MIDDLE IN EAST – nuove latitudini a oriente

Palazzo Franchetti - sede di MIDDLE IN EAST a cura di ANDREA CARLO ALPINI THECA GALELRY MILANO - 56 biennale arte venzia

Il Medio Oriente e l’India fanno da sempre parte dell’immaginario del viaggiatore; incarnano figure e terre tanto affascinanti quanto oscure, nutrendosi degli stereotipi e dei luoghi comuni che ci accompagnano sin dall’infanzia. I colori, i sapori e i profumi dall’esotica sensualità si mischiano all’immagine di luoghi ameni e metropoli del futuro; terre di contraddizioni, dove lo sfarzo e la ricchezza convivono fianco a fianco con la povertà più estrema. Durante l’intero arco della sua storia millenaria, il Medio Oriente è stato crocevia aperto sui tre continenti, nonché teatro di una complessa sequenza di grandi imperi, regni e regimi politici, i cui confini territoriali continuano ad apparire indefiniti e incerti. Per comprenderne la tradizione artistico-culturale bisogna però scostarsi dalla visione corrente, capace di definire le popolazioni del Medio Oriente solo attraverso le loro specificità religiose, e partire dagli aspetti geopolitici e umani. E proprio con questa riflessione ha preso il via il convegno d’arte MIDDLE IN EAST, svoltosi lo scorso 18 settembre nell’affascinante cornice veneziana di Palazzo Franchetti, sede di IED Venezia.

L’evento, promosso dal gallerista Andrea Carlo Alpini (Theca Gallery, Milano), dal curatore di MPS Art Report Paolo Ceccherini, insieme a Igor Zanti, director menager di IED Venezia, è stato un importante momento di confronto e scambio che ha visto l’intervento di professionisti operanti nell’ambito dell’arte contemporanea indiana e mediorientale. Tra loro c’è Marco Meneguzzo, critico d’arte e curatore assieme a Mazdak Faiznia del progetto espositivo del Padiglione Nazionale dell’Iran per la 56° Biennale di Venezia, che ha visto la partecipazione di artisti provenienti, oltre che dall’Iran, da India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Azerbaijan e Kurdistan. Scopo dell’esposizione, spiega il curatore, è mostrare al pubblico come l’arte prodotta in questi luoghi sia la testimonianza di complessi intrecci politici, religiosi e sociali, e invogliarlo ad andare oltre la coltre di pregiudizio che riveste le regioni mediorientali a causa dell’attuale comunicazione mediatica. Il titolo della mostra, The Great Game, fa riferimento all’espressione usata per indicare la rivalità e i giochi di potere tra Impero russo e Impero britannico per l’egemonia sull’Asia Centrale (XIX secolo), ma anche all’estrema superficialità con cui l’Occidente guarda alla storia di paesi come l’Iran. Gli artisti invitati a esporre, continua Meneguzzo, sono legati dalla particolare sensibilità ai temi sociopolitici delle loro terre, e raccontano attraverso metafore i disastri prodotti dai continui conflitti creando un linguaggio condivisibile e universale.

Rimanendo in tema di Biennale, la parola passa a Martina Mazzotta, Head Curator della Fondazione Antonio Mazzotta, Partner in Italia della Gujral Foundation (India), che il 6 maggio scorso hanno aperto al pubblico la mostra My East is your West, evento collaterale ufficiale della kermesse veneziana. Un rapporto, quello della famiglia Mazzotta con l’India, di “affinità elettiva” iniziato con un viaggio di formazione del padre della curatrice (Gabriele Mazzotta) negli anni ’70 e mai interrotto. Per la prima volta quest’area del mondo in rapida espansione viene rappresentata nel contesto della Biennale, unendo all’interno della stessa mostra India e Pakistan con i lavori realizzati per l’occasione da due artisti internazionali: Shilpa Gupta (India) e Rashid Rana (Pakistan). Come per il padiglione dell’Iran, la volontà è quella di creare una piattaforma condivisa, in cui la produzione artistica mostra al visitatore una regione comune, non più separata da confini imposti. A fornire un quadro generale sul ruolo attuale dell’area del Middle East nel mercato internazionale e sulla fiscalità nell’arte, è Alessia Panella, avvocato dello Studio Legale Panella e docente IED Venezia. Dal suo intervento è emerso come le istituzioni internazionali stiano diventando sempre più interessate a queste regioni del mondo, considerate ’emergenti’ in termini di cultura contemporanea. A dimostrarlo è la prossima apertura delle sedi dei due più importanti musei al mondo, il Louvre e il Guggenheim, nella città araba di Abu Dhabi, prevista per il 2018.

Dubai ha conosciuto negli ultimi dieci anni un rapido sviluppo posizionandosi al centro della cosiddetta nuova mappa internazionale dell’arte. Basti pensare al moltiplicarsi delle gallerie sul suolo della città, che oggi ne conta più di ottanta. Questo rapido sviluppo, spiega l’avvocato, dipende anche da precise scelte di politica economica; la tassazione applicata alle opere d’arte negli Emirati Arabi è infatti molto bassa o addirittura nulla e in questo settore si è inteso favorire e liberalizzare le compravedite. A seguire, l’Ingegner Italo Carli, Direttore Generale di AXA ART, compagnia di assicurazioni che da oltre 40 anni si dedica esclusivamente alla protezione di opere d’arte, introduce un aspetto forse meno romantico, ma sicuramente fondamentale nell’attuale mercato dell’arte: l’assistenza in materia assicurativa dei beni. Dalle istituzioni pubbliche ai collezionisti privati, l’esigenza è quella di preservarsi e preservare l’opera da qualsiasi sinistro e avvalersi della consulenza di specialisti in ogni fase, che sia questa il trasporto, il posizionamento in loco o il restauro dell’opera. A chiudere il cerchio sono intervenuti Simone D’Onofrio e Giovanni Fulci, entrambi di Banca MPS con un focus sull’andamento delle principali aste di opere d’arte; il loro intervento ha fatto notare come le vendite più importanti si siano spostate verso le regioni del Middle East. Va inoltre sottolineato come l’attenzione dei nuovi collezionisti e investitori mediorientali sia focalizzata sull’arte dei grandi maestri europei e che soltanto una piccola percentuale di acquisto riguardi opere di artisti locali. Molti dunque gli aspetti trattati durante questo viaggio nel cuore dell’arte mediorientale e indiana, che, grazie all’intelligente formula dei relatori ‘in conversazione’ non è sembrata poi così lontana.

Palazzo Franchetti - sede di MIDDLE IN EAST a cura di ANDREA CARLO ALPINI THECA GALELRY MILANO - 56 biennale arte venzia - paolo ceccherini - marco meneguzzo . ied veenzia - martina mazzotta - MPS art report

Palazzo Franchetti – sede di MIDDLE IN EAST – 56 Biennale Arte Venezia

Mohsen Taasha Wahidi, Untitled, tecnica mista su carta (china, acquarello, acrilico, ossido di ferro, foglia d’argento), 70,5x55,5cm. (Ø 22,5cm.), 2015. Courtesy Theca Gallery

Mohsen Taasha Wahidi, Untitled, tecnica mista su carta (china, acquarello, acrilico, ossido di ferro, foglia d’argento), 70,5×55,5cm. (Ø 22,5cm.), 2015. Courtesy Theca Gallery 

Rashid Rana & Shilpa Gupta. Courtesy the Gujral Foundation.

Rashid Rana & Shilpa Gupta. Courtesy the Gujral Foundation.

The following two tabs change content below.

Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

Rispondi