• Studio
  • Alessandro Roma

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    Alessandro Roma gioca con i concetti di percezione dell’indefinito: se da una parte le sue opere si ricollegano ai temi classici della tradizione pittorica legata al paesaggio, dall’altra ne indagano i limiti e ne eludono le tecniche formali a favore di una continua fusione tra memoria e immaginazione.

  • Studio
  • Adi Haxhiaj

    adi

    Memorie del vissuto, spazi aeriformi, quadri come luoghi dell’apparizione. Immagini liquide sulla pelle delle cose per evocarne l’aperto. Lacune e solchi in cui il presente colma il vuoto lasciato dal passato. Sguardo disseminato e visioni multiple che affiorano e ci toccano. Immagini che addossandosi le une alle altre divorano loro stesse.

  • Studio
  • Sara Bonaventura

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    Sara è un’artista visiva laureata in Storia dell’Arte. Ama interpolare il suo girato con innesti di animazioni frame by frame e con foundfootage. Ha collaborato con performer e musicisti, fra cui Carla Bozulich, girando videoclip e curando visuals.

  • Studio
  • Carlos Casas

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    “Il mio lavoro si basa su idee quali la sopravvivenza, la morte e l’arcaico, attraverso una ricerca audiovisiva e una meditazione sul rapporto degli uomini col paesaggio (paesaggio vs uomini). Il mio lavoro risale ai confini delle pratiche etnografiche e delle arti visive e sonore,  

  • Studio
  • Ben Grosser

    copertina-grosser

    Il cuore delle tecnologie digitali è il software, una struttura umana progettata per il calcolo che ne dà rappresentanza e permette loro d’interagire con gli altri. Nel mio lavoro, mi concentro sugli effetti culturali, sociali, politici generati dai software. Che cosa significa per la creatività umana il fatto che un sistema computazionale possa dipingere le proprie opere d’arte?