Daniel Spoerri. Eat Art in Transformation.

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La Galleria Civica di Modena, città triangolo di produzione di cibo più importante in Europa, ha inaugurato il 10 ottobre nelle due sue sedi, Palazzina dei Giardini e Palazzo Santa Margherita, “Daniel Spoerri. Eat Art in Transformation”, a cura di Susanne Bieri, Antonio d’Avossa, Nicoletta Ossanna Cavadini, in mostra fino al 31 gennaio 2016. Padre della Eat Art, fondata dall’artista nel 1967, Spoerri vede il nutrimento come un trait d’union tra arte e vita. Lo svizzero – romeno (1930) aderendo in pieno al tema di Expo Milano 2015, ha presentato presso il Padiglione Svizzero “Meissen Porzellan Puzzle”, opera in porcellana composta da 36 formelle.

Le opere in mostra a Modena, oltre 150, includono la prima fase di sperimentazione, con la rivista “Material” (1955-1961), i tableaux-pièges cosiddetti “quadri trappola”, ovvero composizioni di avanzi di cibo e stoviglie usate, disposti in verticale e intrappolati nella resina, oggi in mostra al MOMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi e Moderna Museet di Stoccolma. Tra le opere esposte anche i video del Restaurant Spoerri di Düsseldorf (1968) e del Bistrot di Santa Marta realizzato per la Fondazione Mudima di Milano nel 2014. L’artista ricrea una serie di accumuli di stoviglie “inutili”, utensili di 20 tavole, dedicate a Santa Marta, colei che preparò i pasti per Cristo, ritenuta anche la protettrice dei cuochi. Questo nuovo approccio percettivo al reale fa di Spoerri uno dei fondatori del “Nouveau Réalisme” nel 1960 a Parigi, nell’appartamento di Klein, con Arman, Hains, Dufrèn, Raisse, Tinguely, Christo, Duchamp, Rotella, Niki de Saint-Phalle, César, il critico Réstany. Oltre a contare la partecipazione a Fluxus e le sue collaborazioni, già alla fine degli anni ’50, con artisti quali Man Ray, Albers, Duchamp, Baj, Tinguely, Roth, di cui offrono certezza i multipli esposti nelle sale superiori.

I tre video in mostra sono Resurrection (1969), Daniel Spoerri dalla A alla Z (1991) e Daniel Spoerri. Eat Art in Transformation (2015). Il primo, Resurrection, racconta la storia di una bistecca rovesciata, descrivendo il percorso della stessa da escremento umano alla sua genesi animale, per risalire fino al bue, la regia è di Tony Morgan. Il secondo, Daniel Spoerri dalla A alla Z, realizzato da Studio Azzurro e Fondazione Mudima, è un documentario che ripercorre la poetica e la carriera dell’artista attraverso immagini e testimonianze, attrezzi da lavoro, pensiero dell’artista su donne e uomini che fungono da “input e output nel cammino della digestione”. Nel terzo video, Daniel Spoerri. Eat Art in Transformation, prodotto da Ultrafragola Channel per la mostra allestita al m.a.x. museo di Chiasso, Svizzera (dal 30 aprile – 30 agosto 2015), si alternano testimonianze dirette dell’artista che ripercorre momenti cruciali del suo passato e riferisce aneddoti della sua vita familiare e dei “rendez-vous” con Marcel Duchamp, a frammenti dal video Profession Obsession.

Clara Francese

Faux Tableau-piège Faux Mondrian, 2007

Daniel Spoerri, Faux Tableau-piège Faux Mondrian, 2007

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