“Dark Memories” di Gian Paolo Barbieri

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Ciò che da sempre parla in silenzio è il corpo
Pier Paolo Pasolini

Il senso del pudore si fa da parte nella serie di fotografie “Dark Memories” di Gian Paolo Barbieri, lasciando spazio a corpi nudi e lucenti, a sguardi sfrontati e a simboli dall’aurea peccaminosa, come la mela. Si tratta però di un nudo privo di perversioni, un nudo naturale, immediato, reale, di una purezza e semplicità sconvolgenti.

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Autoritratto fotografico di Gian Paolo Barbieri
 

Sono scatti che vogliono richiamare il mondo ellenico e intendono indagare e scrutare nell’intimo l’uomo, soggetto principale nelle fotografie di Barbieri. Lo scopo è di arrivare nel profondo e in un luogo che appartiene a ciascuno: l’anima.
Nell’antica Grecia il nudo non spaventava e non era considerato una vergogna o qualcosa di scabroso ma rappresentava il bello ideale. I Greci posero sempre la massima attenzione alla ricerca estetica, aspirando all’armonia e alla perfezione delle forme e dei corpi, raggiunta con l’attenzione, l’aderenza al realismo e l’osservazione attenta, talvolta morbosa, dell’anatomia umana.

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“Dark Memories” Gian Paolo Barbieri
 

Successivamente il Cristianesimo ha introdotto come valori la castità e la castigatezza, rifiutando la rappresentazione “senza veli”, reintrodotta nel Rinascimento da artisti come Michelangelo. Per Michelangelo la cosa più bella del creato è l’uomo, e questo lo dimostra anche nei suoi bozzetti e disegni preparatori, in quanto specchio della bellezza divina.
La fotografia e l’avvento della libertà sessuale hanno finalmente spianato la strada al nudo, si pensi a fotografi come Robert Mapplethorpe o Helmut Newton.

Oltre alla moda, anche il teatro e il cinema occupano un posto importante nella ricerca artistica di Gian Paolo Barbieri. L’interesse per questi due campi emerge visibilmente nella serie “Dark Memories”, soprattutto nelle scenografie essenziali, nei potenti chiaroscuri e nel taglio innovativo fornito per anni ai reportage di moda e di viaggio.
Gli scatti di “Dark Memories” sono stati presentati al pubblico milanese in due occasioni, presso Sotheby’s e, successivamente, alla Galleria d’Arte Photology di via della Moscova 25, nel quadro della mostra intitolata “Dark Memories. Le opere vietate“. Qui è stato possibile ammirare dieci fotografie che non avevano preso parte alla prima esposizione perché considerate troppo esplicite e per questo, vietate ai minori di 18 anni.

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“Dark Memories” Gian Paolo Barbieri
 

Il percorso e le motivazioni che hanno indotto Barbieri a scegliere il tema del nudo vengono messe in luce nel volume “Dark Memories”, edito da Skira e con testi di Maurizio Rebuzzini e Nikolaos Velissiotis: “Lungo è stato l’approccio di Barbieri alla foto del nudo. Lungo e profondamente pensato. Nella sua trilogia di libri sui Tropici aveva sperimentato il tema. Ma questi esperimenti non lo appagavano: la paura della volgarità, la voglia di descrivere un mondo secondo la sua personale concezione che deve “nobilitare” anche la scena più violenta, lo studio di una tecnica adatta erano problemi che per anni hanno occupato la sua mente. Il corpo umano, e il sesso, sono manifestazione esuberante della natura. Così al fotografo spetta il piacere di descriverlo in tutte le sue espressioni, che sono assolutamente naturali, senza perversione, perché la natura stessa, senza vergogna alcuna, si esprime attraverso il corpo e il sesso.”

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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