Cildo Meireles. Hangar Bicocca

Marulho, 1991-1997, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles

Grandi quantità di oggetti identici o simili per creare ambienti e inediti effetti visivi. Il suono come elemento di relazione tra le opere e il pubblico, lo spazio come luogo concreto dove enfatizzare contraddizioni e metafore. I mondi di Cildo Meireles approdano all’Hangar Bicocca di Milano, fino al 20 luglio 2014.

Marulho, 1991-1997, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles

Marulho, 1991-1997, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles 
 

Isolare e ridurre diversi campi d’interesse per comprendere ciò che è essenziale per poi scavare a fondo, intraprendendo un’analisi approfondita. Poche parole queste, per inquadrare le sperimentazioni condotte dall’artista brasiliano Cildo Meireles in più di cinquant’anni di lavoro. Dodici tra le sue più importanti installazioni realizzate tra il 1970 e oggi sono esposte allo spazio Hangar Bicocca. Si tratta di opere che non si rivolgono a uno spettatore, ma come intende precisare l’artista, a un “visitatore”, in quanto propongono un’esperienza che anche una persona cieca potrebbe percepire. Si tratta di qualcosa che non passa necessariamente attraverso la vista.

Entrevendo, 1970-1994, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles

Entrevendo, 1970-1994, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles
 

La parola chiave del percorso dell’artista è infatti “esplorazione della multisensorialità”, e fa riferimento sia alle installazioni di grandissime dimensioni che alle sculture in scala microscopica, come la provocatoria Cruzeiro do Sul (1969-1970) un cubo di 9 millimetri in legno di pino e quercia. Entrevendo (1979-1994) è uno dei migliori esempi dell’intento di coinvolgimento di più sensi. L’opera propone un’esperienza di sinestesia, mettendo a disposizione del visitatore del ghiaccio dolce e salato all’entrata di un cono di legno dal quale esce aria calda: la medesima stimolazione sensoriale viene percepita come una duplice esperienza, creando straniamento.

Olvido, 1987-1989, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles

Olvido, 1987-1989, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles
 

L’artista utilizza, col fine di esplorare la percezione umana nella sua totalità, materiali e simboli, muovendosi nello spazio intermedio che intercorre tra essi, in modo da renderne semplice e immediata l’identificazione. Si riferiscono a questo tipo di ricerca l’opera Olvido (1987-1989) costituita da un mare di ossa bovine, una tenda ricoperta di banconote americane e di candele e Marulho (1991-1997), dove l’artista ha disposto 17 mila libri aperti con immagini del mare per creare un’onda nella tonalità del blu e ottenendo a primo impatto l’effetto di una tela dipinta.

Amerikka, 1991-2013, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles

Amerikka, 1991-2013, Fotografia realizzata presso Hangar Bicocca 2014, foto Agostino Osio, Courtesy Hangar Bicocca, Milano, Cildo Meireles
 

Non è estranea alle installazioni di Meireles la componente politica, ma il messaggio propagandistico non prevale mai sull’opera in modo che questa possa assecondare la sua essenza primaria: essere opera d’arte. “Credo che l’arte sia presente ovunque e che possa catturare il visitatore da questo tempo e da questo spazio, portandolo altrove.” C. M.

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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