Christina Mackie. Tate Britain Commission 2015

Christina Mackie the filters 2015   © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

A cadenza annuale, la Tate Britan riveste il ruolo di mecenate dell’arte contemporanea, selezionando e commissionando un artista britannico di un’opera site-specific in dialogo con il complesso museale di Millbank. Aulico e moderno allo stesso tempo, in seguito al recente intervento museografico firmato Caruso St. John, lo spazio espositivo si presenta come il contesto ideale in cui fondere riferimenti storici e pratiche artistiche del presente.A Christina Mackie, classe 1956, nata ad Oxford e presto trasferitasi a Londra, il compito di ripensare l’architettura classica e drammatica delle halls, attraverso temi quali la luce e il colore, che sembrano contraddistinguere le più recenti scelte curatoriali della Tate Britain, come per le mostre di successo Late Turner e Olaffur Eliasson – Turner Colour Experiments. Nelle parole di Penelope Curtis, direttrice: “Christina Mackie ha da lungo tempo coltivato l’interesse per le influenze tra i materiali naturali e i manufatti prodotti dall’uomo, tra cui esemplarmente i pigmenti e la pittura; le ricche collezioni storiche delle Duveen galleries sono state magicamente riconfigurate dalla sua personalissima installazione”. Si aggiunge il commento di Cheyenne Westphal, Co-Head di Sotheby’s, sponsor del progetto Tate Britain Commission, dichiarando: “Anno dopo anno, la Tate Britain Commission continua a catturare e a sorprendere l’audience. L’ambiziosa installazione di Christina Mackie porterà avanti questa tradizione, che sosteniamo da oltre sette anni”.

Da sempre interessata ai fenomeni percettivi innescati dal fluire della materia-colore – come per le mostre Colour Drop, The Renaissance Society, Chicago, 2014, PRAXES, Berlino, 2014 e Painting the Weight, Chisenhale Gallery, Londra, 2012 – in quest’occasione, Christina Mackie si misura con un’installazione di grandi dimensioni, suddivisa in tre momenti scultorei, ponendo l’accento sull’affascinante contrasto tra la presenza fisica di massa-luce e la leggerezza dei materiali: Filters, 2015. Si fa notare l’installazione aerea che occupa lo spazio sud delle Duveen Galleries, composta da reti di fili di seta della lunghezza di 12 m., su cui reggono celle di colore cristallizzato, ancorate al suolo da una serie di calchi circolari, come colori in vitro di grande formato.

Facendo cenno alla tradizione di sculture aree e immateriali iniziata da Duchamp, 55 cc Air de Paris, 1919, l’artista intende permeare l’intero spazio di filtri di colore, attraverso la fusione dei pigmenti, architettura e luce naturale. Nell’insieme è un complesso di classica armonia e di serena grandezza, in cui lo spettatore è chiamato a investigare i diversi elementi che animano l’installazione. Nella rotonda principale, segue un curioso meccanismo che fa riferimento ai laboratori scientifici e industriali che sembra essere un invito a giocare con lo spazio museale. Il cerchio si conclude nella nicchia dell’Ottagono, dove Christina Mackie presenta una teca in cui sono racchiusi vetri grezzi colorati provenienti da una fonderia: uno scrigno dove osservare il procedimento di formazione e cristallizzazione dei pigmenti. È un approccio chimico quello di Christina Mackie, che attraverso la sperimentazione e la ricerca scientifica, indaga le potenzialità dei pigmenti e delle loro proprietà specifiche, concentrandosi sulla fluidità e natura delle componenti fisiche. Secondo questa prospettiva, l’artista aderisce alle teorie e filosofie del  colore che sostengono il metodo scientifico, com’è stato storicamente per l’inglese Isaac Newton (1643-1727). Christina Mackie rinnova il linguaggio artistico secondo una dimensione dinamica e interattiva per cui ri-pensare la cromia nelle pratiche artistiche.

Tate Britain Commission 2015: Christina Mackie
24 Marzo – 18 Ottobre 2015
Supported by Sotheby’s

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

Christina Mackie the filters 2015 © Christina Mackie Photocredit: Lucy Dawkins, Tate Photography

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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