David Medalla. Locus Solus. Omaggio ad Arthur Rimbaud

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Tra settembre e ottobre David Medalla è stato ospite della Galleria Enrico Astuni per preparare la mostra  Locus Solus. Omaggio ad Arthur Rimbaud a cura di Lorenzo Bruni che si è inaugurata il 2 dicembre. L’artista ha realizzato appositamente per la galleria una nuova serie di opere concepite come una sorta di diario interiore in cui rifluiscono le ispirazioni dal mondo esterno.  Medalla, nato nel 1938 a Manila nelle Filippine (ora vive tra New York, Londra e Berlino) è un pioniere dell’arte cinetica, della Land Art, dell’arte partecipativa e della live art. È un cittadino del mondo, un viaggiatore sempre a contatto con persone e culture diverse e il suo stile di vita si riflette profondamente nel suo lavoro. La creazione artistica è vissuta come un continuo fermento di idee che germinano nello spazio emotivo e fisico dell’opera a partire dall’osservazione minuziosa delle dinamiche che presiedono al funzionamento del reale e dalla loro trasfigurazione poetica che coinvolge il pubblico in azioni comunitarie attraverso le quali semplici esperienze di vita quotidiana vengono rilette in chiave onirica e mitologica.

Gli acquerelli su carta intitolati Poetry and Memory sono accomunati dalle tematiche del linguaggio, della poesia e della memoria. Attraverso citazioni di scrittori (Raymond Roussel), poeti (Henrich Heine) e filosofi (Friederich Nietzche) mescolate a ricordi infantili Medalla, che Oltreoceano è più conosciuto come poeta che come artista visivo, vuole far emergere il valore fondante della parola e la sua capacità di far coesistere immagini sognate, impressioni, memorie e azioni reali. Nei suoi disegni il segno aggrovigliato e sensibile si acquieta in una limpida gamma cromatica dominata da tonalità pastello che fanno immaginare un’umanità arcaica ancora in grado di convivere pacificamente con i propri demoni, una rinnovata età dell’oro in cui tempi e luoghi diversi si compenetrano in un’eterna sincronicità. Così il giovane Leopardi è un ragazzo biondo finalmente libero dalle deformità fisiche, mollemente sdraiato su una collina nei dintorni di Bologna: mentre Apollo, Minerva, Era e Nettuno vegliano il suo riposo un raccoglitore di miele inciampa sul proprio cammino rovesciando il prezioso carico che porta sulle spalle nelle labbra del poeta che ne restituirà la dolcezza nei suoi versi. Un Satiro-Apollo di nietzschiana memoria che suona la lira impersona la quintessenza della poesia lirica secondo Medalla, che citando Heinrich Heine, la descrive come una musica dolce e appassionata allo stesso modo, una divina malizia senza la quale la perfezione non esiste. Se il dio e il satiro sono solo due manifestazioni della stessa forza creativa /distruttiva, anche la contraddittoria epopea umana può generare miti fondanti di inaspettata bellezza, come le bombe fatte esplodere da un gruppo di terroristi al Luneta Park di Manila nel 2000, i cui crateri nei disegni di Medalla diventano fioriere spontanee nella stagione estiva e pozze incubatrici per girini che si trasformeranno in rane durante il periodo piovoso.

Tutta l’opera di Medalla attinge a un crogiolo di suggestioni che crescono su se stesse per alimentare l’inesauribile germinazione di forme vitali  che trapassano da un mezzo espressivo all’altro reincarnandosi con sempre rinnovata innocenza in concetti e immagini diverse. Sin dagli anni ‘80 le sue figurazioni generano sculture cinetiche in cui il tracciato grafico si irrobustisce in percorsi luminosi che sintetizzano le principali linee di forza del suo pensiero, mentre le leggere sovrapposizioni di segni che movimentano le opere su carta riappaiono nell’intermittente accensione dei neon che fondono le differenti fasi dell’immagine in un’unica visione. In M’Illumino d’Immenso, omaggio a Giuseppe Ungaretti, il poeta appare come un uomo vitruviano che agita senza sosta gambe e braccia camminando su un terreno ondoso circondato dai versi, scritti in senso di lettura e al contrario, che intitolano l’opera in ironica assonanza con il reale illuminarsi della scultura. In Self-Portrait with Dinosaur-Dante Medalla, che imparò la lingua italiana giovanissimo proprio leggendo la  Divina Commedia, si ritrae nei panni del Sommo Poeta che appare dotato del terzo occhio sulla fronte (simbolo orientale di conoscenza) e affiancato da due dinosauri che si illuminano in modo alternato a simboleggiare la modernità del letterato a cui l’artista attribuisce l’intuizione che la Terra e l’uomo non sono al centro di  tutto, in opposizione all’acritico creazionismo che dominava il pensiero medievale. Ciò che esiste nel giardino delle idee nutrito dall’arte è vero a prescindere dalla sua verificabilità, come sottintende Poetry and Memory (2017), scultura in ceramica a neon che rievoca la cartolina inviata da Baghdad da Raymond Roussel a un’amica parigina che narrava di un uomo con un turbante d’oro che spingeva un carro trainato da un pony su cui una bellissima figura androgina era assorta nella lettura di un libro.

