Colpa d’Alfredo.

Dopo pionieri dell’arte del Novecento – Pablo Picasso e Modigliani e gli altri artisti maledetti – e un pioniere della musica contemporanea – Bob Dylan –, Palazzo Reale a Milano mette in scena un’altra personalità di spicco del secolo scorso, Alfred Hitchcock, con un’esposizione di fotografie dei backstage e di frammenti dei capolavori del Maestro del brivido di proprietà della Universal Pictures, il tutto condito da una serie d’approfondimenti video.

Alfred Hitchcock sul set di Topaz (1969) © 2013 Universal Studios.
 Alfred Hitchcock sul set di Topaz (1969) © 2013 Universal Studios.
 

A più di trentanni dalla sua morte e in occasione del cinquantesimo anniversario del film cult Gli Uccelli, lo spazio espositivo milanese celebra la magnifica capacità del regista inglese di combinare suspense, terrore e ironia attraverso un’analisi dettagliata degli elementi – visivi, sonori e cinematografici – che costituiscono le pellicole da lui prodotte tra il 1940 e il 1976 (il suo così detto “periodo americano”) e che hanno segnato la storia della cinematografia mondiale: Psyco (1960), La finestra sul cortile (1954), La donna che visse due volte (1958) e molti altri.

Tippi Hedren in Gli Uccelli (1963) © 2013 Universal Studios.

Tippi Hedren in Gli Uccelli (1963) © 2013 Universal Studios.
 

La mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures non è stata concepita in modo da attrarre solo gli appassionati di cinema o del regista, ma anche per presentare a semplici visitatori curiosi il legame esistente tra il lavoro e la vita di uno dei più importanti protagonisti della Storia del Cinema Internazionale; il quale, infatti, amava ripetere che “il cinema è la vita con le parti noiose tagliate”.
L’esposizione presenta settanta fotografie e altrettanti contenuti speciali, tra i quali approfondimenti video realizzati dal famoso critico cinematografico Gianni Canova, le colonne sonore dei suoi lungometraggi – in primis le partiture firmate dal compositore statunitense Bernard Herrmann – e infine un montaggio con tutte le apparizioni fatte da Hitchcock nei suoi film, diventate negli anni un marchio del regista e un elemento sempre più d’interesse per il pubblico.
Una sala del percorso espositivo è, inoltre, interamente dedicata al film Gli Uccelli. Questa pellicola del 1963, oltre a compiere 50 anni, infatti, rappresenta il risultato massimo della cinematografia hitchcockiana che per la sua complessità tecnica richiese quasi tre anni di lavorazione.

Cary Grant e Eva Marie Saint in Intrigo Internazionale (1959) © 2013 Universal Studios.

Cary Grant e Eva Marie Saint in Intrigo Internazionale (1959) © 2013 Universal Studios.
 

L’obiettivo della mostra è quindi sia quello di mostrare l’abilità registica di Hitchcock ancora oggi ineguagliata – dall’uso pionieristico del montaggio e della macchina da presa, alla capacità di fondere umorismo e tensione tenendo gli spettatori incollati allo schermo e col fiato sospeso solo grazie all’uso di una doccia di un motel o a uno stormo di uccelli impazziti – sia quello di accompagnare il visitatore nel “dietro le quinte” dei principali capolavori del Mago della suspense, aiutando anche i più incompetenti – cinematograficamente parlando – a entrare in relazione con i suoi “trucchi” scoprendo particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del grande maestro.
L’allestimento, in netto contrasto con gli austeri saloni di Palazzo Reale, ricrea alla perfezione l’atmosfera thriller dei gialli del regista, la cui personalità noir è sicuramente il centro focale della mostra. I fotogrammi in bianco e nero e a colori delle pellicole sono, infatti, accompagnati dai temi musicali che hanno contribuito a donare a quelle scene un’impronta di suspense: ad esempio il suono ansioso dei violini in Psyco, il verso elettronico dei corvi in Gli Uccelli e il suono assordante che accompagna la caduta in La donna che visse due volte e Io ti salverò (1945).

Manichino raffigurante la salma di Alfred Hichcock nel Tamigi utilizzato per promuovere il film Frenzy (1972) © 2013 Universal Studios.

Manichino raffigurante la salma di Alfred Hichcock nel Tamigi utilizzato per promuovere il film Frenzy (1972) © 2013 Universal Studios.  

Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures
Palazzo Reale, Milano
21 giugno-22 settembre 2013

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Classe 1986, Francesca risiede e lavora a Piacenza. Dopo essersi laureata al Dams di Bologna in Storia dell'Arte, si è diplomata in Comunicazione e Organizzazione per l'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Collabora attualmente con l'artista piacentina Claudia Losi e scrive per alcune riviste d'arte online e giornali piacentini.

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