Cédric Dasesson. LEVEL

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Sono tanti i riferimenti alla storia dell’arte e alla nostra esperienza personale evocati dalle fotografie dell’artista cagliaritano Cédric Dasesson. Nella mostra alla galleria The AB Factory, bello spazio giovane ma già dall’interessante programma,  e nell’accurato catalogo le foto sono articolate in tre nuclei, tre livelli che declinano tre approcci diversi, tre sguardi sul mare in cui il dato visivo diventa quasi epistemologico:  Level 1 Above sea, Level 2 Sea Level, Level 3 Under Sea, cioè fotografie  sopra-alla superficie-sotto il mare. Persino la modalità della scritta LEVEL rimanda alla simmetria dei tre livelli, in cui la V è l’asse tra e in cui si rispecchiano gli altri due.

Innanzitutto, che mare è? Ultimamente abbiamo visto molti lavori in cui il mare è trasformato dall’uomo in elemento drammatico: il mare avvelenato da sostanze chimiche e da plastiche ricorrente nelle ultime Biennali o tramite di commerci di schiavi in molti lavori contemporanei. È l’attualizzazione di un mare che nella storia dell’arte ha già visto tragedie: dalle infinite battaglie navali di Claude Lorrain a La zattera della Medusa di Gericault. Ma non è quello drammatico il mare di Dasesson. All’opposto, c’è il mare edonistico, quello dei corpi ostentati, del consumo di sole e sabbia. Un mare recente, dal secondo dopoguerra, immortalato da alcuni iperrealisti. Ma nemmeno questo è il mare di Dasesson.

C’è il mare come specchio del sentire umano. Il mare in tempesta, il mare mosso, il tumulto delle onde, lo sciabordio, il mare piatto, ogni movimento e stato del mare diventa metafora dei nostri sentimenti. È il filone del romanticismo: di Frederich che guardando il mare di nebbia guarda nel profondo di se stesso, che Dasesson sembra citare nella fotografia di apertura del catalogo e in altre con figure di spalle. O di Turner che si fa legare all’albero della nave per affrontare da dentro e poi dipingere il turbinio delle bufere marine, così come Dasesson si arrampica su un dirupo rischiando di essere portato via dalle onde. O, tornando più indietro, dell’armonia e perfezione del mare piatto appena increspato della Nascita di Venere di Botticelli ricordata da Level One 10, con la donna che da dietro si staglia tra cielo e mare.

Il mare di Dasesson sembra essere un altro mare. Un mare ritratto con l’affinato controllo dell’inquadratura, della luminosità, del colore digitale, ma che rilegge panorami e primi piani con sensibilità ed effetti quasi metaforici, a partire dalla articolazione dei tre livelli. Metafora psicanalitica: guardare il cielo in Level 1 Above sea come Super Io, stare a livello del mare in Level 2 Sea Level come stare nell’Io, esplorare la profondità del mare in Level 3 Under Sea come esplorare l’Es. O metafora filosofica e epistemologica, dal distacco quasi scientifico dello sguardo dall’alto in Level 1 Above sea all’avvicinamento in Level 2 Sea Level

Guardando il Sea Level il rapporto che ha Dasesson col mare sembrerebbe un rapporto di questo tipo, filosofico, cioè, possiamo anche dire, che Dasesson guarda il mare come il filosofo guarda la realtà, il mondo, col distacco critico da una parte e la partecipazione emotiva dall’altra. La faccenda dei Livelli è proprio un discorso che riguarda il modo di guardare il mondo, o, se vogliamo, l’uomo. Da dentro. Dal buio delle profondità marine si passa alle onde di superficie e su fino al biancore dell’aria. L’analisi di uno schizzo di acqua che finisce in una goccia sospesa nell’aria, un contro sole accecante, un equipaggio sfocato, visto dall’acqua che cresce fino a nascondere parte della barca, una composizione in cui mare azzurro, roccia bruna e biancore dell’aria si dividono lo spazio in maniera mondrianea secondo il peso dei colori.

Quando Dasesson guarda dall’alto, Above sea, crea composizioni astratte con le strisce di verde della vegetazione, di bianca sabbia, di azzurro mare. In alcuni casi è il taglio obliquo che interpreta l’astrazione, con le strisce della sabbia, della spuma, dell’onda, e del chiarore sul mare in lontananza. Oppure un biancore diffuso che sfuma nell’azzurro che si identifica come spiaggia per via di una micro figurina posta su un angolo in basso della composizione. Insomma come per i pittori astratti crea un discorso di equilibri, di sfumature, di impercettibili passaggi di tonalità e gradazioni di colori.

