E guardarono l’opera che avevano fatto. Ecco. Era cosa buona

17 SOMNIUM, Romain Froquet, work in progress - ∏ Aux Tableaux!

L’apparato effimero messo in atto dalla mostra e residenza artistica Aux Tableaux! agisce direttamente sui meccanismi di fruizione e presentazione dell’arte, sottolineando l’inevitabilità del coinvolgimento personale per percepire l’intero disegno espositivo, qualunque sia il ruolo codificato (visitatore, artista, organizzatore, curatore) che vi si assume, attraversandolo.Con questo non si vuole mettere in secondo piano l’enorme lavoro di costruzione critica e progettuale (Alexandre D’Alessio – 9eme Concept, Karine Terlizzi et Charlotte Pelouse – Association JUSTAPOX), né tanto meno la riflessione immaginifica degli artisti. La mostra Aux Tableaux! non è un happening. Lo stesso termine di effimero, presente nel sottotitolo del progetto, più che essere considerato secondo il significato contemporaneo di momentaneo, transitorio, sembra legarsi alla storia degli apparati effimeri rinascimentali e barocchi, dove il volto architettonico della città veniva rielaborato visivamente attraverso allestimenti scenografici su scala urbana in occasione di eventi di particolare importanza. Con la differenza che l’identità urbana a cui Aux Tableaux! parla è quella della città postmoderna, in cui i grandi eventi collettivi si perdono nel qualunquismo di altre infinite proposte e dove le stesse forme di arte, nate in antagonismo al sistema di linguaggio della città controllata, come la Street Art, ne sono sempre più assorbite (e sfruttate).

Il progetto artistico Aux Tableaux! rovescia la dinamica di questo processo, sceglie e afferma uno spazio nel tempo presente, e attua la sua rivoluzione, la sua trasformazione visiva dall’interno. I 4500 m² dell’ex complesso scolastico cattolico San Tommaso D’Aquino, nel pieno cuore di Marsiglia, sono uno spazio eccezionale per sviluppare un’idea così stratificata. Perché se 2500 m² sono dedicati alle opere d’arte il resto dello spazio viene fatto funzionare quotidianamente come luogo di socialità, incontro e cultura. Ma il dentro non è rivelato dal fuori, se non fosse per uno stendardo. Aux Tableaux! richiede quindi un preciso atto di volontà o di curiosità per essere vissuta. E dal momento in cui si varca il portone principale si piomba letteralmente dentro un altro mondo che non smette di lanciare stimoli e segnali per almeno un paio d’ore. L’attitudine alla scoperta non va mai abbandonata; il rischio è di perdere parte del percorso: bisogna aprire porte spesso pesanti o semi-nascoste (e non metaforicamente), per procedere con il viaggio. L’organizzazione visiva pensata per la mostra resta fedele alla partizione dello spazio scolastico (materna, elementare, liceo).

L’universo grafico dei 40 artisti chiamati a riflettere proprio sul tema dell’educazione scolastica, all’interno dei luoghi dove essa si è effettivamente compiuta, fa esplodere poi la possibilità di ogni altra organizzazione semantica. Non etichetterei nemmeno l’esposizione come Street Art. Sebbene i muri siano il principale supporto materiale alla creazione visiva, gli artisti propongono la loro prospettiva utilizzando funzionalmente ogni forma concepibile di spazialità: non si tratta solo di muri, ma di pavimenti, soffitti, finestre, arredi scolastici, oggetti trovati all’interno dell’edificio e anche oggetti naturali che fanno assomigliare alcune delle installazioni a opere di arte povera (GodDog). Effettivamente ci si trova davanti alla necessità di “leggere una stanza” (Stéphan Carricondo, LX One), per dirla con Bachelard, o cortili (Theo Lopez, Tabas), o facciate interne (Ipin&Toto), o vani di scale (Pedro Richardo, Pablito Zago). Veri e propri environments, che partecipano a un enorme operazione di arte urbana. Il risultato è a tratti straniante (Romain Froquet, Lapinthur), a tratti dissacrante e ironico (Stephan Moscato, Les Suzzies, Jace), altre volte estremamente concettuale (Alexandre D’Alessio, Ned Nedellec). La scuola è un luogo di castrazione e indottrinamento, ma è anche il luogo dove i sogni  e le utopie incontrollate di bambini e adolescenti si esprimono (Heng&Remy Uno).

Aux Tableaux! instaura un discorso aperto con uno dei temi più scottanti della nostra società, quello dell’educazione scolastica, e la riflessione potrebbe andare ancora più in profondità. Ma questa in qualche modo è la sua solidità: continuerà a pensare e far pensare al di là dei luoghi effimeri che di volta in volta verrà a occupare e guardando quello che è stato fatto, sicuramente è cosa buona.  

Aux Tableaux! Residenza esposizione effimera
10 Giugno – 10 Ottobre 2015
Ex scuola San Tommaso D’Aquino
23 Rue Dieudé, 13006 Marsiglia (Francia)

Sito internet: www.aux-tableaux.com
Pagina FB: www.facebook.com/residenceAuxTableaux
link al teaser di Aux Tableaux!: www.youtube.com/watch?v=nMr_yVMQLKA

12 LA CHAMBRE BLEU, artista LX ONE, foto Iorio

La Chambre Bleu, Lx One, © Aux-Tableaux!

17 SOMNIUM, Romain Froquet, work in progress - ∏ Aux Tableaux!

 SOMNIUM, Romain Froquet, work in progress – © Aux Tableaux!

13-LA-CHAMBRE-BLEU,-artista-LX-ONE,-particolare---∏-Aux-Tableaux!

La Chambre Bleu, Lx One, particolare, © Aux-Tableaux!

23 Heng&RemyUNOwork in progress -∏ Aux Tableaux!Heng&RemyUNO work in progress – © Aux Tableaux!

14-IPIN&TOTO,-work-in-progress---∏-Aux-Tableaux!

IPIN&TOTO, work in progress, © Aux Tableaux!

 
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Rossella Iorio

Fondatrice e attrice dal 2002 del collettivo Teatri OFFesi di Pescara. Dal 2007 a Roma inizia l’esperienza della tournée di "The Brig" del Living Theatre, che ha portato a una collaborazione biennale con lo storico collettivo, fatta di laboratori e spettacoli presso la sede del teatro a New York e culminata con un viaggio in Palestina e Israele. La formazione nel teatro sociale e politico si è sempre mescolata a quella di storica dell’arte e curatrice. Dal 2015 vive in Francia.

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