Cy Twombly | Paradise

Untitled, 1971 Olio, pastello a cera e matita su carta, 70.3 x 100.1 cm, Cy Twombly Foundation

“La mia linea è simile a quella di un bambino ma non è infantile. E’ molto difficile da imitare… per raggiungere questa qualità bisogna proiettarsi nella linea del bambino. Bisogna sentirla”

A pochi anni dalla scomparsa di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea americana, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia presenta la retrospettiva Cy Twombly. Paradise, in mostra dal 6 maggio al 13 settembre. 

L’esposizione monografica celebra la figura di Cy Twombly (Lexington, Virginia, 1928 – Roma, 2011), artista che ha fatto dell’astrattismo gestuale il suo tratto distintivo. Lontano dalla Pop Art americana e dal Minimalismo imperante degli anni ’60 e ’70, Twombly trova un espediente per collegare esperienze personali a una realtà presente; riportando il suo “paradiso” su tela. Alla ricerca perenne dell’equilibrio, di quell’estasi che nasce dall’accostamento di binomi opposti, Twombly raggiunge la “beatitudine eterna” attraverso pennellate circolari continue, spruzzi e sbavature di colore. La linea è il sentimento. Non si tratta della semplice rappresentazione di un oggetto ma di un’esperienza che viene direttamente dal corpo, da quel gesto che ne coglie ogni minimo spasmo e alterazione. In questo modo, Twombly costruisce un nuovo vocabolario artistico, ricco di connotazioni e forti riflessioni sul nuovo legame tra opera e corpo.

In mostra sono presentate una serie di opere, datate dal 1951 al 2011 – anno della sua morte – che ripercorrono 60 anni della sua carriera artistica offrendoci una straordinaria interpretazione della perfezione ricercata attraverso l’arte. Sebbene la tecnica artistica utilizzata da Twombly possa ricordare le orme di altri maestri del Novecento – tra questi Jackson Pollock – che hanno fatto dell’astrattismo gestuale il mezzo per esprimere le sofferenze della Seconda Guerra Mondiale, il lavoro di Twombly si proietta verso la nuova generazione; quella che emerge nel corso degli anni ’50 in Europa; di quel continente che stava cercando di dimenticare e ricostruire. Affascinato dal Vecchio continente, Twombly intraprende una serie di viaggi insieme al suo amico Robert Rauschmberg alla scoperta della mitologia, della storia e dei luoghi classici. Roma diventa presto la sua città d’adozione. È qui che Twombly si sente libero di esprimere tutta la sua arte, composta da macchie di colore, graffiti e stile calligrafico. Prendendo esempio dalla storia e dalla bellezza della città Eterna, l’operato artistico di Twombly è un riflesso diretto e una rielaborazione personale del circostante passato greco-romano.

Temi universali – come la morte, l’arte, la bellezza e l’amore – vengono interpretati con originalità e consapevolezza del gesto; attraverso cui pittura, scultura e disegno si fondono per suggerire narrazioni profonde. Come su grandi lavagne, Twombly traccia segni simili a delle scritte in corsivo. Con la stessa sensibilità di un poeta, fa uso di una semplice parola per aprire mondi immaginari, dove il frammento di una frase invita lo spettatore a entrare completamente nell’opera con immaginazione. La varietà dei riferimenti letterari e filosofici in Twombly è sorprendente. Il testo viene utilizzato come evocazione di quel mondo passato che Twombly può rivivere solo frammentariamente.

Anche se a prima vista possono sembrare degli scarabocchi fatti da un bambino, l’arte di Twombly è la sintesi di un pensiero creativo colto, sofisticato ed emozionale. Forte e allo stesso tempo delicata, l’arte di Twombly si concretizza attraverso la linea, un segno curvo onnipresente che trova spazio sulla tela, la corrispondenza fisica del suo turbamento mentale dell’artista. La mostra, curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith, è organizzata con il supporto della Cy Twombly Foundation di New York e della Gagosian Gallery.

Fino al 13 settembre
Cy Twombly. Paradise | Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro
A cura di Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith
In collaborazione con Cy Twombly Foundation
Con il supporto di Gagosian Gallery
www. capesaro.visitmuve.it/

Untitled, 1971 Olio, pastello a cera e matita su carta, 70.3 x 100.1 cm, Cy Twombly Foundation

Untitled, 1971 Olio, pastello a cera e matita su carta, 70.3 x 100.1 cm, Cy Twombly Foundation

The Rose (IV), 2008 Acrilico su legno, Quattro pannelli, 252 x 740 cm, Collezione privata, Gagosian Gallery

The Rose (IV), 2008 Acrilico su legno, Quattro pannelli, 252 x 740 cm, Collezione privata, Gagosian Gallery

Untitled, 1992 Acrilico, oil stick, matita colorata e matita su legno, 235 x 172.2 cm, Cy Twombly Foundation

Untitled, 1992 Acrilico, oil stick, matita colorata e matita su legno, 235 x 172.2 cm, Cy Twombly Foundation

Untitle, (Camino Real II-V-VI-VIII),2011 Acrilico su legno, 252.5 x 187.2 cm, Cy Twombly Foundation

Untitled, (Camino Real II-V-VI-VIII),2011 Acrilico su legno, 252.5 x 187.2 cm, Cy Twombly Foundation

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Giulia Barigelli

Appassionata d’arte, di moda e design, ed interessata alla promozione della cultura artistica; si specializza in "Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali" presso l’ateneo veneziano Ca’ Foscari. A Venezia, dove vive e lavora, ha collaborato con varie organizzazioni culturali e gallerie d’arte. Attualmente lavora come mediatrice culturale e assistente di galleria presso lo spazio espositivo "Officina delle Zattere" di Venezia.

1 Comment

  1. Mahée Ferlini says: Rispondi

    Artista fantastico!!

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