Catarinfrangenze

Dindolo¦Ç. Foto.

Nei suggestivi spazi del Macro Testaccio la Pelanda, a Roma, fino al 28 novembre è stata allestita una particolare mostra, Catarifrangenze, frutto di un progetto curatoriale collettivo. Nei luoghi che ospitavano in passato il mattatoio della capitale, 25 studenti di un Master of Art post laurea della LUISS, hanno seguito le indicazioni di Achille Bonito Oliva sia sulle linee guida del progetto sia nella scelta degli  artisti. Gli stessi studenti hanno poi preso parte a tutti i processi organizzativi della mostra, dall’allestimento  alla redazione del catalogo e della comunicazione.

dindolo¦Ç Franco Lo Svizzero
 

Gli artisti presenti sono stati i due maestri Enzo Cucchi e Michelangelo Pistoletto e i giovani Franco Losvizzero, Perino & Vele, Francesca Romana Pinzari e Pietro Ruffo.
In occasione del Finissage Francesca Romana Pinzari e Franco Losvizzero hanno realizzato due performance speculari. Francesca Romana Pinzari che nella mostra presenta delle strutture scultoree tridimensionali realizzate con l’intreccio di crini di cavallo, ha eseguito live opere con l’apporto di ciocche di capelli del pubblico, i lavori sono poi stati regalati. Losvizzero ha dipinto, per la prima volta dal vero, un quadro di 3 metri per quattro dove emerge come trofeo di caccia la testa in vetro di Murano di Ossio, uno dei personaggi dell’inedita collezione di cui fa anche parte Totem Soffio.
Poniamo loro alcune domande.

Francesca Romana Pinzari
 

Francesca Romana Pinzari
Mi racconti come sono nate queste sculture realizzate con crini di cavallo?
Ho iniziato lavorando con materiale organico utilizzando i miei stessi capelli, realizzando una serie di autoritratti. Poi sono passata a lavori più complessi intrecciando crini di cavallo che raccoglievo nei maneggi dove andavo per la mia passione per i cavalli. E’ stato un po’ come rivestirmi, infatti i primi lavori erano proprio a forma di vestito. Poi sono passata al tridimensionale perché ho scoperto che il materiale che usavo era molto resistente. Sono venute fuori queste forme un po’ bestiali che chiamo chimere.
Come è realizzata l’altra opera?
Sono 144 piccoli oli su carta simili tra loro per soggetto, ma unici. Visti nell’insieme sono un branco, affrontando il concetto d’identità come negli altri miei lavori. Nel realizzare le mie opere ho utilizzato delle tecniche che sfuggendo in parte al mio controllo, il risultato finale è quindi dovuto per un buon 50% al caso e quindi non possono essere riprodotte nello stesso modo.

dindolo¦Ç Franco Lo Svizzero
 

Franco Losvizzero 
Spiegami questa opera
Io mi chiamo Franco Losvizzero, nome d’arte, ma il mio vero nome è  Andrea Bezziccheri. Questa scultura si chiama Dindolò, ed è un grande carillon. Lavoro spesso con strutture meccaniche, quasi sempre bianche come Gigo Robot che parla balla e canta, o Girogirotondo, un cavallo che può essere cavalcato da tutti a una sola condizione, bisogna essere nudi. In questo caso Didolò è una rappresentazione di Dio. Perché la scultura ha questo sorriso serafico, come quello di un budda, ma è anche il calco della mia faccia e delle mie mani. Nella mia immaginazione è una sorta di rappresentazione di quello che i filosofi chiamavano il motore immobile: Dio come motore immobile, sempre costante in un ripetuto abbraccio d’amore verso l’umanità e l’universo. Volevo riuscire a render il mobile e l’immobile e ci sono riuscito con il dondolio e moto perpetuo. Il cervo rappresenta la citazione del miracolo di Sant’Eustachio, in cui Cristo si presentò al santo trasportato da un cervo. Io mi metto nei panni del Dio creatore di me stesso. Cercando di esprimere l’onnipotenza che vive l’artista nel suo mondo creando le sue opere. Il mio obiettivo è di creare oggetti che hanno a che fare con l’infanzia, cercando una semplificazione e scavando escono fuori simboli inconsci che hanno anche a che fare con le generazioni passate. Nell’altra opera sono, infatti, usciti fuori altri simboli ancestrali, animali più o meno paurosi che appartengono alla notte dei tempi.
Che metodo utilizzi per la progettazione delle tue opere?
Assenza d’idee e di progettazione è la condizione senza la quale il tratto che ne consegue diventa espressione diretta del Corpo-inconscio senza filtri razionali. Questo è quello che considero Creazione In Azione Meditativa ovvero in assenza di pensiero

Exhibition View
 
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Giusy Lauriola è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Nel corso del suo percorso artistico ha indagato questioni pubbliche, come la guerra in Iraq, sottolineando temi come l'indifferenza al dolore degli altri, i bisogni indotti e il potere della pubblicità. Come strumento di lavoro utilizza la fotografia rielaborata, contaminata dalla pittura e stampata su plexiglas. Per mantenere viva la sua passione ha iniziato l'attività di giornalista come collaboratrice per Julietartmagazine e per Romasettimanale.

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