Becoming Cindy Sherman

Cindy Sherman, Murder Mystery, 1976_2

A quasi un anno dall’inaugurazione dell’antologica che il MoMa le dedicò, il Contemporary Art Space del Museo Gucci presenta a Firenze Cindy Sherman: The Early Works.La mostra, organizzata con il contributo di François Pinault e a cura di Francesca Amfitheatrof, raccoglie una selezione, in parte rieditata nel 2000, dei primi lavori dell’artista statunitense: Doll Clothes (1975), Murder Mystery (1976) e Bus Riders (1976). Realizzate durante gli anni di permanenza a Buffalo, dove la Sherman aveva frequentato il college e assieme a Robert Longo e ad altri studenti di arte aveva fondato l’Hallwalls Art Center, le opere presentate a Firenze sembrano preparare il terreno per quella che sarà la serie più famosa ed emblematica dell’artista americana, gli Untitled Film Stills.

Dopo aver lasciato il corso di pittura, Cindy Sherman si dedica allo studio del cinema e della fotografia ed è proprio a metà degli anni Settanta che sperimenta la tecnica del cutout, grazie alla quale realizza strani ed enigmatici story-board e un film di pochi minuti, nei quali è sempre e solo lei stessa a interpretare tutti i ruoli.
Infatti, l’artista, che fin da bambina amava giocare a travestirsi e a cambiare il proprio aspetto truccandosi, trova grazie agli scatti fotografici il modo di fissare le immagini e i ruoli assunti nelle sue numerose e camaleontiche “performance”, diventate in quegli anni un suo vero e proprio modus vivendi da sfoggiare durante inaugurazioni e party.

In Murder Mystery e nella pellicola Doll Clothes è ancora presente un certo intento narrativo, seppur estremamente sofisticato e meticoloso nella sua realizzazione. Per queste vere e proprie fiction, con tanto di personaggi principali e comparse, la Sherman, dopo essersi fotografata assumendo i connotati e i ruoli dei suoi personaggi, ritagliava e disponeva queste figure secondo la trama prevista dal suo sceneggiato.
La prima opera prevede un copione ricalcato sull’immaginario del film noir e poliziesco degli anni ‘30, mentre per Dollclothes, breve filmato realizzato a passo uno, la Sherman diventa una bambolina bidimensionale intenta a provare vari cambi d’abito per poi essere afferrata e riposta in una busta di plastica da una mano abnorme.

Con Bus Riders Cindy Sherman ricrea e impersona per degli scatti di staged photography le pose, gli atteggiamenti e le tipologie standard dei viaggiatori che utilizzano l’autobus come mezzo di trasporto. Interessante è anche sapere che questa serie fotografica venne presentata per la prima volta nel 1976 proprio su di un metro bus di Buffalo.
Pur non amando definirsi un’artista femminista, la Sherman già in questi primi lavori fotografici sembra indagare in maniera più o meno conscia l’immagine stereotipata e la rappresentazione di genere (soprattutto riferite alla donna) che il grande schermo e la carta patinata riescono a imporre.

Cindy Sherman, Murder Mystery, 1976

 

Cindy Sherman: Early Works
11 gennaio – 9 giugno 2013
Gucci Museo
Firenze

Cindy Sherman, Murder Mystery, 1976

Cindy Sherman, Murder Mystery, 1976

Cindy Sherman, Doll Clothes, frame da pellicola 16 mm, 1975

Cindy Sherman, Bus Riders, 1976 

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Elena Squizzato

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