Dalle arance al reggae, Africa Addio

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Hailé Selassié, l’ultimo imperatore d’Etiopia, l’ultimo a portare il titolo nobiliare di Negus Neghesti (il “re dei re”) è una figura carica d’implicazioni ideologiche. Per la cultura Ras Tafari il Negus ha un ruolo simbolico, messianico, è l’ultimo erede di una nobile stirpe. Ma il Negus trascina con sé anche una storia coloniale che gli attribuisce un’immagine ben diversa, quella dell’oggetto dell’imperialismo europeo, un’immagine che permane nei residui coloniali e post-coloniali a lungo presenti nella cultura visiva italiana.

E il legame tra immaginario visivo e stereotipi razziali è radicato in alcune forme del vivere quotidiano, che Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi) porta all’attenzione del pubblico, per metterne in luce le dinamiche sottese. Africa Addio è così un progetto disegnato attorno alla figura del Negus, che ne analizza i valori simbolici e svela stereotipi e stratificazioni ideologiche a essa connessi.

Il titolo della mostra rimanda a un omonimo film del 1966 di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi e contemporaneamente allude al nome di un carro del Carnevale di Viareggio del 1968, entrambi sulla decolonizzazione e non privi d’implicazioni ideologiche e controversie.

Analizzando i diversi modi di guardare la figura del Negus, Invernomuto si sofferma su alcuni incarti di arance siciliane: su di essi, un volto africano sintetizzato secondo schemi caricaturali e stereotipi razziali. Quella di Invernomuto non è un’operazione di critica, ma di svelamento, programmaticamente tesa a mettere in luce il permanere di contenuti ideologici del passato. Sugli incarti il duo artistico appone corone in lamina d’oro a ogni volto, trasformandoli nell’effige di re (King Moro). La stessa immagine è ripresa in tre serigrafie di grandi dimensioni, appese come stendardi (Importé d’Italie). Analogamente, lo stereotipo coloniale permane nella decorazione architettonica degli anni Sessanta in RAS, copia verniciata di un coppo raffigurante un volto.

Ma il protagonista alla Pinksummer è Super Ape, un gigantesco gorilla che si gonfia e si sgonfia davanti agli occhi dei visitatori. È il pupazzo gonfiabile che ha accompagnato il recente tour negli Stati Uniti del giamaicano Lee “Scratch” Perry, in occasione dei vent’anni dall’uscita dell’album Super Ape, pioniere della musica dub, e che porta con sé tutte le implicazioni che legano il musicista alla cultura Ras Tafari e dunque al Negus.

Questa immersione nella cultura visiva popolare, dalle arance al reggae, porta il quotidiano nello spazio della galleria per raccontare quelle storie che rimangono sottese, non narrate, non svelate: per mostrare simboli, per tessere una biografia del Negus che tocca posizioni culturalmente opposte.

E conclude con un pezzo inatteso, un’epifania: un dipendente dell’aeroporto di Atlanta, scorto ad alternare passi di danza ai gesti con cui dà indicazioni ai viaggiatori, si offre per ballare di fronte alla telecamera degli artisti, in una pausa dal lavoro. Un’altra storia, un’altra biografia di un uomo elevato a re nello spazio effimero della galleria.

Invernomuto AFRICA ADDIO
11 dicembre 2015 – 12 febbraio 2016
Pinksummer, Palazzo Ducale – Cortile Maggiore, piazza Matteotti 28r, 16123 Genova
Orari: dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19:30
Info: +39 010 2543762; info@pinksummer.com; pinksummer.com

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Invernomuto AFRICA ADDIO, Installation view, Pinksummer
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Invernomuto AFRICA ADDIO, Installation view, Pinksummer
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Invernomuto AFRICA ADDIO, Installation view, Pinksummer

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