Da sempre Medalla concepisce l’arte come un processo in continuo divenire e assimila il tempo alla partitura di quest’incessante trasformazione, come si evince dalla serie A Stitch in Time, opere partecipative in cui i visitatori sono invitati a ricamare o applicare oggetti personali su sottili panni di tulle, modificando e costruendo la struttura dell’opera con una performance pubblica in cui ciascun partecipante per la durata dell’azione si raccoglie nella solitudine del proprio spazio psicologico personale. Dal ’67 a oggi la performance è stata riattivata in gallerie, musei e rassegne in tutto il mondo, tra cui la mitica Documenta 5 nel 1972 curata da Harald Szeemann,  fino ad approdare quest’anno alla mostra “Viva Arte Viva” della 57a Biennale di Venezia. A Stitch in Time individua il viaggio, il tempo, la possibilità e il caso come entità determinanti nel destino collettivo e individuale suggerendo al tempo stesso la necessità di fermare il flusso degli eventi e di “ricucire” il tempo per sedimentarlo in narrazione ed esperienza.

Il potere della casualità e il sovvertimento delle gerarchie creative ritornano in The Sand Machine e Cloud Canyons (Bubble machines auto creative sculptures), macchine processuali replicate con diverse varianti incaricate di produrre disegni-impronta nella sabbia e sculture di schiuma destinate all’autodistruzione che negano l’aspirazione all’immortalità solitamente associata all’arte a favore di una permanente provvisorietà fonte di attesa e continuo stupore. Totem contemporanei eretti in memoria del gesto passato ormai dissolto dal tempo, questi congegni propiziatori per il futuro perpetuarsi della creazione sono instancabili generatori di forme organiche che portano inscritto lo stesso dna del mondo ma vengono covate e si sviluppano nel personale microcosmo dell’artista. Conclude la rassegna un’installazione dedicata alle principali tappe di Mondrian Fan Club, surreale saga ironicamente epica ispirata alla biografia e all’eredità Piet Mondriaan che dai primi anni ’90 David Medalla porta avanti con l’australiano Adam Nankervis. Il progetto, concepito come una serie di appuntamenti sporadici in giro per il mondo tra i due artisti, consiste nell’esecuzione di performance, brevi filmati, improvvisazioni fotografiche e interventi urbani effimeri che omaggiano il padre del Modernismo e celebrano l’arte come libera diffusione di energia creativa che travalica le logiche del sistema commerciale in cui è socialmente irreggimentata.

 

 

Info:

David Medalla. Locus Solus. Omaggio ad Arthur Rimbaud 
a cura di Lorenzo Bruni
2 dicembre 2017 – 18 febbraio 2018
Galleria Enrico Astuni
Via Iacopo Barozzi 3 Bologna

3. Medalla, Self Portrait copiaDavid Medalla, Self-portrait with Dinosaur – Dante, 2017 Gessetti, pastelli, pennarelli e tempera su carta, cm 70 x 50

4David Medalla, M’Illumino d’Immenso, 2016, neon in vetro pastello di Murano, alluminio composito nero opaco scatolato, cm 200 x 135 x 18

PH MICHELE ALBERTO SERENIDavid Medalla, Cloud Canyons (Bubble machines auto-creative sculptures), 1980-2017 Legno mogano marino laccato argento, plexiglass, ossigenatore per acquari, sapone, acqua, cm 24 x ø 130 (base); cm h 171 x ø 130 (totale)

2. Medalla, Sand MachineDavid Medalla, Sand Machine, 1998-2016, Ottone, ciliegio, acciaio, motore elettrico, pioppo, plexiglass, rame, pietre vitree, sabbia, cm 123 x 45 x 45

4. Medalla, Impromtu event BolognaThe Mondrian Fan Club ( David Medalla e Adam Nankervis), Impromptus, Bologna, 2016 Performance tenutasi a Bologna il 26 gennaio 2016

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Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.

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