Body Worlds

vh

Il dottor morte è a Milano.
In mostra alla Fabbrica del Vapore, fino al 17 febbraio, potete trovare BODY WORLDS – il vero mondo del corpo umano. Dopo i successi mondiali e la prima romana, i ”cadaveri” di Gunther Von Hagens continuano la loro inverosimile celebrazione della vita. Celebrazione perché per quanto le opere siano dei veri corpi donati all’anatomopatologo (moltissimi peraltro, dopo essere stati alla mostra, hanno deciso a loro volta di ”donarsi”), l’evento riassume il desiderio di trasmettere scienza, salute e sentimento, guardando oltre la pura e semplice essenza della carne.

Body Worlds, Exhibition View, Courtesy Elisabetta Boz
 

Gunther Von Hagens, nel 1977, definisce un metodo del tutto nuovo per la conservazione della materia organica. Osservando alcuni preparati inseriti direttamente nella plastica decide di dover rendere più diretto il contatto visivo con tessuti, vasi, nervi, organi, brevettando il metodo della plastinazione, ovvero la sostituzione dei liquidi organici con polimeri di silicone che permettono il mantenimento della materia e dei suoi colori negli anni. Lo scopo scientifico è stato superato in breve tempo dall’interesse comune di osservare come siamo fatti senza doversi per forza iscrivere a un corso di medicina. Von Hagens è passato nel giro di una decina d’anni da piccoli campioni a corpi interi, la cui preparazione richiede all’incirca 1500 ore. A completare l’immagine del medico-artista vagamente folle il desiderio d’istituire un vero e proprio ”Museo dell’Uomo”, che possa rendere accessibile a tutti l’anatomia, e la volontà di essere a sua volta plastinati dopo la morte.

Body Worlds, Exhibition View, Courtesy Elisabetta Boz
 

Lo spettatore, se non fosse già informato e se non ci fosse l’indicazione all’ingresso riferita all’autenticità dei corpi, probabilmente non si soffermerebbe sul fatto che quello che osserva, una volta, era una persona vera, e forse non lo fa comunque. L’attenzione è rivolta ad altro. L’impostazione è quella di un vero e proprio corso di anatomia, si parte dallo scheletro, passando attraverso muscoli e legamenti, per poi avere un quadro generale dei vari apparati. Subito gli occhi ricadono sui preparati completi, che vengono chiamati ”plastinati” sempre a conferma del fatto che lo spettatore non si trova di fronte a un morto ma a un concetto del tutto diverso. Una sorta di materia inanime ed eterna, modellata a piacimento dell’artista, quasi come fosse del marmo, o della creta. L’inesistenza della pelle in un plastinato raffigurante un giocatore di basket o di scacchi ci permette l’osservazione diretta delle nostre strutture corporee in atteggiamenti che ci sono abbastanza familiari. Accanto a questi la visione più didattica della mostra: una serie di teche con componenti specifiche, dalle piccole ossa dell’orecchio a delle interessanti sezioni di gambe e braccia, che bene illustrano il contatto tra ossa, muscoli e vasi in più punti dell’arto. Da segnalare anche una sezione dedicata alle placente.

Body Worlds, Exhibition View, Courtesy Elisabetta Boz
 

Tra i progetti di Von Hagens ci sono anche delle donne con feto ma il comune di Milano si è opposto all’esposizione di bambini e feti. Oltre alla visione anatomica la mostra lascia spazio anche alla patologia esponendo gli effetti diretti di una vita poco salutare: preparati di polmoni ”carbonizzati” del fumatore, rene policistico, e un interessante sezione di un profilo addominale di un individuo sovrappeso permettono un confronto immediato, senza andare oltre la pura e semplice realtà dei fatti a cui la scienza ci sottopone giorno dopo giorno. Le pareti delle stanze sono state allestite con fotografie raffiguranti momenti quotidiani tra persone e citazioni di nomi come Gibran, Hugo e Confucio, che mantengono una particolare attenzione su uno degli organi più importanti: il cuore, il primo organo a formarsi dopo il concepimento.
Interessante anche il progetto parallelo CARNEM, che vuole essere un ulteriore celebrazione del corpo umano in un modo artistico forse più ”tradizionale”, per quanto l’arte possa definirsi tale. Propone progetti di arte, scultura, fotografia e danza che cercano di esplorare la relazione del corpo con l’ambiente circostante e le emozioni che lo condizionano. La conclusione di CARNEM vuole essere un’opera collettiva data dal contributo del pubblico, gli studenti dell’accademia di Brera e i workshop realizzati dai professionisti.
In conclusione, una mostra dove il visitatore può sentirsi integrato dall’inizio alla fine, dalla carnalità allo spirito artistico.
Il dottor morte è a Milano. Ma tranquilli, è venuto a parlare di vita.

Body Worlds, Exhibition View, Courtesy Elisabetta Boz
 

Body Worlds, Exhibition View, Courtesy Elisabetta Boz
Elisabetta Boz
The following two tabs change content below.
Juliet Art Magazine is a contemporary art magazine

Ultimi post di julietartmagazine (vedi tutti)

Rispondi