Chassis. Andrew Ross

cover

Clima Gallery presenta fino al 9 settembre Chassis, la personale di Andrew Ross. Il titolo indica la struttura portante su cui si innestano le componenti delle macchine. Il contesto di riferimento della mostra è il Do It Youself, modalità operativa che permette di costruire l’oggetto desiderato utilizzando materiali facilmente reperibili e che trova la sua applicazione pratica diffusa del modellismo, in base a cui ciascuno è in grado di realizzare by himself ciò che vuole seguendo tutorial sul Web. Ciò emerge dalla presenza nella second room di Fumance, forno homemade elevato a opera d’arte. Attraverso una serie di gestures inseriti in un processo operativo definito, l’artista scalda fogli di plastica per modellini per poi informarli avvalendosi di oggetti d’uso comune. Dopo essere stati raffreddati, i calchi vengono sottoposti all’azione di una pompa aspirante. Il prodotto risultante è una plastic shell cava al suo interno.

Il DIY è un modello comportamentale consolidato nella cultura di massa che trova le sue origini nel desiderio interiore di un miglioramento identitario. Questa tensione individuale viene rielaborata da Andrew Ross secondo la sua visione personale. In The Medium, scultura sospesa nella first room che si pone ai limiti dell’installazione, l’artista ci pone davanti a un ente abbozzato nelle componenti ossee essenziali la cui essenza sovrumana è rivelata dalla presenza di lampadine posizionate su diverse parti dello scheletro. Vicino ad esso si trova The Jump, composta da un paio di scarpe di grandi dimensioni e ben definite nei dettagli che sporgono da un piedistallo sopra una strada occupata da camion appena abbozzati nelle loro forme essenziali. Qui emerge con immediatezza l’attività del parkour estremo a cui si dedica il superhero inconscio posto sull’orlo di un precipizio. Il riferimento al superuomo è presente anche nella second room dove si trova Mask, un’altra componente essenziale e identificativa dell’ente. Nonostante l’artista riproduca solo parte della maschera, è immediato il riferimento a V per Vendetta da cui deriva una subitanea identificazione con Anonymous, gruppo di attivisti web che si basa sul concetto di “identità condivisa” qui svuotato della valenza politica.

Tornando alla first room, si può notare la diretta connessione visiva con la back room, dove si trova Untitled (vortex), una scultura vuota internamente posta su di un piedistallo. In apparenza distinto rispetto alle altre opere, questo lavoro si integra nel progetto complessivo rivelando la dicotomia pieno-vuoto che si traduce nel contrasto tra pesantezza-leggerezza formale e sostanziale delle dinamiche sottoculturali portate alla luce dall’artista. Scolpendo il vuoto, Andrew Ross rivela, in maniera quasi paradossale, la vacuità e l’inconsistenza dell’ente sovraumano che prende le distanze dall’Übermensch di Nietzsche, figura definita dal concetto di volontà di potenza e di soddisfazione egoistica che conduce a un accrescimento dello spirito, permettendo una evoluzione al contempo personale e sociale. Difatti, la condizione superomistica a cui aspira l’individuo appartenente alla società di massa rimane confinata ad aspirazione, ossia a sterile desiderio di riscatto identitario privo di conseguenze in ambito individuale e culturale.

In conclusione, il termine Chassis a cui fa riferimento il titolo sembra far riferimento al telaio della riflessione semi completiva condotta da Andrew Ross su alcune dinamiche sottoculturali che si innestano nella società americana, di cui ne viene svelata l’inconsistenza e la relatività. Difatti, nella mass culture viene a mancare la coincidenza tra realtà e verità delle cose. Il primo termine tende essere filtrato attraverso una visione collettiva che la “deforma” in maniera imprevedibile così come le plastic shells non sono altro che gusci deformati in maniera casuale, anche se aderiscono alla visione dell’artista, che al loro interno mancano di materia, ossia di sostanza.

Chassis. Andrew Ross
24 giugno – 9 settembre, 2017
Clima Gallery, Via Stradella, 5
Sito web: http://www.climagallery.com
Photo: Marco Davolio

The Jump, plastic, high density foam, 53 x 11 x 55 cm, 2017

Andrew Ross, The Jump, plastic, high density foam, 53 x 11 x 55 cm, 2017. Clima Gallery

First room and back room

Andrew Ross, Installation view, 2017. Clima Gallery

The Medium, light bulbs, aluminium, plastic, electrical components, steel wires, 200 x 120 cm, 2017

Andrew Ross, The Medium, light bulbs, aluminium, plastic, electrical components, steel wires, 200 x 120 cm, 2017. Clima Gallery

 

The following two tabs change content below.

Sara Tassan Solet

Rispondi