Quando la partecipazione diventa relazione: Castelli di Sabbia e IL TOPO.

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

“Castelli di Sabbia & IL TOPO” è il titolo della mostra attualmente in corso al Museo Nivola di Orani (Nuoro) che vede protagonista il “movimento” internazionale e trans-generazionale E IL TOPO. Nato a Napoli, morto a Milano e risorto sparso, unico e molteplice, E IL TOPO oggi è un collettivo che conta una buona ventina di artisti impegnati in progetti specifici che si caratterizzano per la loro attitudine sovversiva e al tempo stesso liberatoria.

Prima d’essere un movimento, un collettivo, un’edizione a distribuzione internazionale, E IL TOPO è una rivista d’artista nata, nel 1992, per volontà di Armando della Vittoria al quale successivamente si sono uniti Gabriele Di Matteo, Franco Silvestro, Piero Gatto e vedovamazzei. Col tempo le collaborazioni alla run-artist magazine aumentano in maniera esponenziale e ogni numero viene confezionato su misura da artisti del calibro di Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Mark Dion, Art Club 2000, Stefano Arienti, Dominique Gonzales Foerster, Grazia Toderi. Nel 1996 la rivista chiude i battenti per rinascere sedici anni dopo con una nuova redazione di artisti capaci di rivitalizzare lo spirito ironico e dissacrante del gruppo attraverso la creazione di nuovi progetti espositivi e performance. Nel 2014 viene redatto, in italiano e pubblicato su un giornale d’annunci coreano, il manifesto Topista del movimento Topismo, dal quale emergono le diverse influenze cha animano il collettivo e la rivista: la matrice dadaista, il citazionismo e il gusto per i rimandi storici (quello a Duchamp in particolare), l’estetica relazionale fino al nonsense che, forse troppo spesso, gli viene attribuito.

Il progetto espositivo “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, a cura di David Liver e Frédéric Liver, incarna perfettamente lo spirito scanzonato e irriverente del gruppo e si presenta sia come un momento di riflessione sia come scambio e collaborazione con un contesto “altro” apparentemente lontano. Il Museo che ospita il progetto è infatti un museo monografico dedicato all’opera dello scultore Costantino Nivola (Orani, 1911 – Long Island, 1988) che durante la sua carriera ha realizzato numerosi progetti di arte pubblica, soprattutto negli Stati Uniti, e altri più in generale rivolti alla comunità, come ad esempio il “Pergola Village”, pubblicato nel 1953 sulla nota rivista americana Interiors, che prevedeva la realizzazione di un pergolato di viti in grado di unire tra loro le case del centro storico di Orani con l’intento di creare spazi di socializzazione per la comunità del suo paese natale (decisamente in anticipo rispetto alla tendenza dell’arte relazione degli anni Novanta). Ma più di tutto fu la sabbia a rendere celebre Nivola grazie all’invenzione, intorno ai primi anni Cinquanta, di una tecnica scultorea, il “sand-casting”, che gli consentì di realizzare dei grandi rilievi decorativi per i più svariati contesti architettonici, tra cui quello per lo showroom Olivetti a New York, in collaborazione con lo studio milanese BBPR, nel 1954. Partendo da queste due importanti suggestioni del lavoro di Nivola, il collettivo E IL TOPO decide di lanciare un open call regionale rivolta ad artisti e architetti sardi con la richiesta di un ritratto fotografico in cui comparire accanto al proprio castello di sabbia. Il risultato da vita a un numero speciale dell’omonima rivista dalla quale traspare un forte nesso ludico tra la creazione contemporanea, l’attitudine topista, il territorio sardo e una parte importante dell’opera di Nivola.

Oltre a presentare il prodotto di questa collaborazione tra gli artisti sardi e E IL TOPO, la mostra prosegue con una carrellata d’immagini che consentono di ripercorrere la vicenda del collettivo grazie alla presenza di un archivio, contenente tutte le edizioni stampate della rivista, e di un video, che documenta le varie performance realizzate dal gruppo negli anni. L’allestimento di questa sezione storica risulta come una sorta di menabò, fatto di elementi eterogenei propri dell’opera di E IL TOPO, in cui non c’è più distinzione tra originale, riproduzione e pubblicazione. Alcune di queste opere sono una sequenza di diapositive pensate come un calendario: dal lavoro dell’artista francese Dominique Gonzales Foerster, alla lettera di Maurizio Cattelan, dal découpage di Vanessa Beecroft, all’opera di Mark Dion per finire con gli ingrandimenti di due immagini appartenenti al collettivo americano Art Club 2000 da cui traspare una visione decisamente più inquietante dei citati “Castelli di Sabbia” a cui la mostra si riferisce. Ad accoglierci nell’ultima sala espositiva il segno dell’intervento murale a opera dei topisti David Liver, Frédéric Liver e Fabien Pinaroli, realizzato sotto le direttive di alcuni operai del museo all’insegna di un “siparietto” dal tono decisamente comico, come ci mostra il video realizzato durante l’operazione. Il foro nella parete, che contiene un’opera di Guillaume Clermont, vuole invitare lo spettatore a riflettere sulla tematica degli spazi trascurati dalle istituzioni artistiche rappresentando al contempo un “omaggio” al lavoro del muratore (mestiere del padre di Nivola). Il gesto vuole invitare lo spettatore a riflettere sulla tematica degli spazi trascurati dalle istituzioni artistiche rappresentando al contempo un “omaggio” al lavoro del muratore (mestiere del padre di Nivola). Chiude la mostra il manifesto Topista pubblicato, questa volta in coreano, su una rivista d’annunci locale.

La mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO” rivela, a più livelli, l’attitudine ironica e letterata del collettivo in un continuo alternarsi di citazioni, rimandi e riferimenti, più o meno espliciti, che muovono il visitatore all’interno di un interessante labirinto all’insegna della partecipazione e dell’inclusione proprio come nella migliore tradizione del gruppo che vede la “E” di congiunzione del nome in binomio con “qualche cosa” o con qualcuno, mai da soli, sempre E IL TOPO.

Castelli di Sabbia & IL TOPO
A cura di David Liver e Frédéric Liver
Fino al 5 dicembre
Museo Nivola, via Gonare n°2, Orani (Nuoro) www.museonivola.it

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

Veduta della mostra “Castelli di Sabbia & IL TOPO”, courtesy of Museo Nivola © 2015

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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