Claudio Sinatti e le città “elettroniche”

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A Gaspard Felix Tournachon, meglio conosciuto come Nadar, viene attribuita l’affermazione che “nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare”. Concetto semplice, ma dall’inestimabile valore intrinseco, troppo spesso dimenticato. Definizione che ben si adatta a un artista come Claudio Sinatti, sperimentatore ed esploratore di nuovi linguaggi, scomparso nel 2014, che dai suoi esordi come writer, passando per la net image, la musica, la street art e la fotografia, non ha mai dimenticato di vedere, osservare e farsi strumento del fare artistico in ogni sua espressione. Protagonista della scena underground milanese negli anni Novanta, fondatore del collettivo Sun Wu-King e pioniere del video mapping, Sinatti è, fino al 4 Settembre, protagonista di un’esposizione, curata da Cesare Cicardini, dedicata al suo inedito lavoro fotografico, realizzato tra il 2012 e il 2013 in giro per il mondo. Il Museo del Novecento di Milano presenta, infatti, una selezione di ventisette immagini realizzate in slit-scape, tra le oltre duecento in archivio, e tre video creati in collaborazione con importanti compositori e musicisti (Gardening-2000, Shaved Mint-2007, Canzone di Sabbia-2012).

Nelle immagini fotografiche, al contrario dell’essenza della tecnica usata (“ripresa fotografica con un’esposizione prolungata”), ciò che ne risulta è una raffigurazione sincopata, spogliata della sua forma originaria, contratta ma allo stesso modo dilatata nel suo essere tempo che scivola via. Come su di un piano cartesiano, le immagini catturate da Sinatti, si posizionano sui due assi di tempo e spazio, ridando della città immortalata, una visione bidimensionale che più che reale, risulta essere distorta, sinusoidale. Sembra di trovarsi di fronte alla riproduzione di un suono elettronico o, meglio, davanti al flusso, costante e ritmato, della vita che scorre, una sorta di elettroencefalogramma metropolitano, comunicante con l’osservatore.

La realtà si confonde e si fonde con l’immaginazione, non solo dell’artista, che in questi scatti riversa tutto il suo background professionale, ma anche con quella del visitatore che cerca di scorgere, in un dettaglio, in un frame razionale, il ricordo di una città conosciuta. Si ritrova, invece, proiettato in un universo parallelo dove il segno si trasforma apparentemente in suono su di uno spartito mutevole, in una composizione dal significato recondito e tutto da scoprire. Così Milano, Dubai, Roma, New York, Livorno, vengono tradotte in qualcosa di più di una semplice riproduzione tradizionale. Sinatti cattura un aspetto del tutto particolare, generando una mappa più sensoriale che territoriale, una serie d’impulsi vivi e vitali che la città lancia ogni momento, e che solo l’animo più predisposto potrà cogliere.

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Claudio Sinatti, SLITSCAPE, 132, 2012-08-15, 06.59

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Claudio Sinatti, 402, 2013-04-28, 23.12, Livorno

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Claudio Sinatti, 211, 2012-11-28, 10.48, Abu Dhabi

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Claudio Sinatti, 375, 2013-04-19, 15.10, NY

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Claudio Sinatti, 047, 2012-01-26, 09.05, Milano Metro

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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