Dissenso Cognitivo. Tetano

DC

Le strade di periferia, con le loro schiere di palazzi popolari, capannoni spesso dismessi e arredi urbani divelti, offrono un’immagine emblematica dell’habitat artificiale in cui l’uomo si è adattato a vivere e l’intricato sistema di segni che queste emergenze oggettuali supportano hanno ispirato a scrittori, artisti e film maker le più visionarie proiezioni sul futuro.  In particolare molti street artist hanno utilizzato le superfici fatiscenti delle zone degradate per denunciare la disumanizzazione della vita contemporanea, l’omologazione intellettuale della società di massa e l’urgenza ecologica dei nostri tempi.

In questo contesto si inscrive l’operato di Dissenso Cognitivo, “un progetto collettivo singolo con un numero variabile di membri da 0 a 10” che dal 2012 lascia indelebili tracce del suo passaggio nei luoghi abbandonati di tutta Europa enfatizzando l’aspetto inquietante di questi relitti di un passato recente ma già obsoleto. Il nome, tratto dal romanzo Artificial Kid di Bruce Sterling, suggerisce una discendenza dai classici della fantascienza (come Dick, Gibson, Ballard e Asimov) e anticipa le atmosfere post apocalittiche di cui si nutre la sua pittura. Ogni intervento urbano di Dissenso Cognitivo proietta le fabbriche e gli edifici degradati su cui decide di operare in un imprecisato futuro remoto dove gli esseri umani sono stati sostituiti da nuove creature biomeccaniche generate dal disfacimento dei ruderi della post modernità.

Mimetizzata nelle crepe degli intonaci consumati dall’umidità e nelle fioriture di ruggine degli sportelli in ferro dei quadri elettrici o dei pannelli pubblicitari in disuso, prolifera una nuova genealogia di esseri cablati minacciosamente rinchiusi nei loro esoscheletri ibridi in attesa di conquistare il mondo. Nati dal funambolico assemblaggio di tavole anatomiche e schede tecniche di macchinari industriali, risultano paradossalmente plausibili nell’insensata coerenza delle loro deformazioni. I muscoli, i tendini, le ossa e le articolazioni di questi impossibili organismi sono trafitti e collegati da cavi, barre metalliche, putrelle e tubi in cui non sembra scorrere alcuna linfa vitale. L’insieme che ne deriva è un agglomerato calcificato ma misteriosamente metamorfico di strutture di raccordo fine a se stesse, di canali ciechi e vuoti nelle cui fenditure qualche volta si affaccia un ostinato occhio vitreo non necessariamente appartenente al complesso. Espressione di un principio creativo accuratamente contorto, queste forme corrotte sono l’ultima forma di adattamento possibile a un mondo che la follia produttiva di generazioni di esseri umani ha reso inabitabile e la loro grottesca resistenza preconizza i nuovi ecosistemi malati che potrebbero nascere dal disastro ecologico. I super-insetti di Dissenso Cognitivo sono talmente tragici da diventare caricaturali e suscitano immedesimazione per la profonda debolezza organica che trapela dalla loro ostentata aggressività meccanica.

Negli ultimi tempi l’artista ha scelto come supporto privilegiato per la sua pittura di strada i pannelli pubblicitari vuoti che le più recenti strategie di comunicazione digitale hanno reso desueti: su queste superfici deformate dalle intemperie e corrose dalla ruggine ha sviluppato una tecnica particolare, in cui il colore viene applicato in negativo come per riscattare dalla latenza le immagini naturalmente create dall’ossidazione dei materiali. Queste pitture, collocate in luoghi strategici e ben visibili della città, “reclamizzano” la decadenza come contestazione al potere della pubblicità nella società di massa e invitano un pubblico allargato e casuale a reagire criticamente alle false certezze imposte dai media. Contrario alla strumentalizzazione della street art come palliativo per riqualificare esteticamente le zone marginali della città, con queste azioni Dissenso Cognitivo ribadisce la funzione pubblica dell’arte di strada non autorizzata come potente strumento per innescare un dibattito senza compromessi sulle implicazioni politiche e sociali dello spazio urbano.

La mostra Tetano a Portanova12 riunisce una serie di lastre metalliche arrugginite e dipinte, i cui bordi taglienti e pericolosi diventano metafora di un messaggio che non si fa neutralizzare dalla presentazione indoor. Alla sequenza si aggiunge un pannello (non restaurato e non in vendita) dipinto in strada che l’artista ha prelevato dalla sede originaria per preservarlo dalla rottamazione, la cui presenza in galleria rafforza l’identità e la coesione degli altri lavori.

Info:

Dissenso Cognitivo. Tetano
4 maggio – 5 giugno 2018
Galleria Portanova 12
Via Portanova 12 Bologna

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1 Dissenso Cognitivo, Tetano, courtesy Portanova 12

3 Dissenso Cognitivo, Tetano, courtesy Portanova 12

4Dissenso Cognitivo, Tetano, courtesy Portanova 12

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Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.

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