Under sea è il livello più suggestivo, le figure che si muovono nell’acqua come fantasmi, come figure ondulanti, tremolanti che incedono in uno spazio altro, la figura umana qui perde consistenza, si liquefa, penetra a capofitto verso la profondità del fondale, una figura giace sotto il pelo dell’acqua come a segnare il confine tra i due mondi, della limpida acqua sotto e la nuvolaglia sfocata sopra. E, quasi come manifesto di tutto ciò, una mano distesa verso la sua rifrazione per cercare un contatto appunto tra i due mondi. Insomma, molto semplicemente, chi vive in un paese di mare ha col mare un rapporto particolare che non è quello di chi arriva da fuori e lo vede per la prima volta. Ovviamente un artista che vive in un posto di mare e lo vede con la profondità che gli è propria, con la capacità di vedere quello che gli altri non vedono, è in grado di farci vivere qualcosa che ci sfuggiva.

2 - Cédric Dasesson LEVEL Above Sea 20173 - Cédric Dasesson LEVEL Sea Level 2017 Cédric Dasesson, LEVEL Above Sea, 2017

3 - Cédric Dasesson LEVEL Sea Level 2017Cédric Dasesson, LEVEL Sea Level,  2017

4 - Cédric Dasesson LEVEL Sea Level 2017Cédric Dasesson, LEVEL Sea Level,  2017

5 - Cédric Dasesson LEVEL Under Sea 2017Cédric Dasesson, LEVEL Under Sea, 2017

Abbiamo intervistato Andrea Concas, fondatore di Art Backers, che in collaborazione con The AB Factory  presenta la mostra  LEVEL di CÉDRIC DASESSON per farci spiegare come è nata Art Backers.

AB: Provengo da anni di esperienza lavorativa dove mi sono sempre occupato di allestimenti museali, mostre, marketing culturale ed editoriale per enti pubblici e privati. Sin da bambino ho “girato” tra pinacoteche, musei, collezioni e mostre, dove ho avuto la fortuna, poi professionale, di toccare con mano opere di grandi artisti come Picasso, Renoir, Caillebotte.  Molto presto, mosso da una grande passione, ho iniziato a collezionare multipli d’arte mentre ricordo, con grande emozione, la prima opera un multiplo di Joan Mirò, con firma autografa dell’artista posta a matita in basso a destra della serigrafia. La passione per la collezione è stata per me la chiave d’accesso in un mondo che mi ha subito affascinato, così tanto che, nel 2016, ho deciso di dare nuovo corso alla mia vita lavorativa e fondare Art Backers, una start up innovativa artigiana, che opera nel settore dell’arte e della cultura, a supporto degli artisti e favorendo la produzione di opere e multipli d’arte.

Il nome stesso della start up, Art Backers, non a caso, significa sostenere l’arte e supportare gli artisti, infatti li aiutiamo nella produzione, nella promozione, per il supporto legale, la comunicazione e il marketing. Art Backer interviene inoltre anche come editore d’arte e a supporto delle attività dei collezionisti, dei musei, delle raccolte bancarie e degli Enti Pubblici. Punto qualificato sui cui stiamo inoltre operando, con un folto gruppo di professionisti, riguarda la tutela del diritto d’autore, un progetto ambizioso di respiro internazionale. A sostegno dell’arte e dei multipli, è stata inaugurata la prima galleria a Cagliari, The AB Factory, che rispecchia l’idea di sostenere gli artisti offrendo loro un Creative Space dove ospitare eventi, corsi e workshop, e una Print House in cui invitiamo gli artisti selezionati a lavorare e realizzare multipli in edizione limitata.

Cagliari è stata il punto di partenza che ci ha dato molte soddisfazioni, superando le cinquemila visite in galleria; su questa esperienza, nel 2018, avvieremo la creazione di una rete di Gallerie d’Arte “The AB Gallery” nelle maggiori città italiane ed europee.

Il nostro team lavora con artisti emergenti e affermati per offrire, a collezionisti o semplici appassionati d’arte, attenzione e qualità nella selezione delle opere; dopo l’entusiasmante group show d’inaugurazione della galleria “Multi Street Art”, dove abbiamo presentato per la prima volta in Sardegna grandi street artist internazionali tra cui Banksy, sono seguite altre mostre e occasioni d’incontro mentre è in corso la prima personale fotografica in Italia di Cédric Dasesson intitolata: Level.

Abbiamo cominciato a collaborare con Cédric lo scorso anno con la sua prima opera in Limited Edition di Art Backers e successivamente si è “naturalmente” imposto nei nostri programmi espositivi. Cédric Dasesson esplora il tema del paesaggio marino che vediamo sulle pareti della galleria rielaborato su tre livelli conoscitivi: sott’acqua, in superficie e in alto. Scegliere di produrre la sua prima mostra in Italia non è stata una decisione particolarmente difficile grazie alla qualità del suo lavoro e all’assoluto rigore compositivo che lo rende un giovane interprete raffinato di “immaginari collettivi”. La mostra resterà allestita a Cagliari come previsto fino al 31 gennaio 2018 prossimo, ma vista la grande affluenza è possibile che decideremo di prorogarla, per poi iniziare un tour per altre sedi prestigiose europee.

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Emanuele Magri

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