Un idea contemporanea di bellezza

IMM 1 Beauty

“I died for Beauty – but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room – […]”
I Died for Beauty
Emily Dickinson

“Abbiamo ancora bisogno della bellezza? Continua a rappresentare un valore, un obiettivo o uno strumento per gli artisti?”. Queste sono le domande alle quali artisti, letterati E altri intellettuali internazionali sono stati invitati a rispondere in vista dell’ultima mostra allestita al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze.

La mostra Un’idea di bellezza, inaugurata giovedì 28 marzo, infatti, attraverso le opere di otto artisti contemporanei di provenienza internazionale – Vanessa Beecroft, Chiara Camoni, Andreas Gefeller, Alicja Kwade, Jean Luc Mylayne, Isabel Rocamora, Anri Sala, Wilhelm Sasnal – e brevi testi d’intellettuali, crea un percorso di riflessione sull’esperienza della Bellezza, affrontando non solo la difficile questione del rapporto tra bellezza e arte contemporanea – spesso viste in contrapposizione –, ma anche della sua necessità, del suo valore e della sua funzione nella contemporaneità. Più che di risposte, però, si può parlare di spunti forniti allo spettatore per educarlo a nuove, soggettive, concezioni estetiche. Tema dominante di tutta la storia dell’arte, il concetto di Bellezza, che fin dall’antichità fu fatto corrispondere alla rappresentazione della Verità, del Bene e al creare Piacere in chi guarda, con l’esposizione dell’Olympia di Manet al Salon parigino del 1865 vacillò fino a essere sconfessato dalle componenti necessarie delle belle arti. Furono, in seguito, gli esiti delle avanguardie a demolire definitivamente la bellezza come criterio di valutazione del fare artistico.

Le numerose esposizioni e i testi critici pubblicati sull’argomento nell’ultimo secolo hanno però rimarcato l’esistenza di un legame, intrinseco alla nostra concezione estetica, tra bellezza e arte. Per usare le parole del critico d’arte Italo Tomassoni, essa oggi viene sempre più spesso definita “Indefinibile, Ineffabile e Irriducibile” perché impossibile da circoscrivere a un valore assoluto, nonostante rimanga un ingrediente imprescindibile del fare artistico. Ciò che emerge, infatti, dall’esposizione fiorentina è un’accentuata soggettività dello sguardo degli artisti contemporanei, che trova la bellezza in luoghi, pensieri e atteggiamenti differenti. Wilhelm Sasnal (1972, Tarnów, Polonia; vive e lavora a Cracovia), le cui opere aprono la mostra, focalizza la sua ricerca sul valore della pittura nell’arte contemporanea e lo fa attraverso una tecnica a metà strada tra astrattismo e realismo. I suoi paesaggi e le figure umane che vi ritrae vogliono far riflettere lo spettatore su un’idea di bellezza legata alla capacità dell’osservatore di elevare un momento qualsiasi della vita quotidiana. La bellezza, infatti, secondo l’artista si può rinvenire in qualsiasi cosa, anche in quella apparentemente più banale, attraverso il giusto sguardo.

Nell’installazione Teleportation (Teletrasporto), attraverso undici lampade da tavolo identiche intervallate da lastre di vetro dalla forma irregolare, Alicja Kwade (1979, Katowice, Polonia; vive e lavora a Berlino) crea un paesaggio scultoreo giocando con luci dirette, riflesse e specchiate, costringendo lo spettatore a riflettere sulla propria percezione visiva. Solo tre lampade, infatti, sono veramente accese. Allo spettatore, però, muovendosi nella sala e cambiando il proprio punto d’osservazione, sembreranno quasi tutte accese grazie alla rifrazione della luce da parte dei vetri inclinati. Il concetto che l’artista vuole esprimere con questa installazione site specific è come sia possibile scoprire la bellezza anche solo andando oltre le convenzioni che limitano la nostra visione del mondo. Vanessa Beecroft (1969, Genova; vive e lavora a Los Angeles) fin dall’inizio della carriera ha incentrato la sua ricerca sul tema del corpo femminile in quanto tradizionale oggetto delle speculazioni sulla bellezza. Nel video e negli scatti fotografici di VB66 – performance dell’artista  realizzata in un mercato ittico di Napoli nel 2010 – cinquanta modelle dipinte di nero assumono posizioni chiaramente riprese dalla statuaria antica e dalla pittura moderna, per accompagnare lo spettatore a riflettere sull’ossessione della perfezione nella rappresentazione del corpo femminile nella storia dell’arte e sul svilimento subito da esso nella contemporaneità mediatica.

Per contrasto, nel video Body of War – opera centrale di una trilogia –, Isabel Rocamora (1968, Barcellona; vive e lavora tra Londra e Barcellona), invece, cerca di cogliere l’aspetto armonioso laddove parrebbe logicamente mancare: l’artista infatti riprende il training di combattimento di due soldati, estetizzando i loro movimenti attraverso il ritmo della musica di sottofondo e sublimando i loro gesti brutali e meccanici in una coreografia. Molto didattica e interattiva, la mostra conta anche tre sale dedicate proprio alla partecipazione attiva del pubblico. In una sala, infatti, è possibile sedersi a leggere trattati di estetica e cataloghi di mostre che hanno approfondito il concetto di bellezza nell’arte contemporanea; in quella adiacente  lo spettatore è invitato a leggere, e se vuole ad appropriarsi, di un breve testo scritto sul tema della bellezza dai grandi della letteratura internazionale – da Emily Dickinson a Charles Baudelaire, da  Gianni Rodari a tanti altri – ; e in un’altra ancora, vi sono allestite fotografie, immagini e testi inviati alla Strozzina in occasione del progetto speciale “La mia idea di Bellezza” che continuerà, fino al termine della mostra, a coinvolgere chiunque voglia condividere la propria idea di bellezza.

UN’IDEA DI BELLEZZA
29 marzo-28 luglio 2013

IMM 1 Beauty

Wilhelm Sasnal, Kacper, 2009, olio su tela, courtesy of the artist

IMM 5 beauty

La mia idea di Bellezza (progetto speciale), veduta della mostra

Imm 2 beauty

Alicja Kwade, Teleportation, 2011, vetro e lampade Kaiser-Idell, courtesy of the artist and Johann Konig, Berlin.

IMM 4 beauty

Isabel Rocamora, Body of War, 2010, film S16 mm, courtesy of Galeria SENDA

IMM 3 beauty

Vanessa Beecroft, VB66, 2010-2011, video still, courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

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Classe 1986, Francesca risiede e lavora a Piacenza. Dopo essersi laureata al Dams di Bologna in Storia dell'Arte, si è diplomata in Comunicazione e Organizzazione per l'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Collabora attualmente con l'artista piacentina Claudia Losi e scrive per alcune riviste d'arte online e giornali piacentini.

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