curatore: Davide Mariani
Coordinamento organizzativo: Rita Gatto
Responsabile amministrativo: Loretta Ziranu
Palazzo del Consiglio Regionale della Sardegna, Via Roma, Cagliari.
www.museonivola.it

6) Modelli in polistirolo per la serie dei protestatari della fine degli anni Ottanta

   Modelli in polistirolo per la serie dei protestatari della fine degli anni Ottanta 

1) Costantino Nivola davanti al cantiere per la costruzione del Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari

 Costantino Nivola davanti al cantiere per la costruzione del Palazzo del Consiglio Regionale di Cagliari

2) Costantino Nivola mentre esegue il muro graffito con i disegni di Salvatore Fancello

  Costantino Nivola mentre esegue il muro graffito con i disegni di Salvatore Fancello

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Costantino Nivola, Madre, 1987. Foto di Carl Stein

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 Costantino Nivola, Madre,  1987. L’opera presenta l’aiuola con il germogli di grano, ricostruita dopo trent’anni.

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 Costantino Nivola, Protestatario, veduta esterna del Palazzo del Consiglio Regionale. Foto di Carl Stein

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