Cecchini e Ozzola, fra visione e realtà

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La mostra Sistemi di Visione / Sistemi di Realtà degli artisti Loris Cecchini e Giovanni Ozzola è un progetto molto ampio che ha coinvolto diverse realtà della Toscana, in primis il Comune di Pisa e il Comune di Santa Croce sull’Arno che ospitano l’esibizione nelle due rispettive sedi del Centro Espositivi per le Arti Contemporanee SMS e la Villa Pacchiani. L’iniziativa a cura di Ilaria Mariotti vede inoltre la collaborazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la Galleria Continua di San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana, l’Associazione Continua, IDS Ingegneria dei Sistemi, Superior S.p.A. ed il contributo di Renato Corti S.p.A. L’obbiettivo è infatti stato quello di mettere in relazione di due artisti con le realtà produttive dei territori coinvolti.

Loris Cecchini, noto sperimentatore di molteplici materiali, ha avuto modo questa volta di ampliare la sua ricerca alla famosa pelle del distretto conciario toscano realizzando una serie di tavoli: una scultura che costituisce una grande mappa la cui superficie mossa non è più funzionale e rende incerto e ambiguo l’oggetto. Interessanti anche le altre opere fra le quali Wallwave vibration (2016) che si mimetizza perfettamente fra le pareti della bella Villa Pacchiani creando una visione di rinascita dello spazio. Perfetta interazione che si ripete anche nella serie Sentimental seismographies (2015) e nei moduli di acciaio inox di Waterbones (2016) di dimensioni variabili e adattabili all’ambiente. Il percorso si conclude con Del riposo incoerente (2013) una singolare amaca a grandezza naturale realizzata in vetro di murano, pyrex e cavi d’acciaio: un oggetto che attraverso la ricerca dell’artista trova un nuovo significato e provoca personali ricordi.

L’invisibilità è invece il tema essenziale delle opere di Giovanni Ozzola che rappresentano una dimensione d’incontro fra le tecnologie di rilevamento e la poetica dell’artista. La serie di sculture Stelt – Hotory – Pathos, I, II, III, IV, V (2016) nascono per l’appunto dalla relazione con lo studio delle forme degli oggetti studiate appositamente per rendere navi e aerei visibili o invisibili alle onde elettromagnetiche. Sempre in relazione con IDS, Giovanni Ozzola ha poi creato 10:35/12:05 (2016) derivante dalla registrazione del traffico aereo effettuato da un’antenna radar posizionata a Pisa e che visualizza, nell’arco temporale indicato nel titolo, i cieli in un raggio di 200 chilometri. La mappa non è generata da documenti quanto da sistemi sofisticati di rilevamento che rendono visibili rotte, viaggi che, tuttavia dettate da molteplici necessità che rimangono a noi di difficile accesso. Il viaggio e il desiderio di mappare sono fondamentali anche nella serie Routes, opere di incisione su ardesia che riproducono emotivamente i percorsi effettuati dai diversi esploratori che nei secoli hanno visitato luoghi incantati come l’Artico e il Polo Sud. L’esposizione di Ozzola presenta inoltre altri suoi lavori come la grande fotografia Dove nasce il vento (2014) nella quale in un muro che ospita un’opera di street art si apre un’intensa finestra su un paesaggio marino; la grande istallazione di campane con testo scritto a mano Dust Printemps France II (2013) e si conclude con l’opera video Kids on the boat, anche quest’ultima dedicata al viaggio e alla scoperta di nuovi ambienti.

Fino a domenica 29 maggio con i seguenti orari: Villa Pacchiani Centro Espositivo, piazza Pier Paolo Pasolini, Santa Croce sull’Arno, da giovedì a domenica 16 – 20; Centro Espositivo per le Arti Contemporanee SMS, San Michele degli Scalzi, viale delle Piagge, Pisa, da martedì a venerdì 17 – 20, sabato e domenica 12 -20

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GIOVANNI OZZOLA, 10:35/12:05, 2016. Alluminio, bronzo, 3 lastre, ciascuna cm 200 x 160. L’opera è il risultato della relazione tra Giovanni Ozzola e IDS Ingegneria dei Sistemi per “Sistemi di Visione / Sistemi di realtà Loris Cecchini Giovanni Ozzola”, Centro Espositivo per le Arti Contemporanee SMS – San Michele degli Scalzi, Pisa, 2016. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

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LORIS CECCHINI, Waterbones (shamble humble diagram), 2016. Moduli di acciaio inox 316, dimensioni variabili con l’ambiente, courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

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LORIS CECCHINI, Peeling paints (Purple), 2016. Resina epoxy, acrilico, fibra di nylon su Dibond, acrilico su PETG tagliato a laser e termoformato a mano, cm 288 c 190 x 15, courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio. Particolare

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GIOVANNI OZZOLA, Dust Printemps France II, 2013. 4 campane con testo scritto a mano, dimensioni variabili, courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio. Veduta e particolare

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GIOVANNI OZZOLA, Stealth– History – Pathos, I, II, III, IV, 2016. Ferro, cm 90 x 90 x 93,5; cm 91 x 104 x 90; cm 167 x 89 x 69; cm 90 x 90 x 91. L’opera è il risultato della relazione tra Giovanni Ozzola e IDS Ingegneria dei Sistemi per “Sistemi di Visione / Sistemi di realtà Loris Cecchini Giovanni Ozzola”, Centro Espositivo per le Arti Contemporanee SMS – San Michele degli Scalzi, Pisa, 2016. Veduta della mostra. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

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Giornalista dal 1993, si laurea in Cinema e Immagine Elettronica all'Università di Pisa e si specializza in Net Art e Culture Digitali all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Da anni cura mostre d'arte contemporanea con particolare attenzione alla media art.

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