Davide Mosconi. Coincidenze

Davide Mosconi, Il sogno di Davide (volto di donna -  nuvole), 1968

Alzi la mano chi ha la più pallida idea di chi sia Davide Mosconi. Appunto. Ecco perché vale la pena di visitare la mostra “Coincidenze” presso la galleria Il Ponte a Firenze (fino al 13 marzo). La mostra fiorentina, che ripercorre l’intera carriera artistica di Mosconi (dagli anni Sessanta fino al 2000) attraverso una dirompente selezione di opere, segue a breve giro l’antologica milanese curata da Elio Grazioli, fautore della riscoperta del fotografo, scomparso all’improvviso nel 2002, investito da un taxi, all’età di sessantun’anni.

Davide Mosconi non è stato solo un fotografo di discreta originalità (tanto da guadagnarsi un posto tra le Verifiche di Ugo Mulas), ma anche un musicista jazz (poi sperimentale e ambientale). Perché è importante puntualizzare? Perché, impossibile non notarlo, anche la sua fotografia possiede una natura improvvisativa – esattamente come nell’esecuzione della musica jazz. Fedele alla propria indole giocosamente irrispettosa e da eterno dilettante, come amava definirsi, Mosconi finisce per jazzare alla grande perfino con le immagini, ed è forse proprio questo l’aspetto più notevole della sua produzione. La monumentale serie di trittici incrementata a più riprese nel corso degli anni Ottanta (In morte del padre; Ombelichi; Corpi decorati), ne rappresenta il risultato più emblematico.

Ciascun trittico nasce dal montaggio in sequenza di tre immagini diverse (nella fattispecie polaroid oversize formato 51 x 61 cm) accomunate dallo stesso soggetto: tre variazioni sul tema condotte secondo un protocollo preciso basato per due terzi sulla pratica di appropriazione. Mosconi ri-fotografa immagini altrui, infine completa la triade con una fotografia scattata in proprio. Mediante un susseguirsi di lievi distorsioni di accento surrealista, la ripetizione sincronica e musicale ispessisce, alterandolo, il portato semantico delle immagini, le quali finiscono per sovrascriversi l’una sull’altra nella mente dell’osservatore in una sintesi narrativa instabile. Istantaneità, caso ed effimero sono al centro di due serie degli anni Novanta intitolate Drawing Air e Polveri, fotografie di oggetti sparsi lanciati in aria a delineare strane evanescenze e altrettanto casuali assembramenti dall’apparenza quasi astrale.

L’itinerario antologico si conclude idealmente con la serie degli Autoritratti bucati (2000), dove l’incrinatura della lastra fotografica con le sue zone cieche sembra trasmettersi al soggetto ritratto, un Davide Mosconi fin troppo ostentatamente ridanciano. Al piano inferiore della galleria viene offerta una specie di bonus track, dedicata alle sperimentazioni multimediali dell’artista. Vi troviamo l’allestimento, accuratamente illustrato, di Sezione Aurea, progetto acustico-concettuale ideato nel 1971 e messo a punto solo nel 2000. Imperniato ancora una volta sul motivo della coincidenza, “consta di sei dischi vinilici vergini, senza alcun suono registrato, sulla cui superficie sono state tracciate linee algebriche con punte di diverse misure. I dischi vanno suonati insieme su sei piatti diversi e da una simultaneità impossibile scaturisce l’irripetibilità del suono che determina l’unicità di ogni ascolto”. Troviamo anche una rassegna quasi completa dei lightbox del 1968, un ciclo d’immagini in bianco e nero retroilluminate con inserite al loro interno delle piccole diapositive a colori, quasi dei fotomontaggi di luce.

Le riscoperte di personaggi oscuri o oscurati del mondo dell’arte hanno sempre un che di struggente: in parte perché sottintendono l’oblio definitivo come una minaccia reale, l’idea che una vita umana – una traiettoria artistica – possa essere semplicemente cancellata da un imprevedibile concatenamento di eventi successivi (per una personalità che viene estratta dal buio della storia anche recente, quante ne restano sul fondo?). Menomale che ci siamo ricordati di Davide Mosconi. Una bella coincidenza.

Davide Mosconi, Autoritratto bucato, 2000

Davide Mosconi, Autoritratto bucato, 2000

Davide Mosconi, Il sogno di Davide (volto di donna - nuvole), 1968

Davide Mosconi, Il sogno di Davide (volto di donna –  nuvole), 1968

Davide Mosconi, dalla serie di trittici In Morte del Padre, 1984

Davide Mosconi, dalla serie di trittici In Morte del  Padre, 1984

Davide Mosconi, Polveri, 1999

Davide Mosconi, Polveri, 1999

Davide Mosconi, Trittico -dell'Ombelico-, 1990-91

Davide Mosconi, Trittico -dell’Ombelico-, 1990-91

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