EFFIMERA – Suoni, luci, visioni – Roberto Bernardini, Sarah Ciracì, Roberto Pugliese

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Uno dei tratti distintivi più salienti della nostra epoca è l’ampliamento della componente immateriale in tutti gli aspetti della vita  pratica, emotiva e relazionale: se da un lato l’onnipresenza della rete accorcia i tempi e annulla le distanze in un’incorporea compresenza di alternative e possibilità, dall’altro i nuovi media hanno normalizzato la fugacità liquida veicolata dal software a discapito della durevolezza tangibile incarnata dall’hardware. La società sembra oggi aspirare a un nuovo genere di immortalità derivante dalla meticolosa archiviazione virtuale delle proprie azioni, che in molti casi arriva a sostituire e surclassare la fruizione diretta del reale. In questa paradossale dialettica tra precarietà esistenziale e perpetuazione dell’istante, il polo dell’intensità coincide sempre più con un’esperienza mentale e sensoriale pervasiva il cui valore è direttamente proporzionale al coinvolgimento generato. Nonostante sin dagli anni ’50 importanti ricerche artistiche internazionali di ambito cinetico e ambientale abbiano anticipato queste tendenze alla smaterializzazione, ancora oggi si assiste nel sistema dell’arte all’incongruente prevalenza di opere tangibili che, anche sotto le più aggiornate spoglie dell’installazione, rappresentano le estreme propaggini delle più tradizionali discipline pittoriche e scultoree.

L’analisi della componente immateriale della ricerca artistica contemporanea è l’anima di EFFIMERA, rassegna annuale curata da Fulvio Chimento e Luca Panaro al MATA di Modena, che indaga i linguaggi artistici più labili come il suono, la luce e la visione digitale con l’intento di promuoverne una sistematica ricognizione critica in relazione al loro rapporto sempre più stringente con la tecnologia. Il progetto, giunto quest’anno alla seconda edizione, mette a confronto le poetiche di tre artisti di generazioni differenti che intendono l’arte come esperienza immersiva e totalizzante imperniata sulla centralità dello spettatore in un irripetibile qui e ora. Il percorso si compone di tre installazioni ambientali site specific che accompagnano il visitatore in un suggestivo viaggio dalla luce al buio in cui le diverse percezioni sensoriali che vengono di volta in volta stimolate suggeriscono nuovi spazi mentali ed emotivi.

La rassegna si apre con Emergenze Acustiche di Roberto Pugliese (Napoli, 1982), uno scenografico pergolato di tubi di plexiglass di lunghezza e diametro differente che emettono suoni sincronizzati e coordinati da un software audio. La composizione elettro-acustica generata da quest’anomala intelligenza artificiale deriva dalla mappatura sonora delle attività produttive della Tenuta dello Scompiglio situata nelle colline di Vorno, un’estesa area agricola e boschiva con villa e case coloniche attualmente interessata da un importante progetto di recupero finalizzato a ripristinare il dialogo tra la presenza umana e ciò che resta dell’ecosistema originale. I rumori elaborati dall’artista riuniscono in un unico tessuto sonoro la produzione di vino, olio e miele, la lavorazione del legno, la cura del giardino biodinamico e l’operosità del ristorante come se fossero altrettanti processi biologici responsabili, nel loro insieme, della sopravvivenza dell’intero sistema. Ibridando causa ed effetto, suggestioni naturali e artificiali, singolarità e pluralità, l’artista trasfigura il suo armamentario di partenza fatto di speaker, circuiti, computer, cavi e sensori in una potente analogia organica che dimostra quanto profondamente un luogo sia definito dall’invisibile interazione di elementi non rilevabili altrimenti che in presa diretta.

La seconda stanza della mostra è immersa nella penombra per valorizzare i fluttuanti affreschi digitali di Sarah Ciracì (Grottaglie, 1972), un’affascinante cosmogonia di immagini metamorfiche in cui si fondono suggestioni fantascientifiche, naturalistiche, spirituali e citazioni iconografiche tratte dai capolavori della storia dell’arte. La video installazione Like an Ocean with its Waves è un lisergico mandala in cui l’incontro tra onde marine riprese dall’alto tramite un drone genera una zona d’interferenza che fa emergere le più disparate visioni tratte dal mondo fenomenico. Ogni impressione visiva si sovrappone a quella successiva fondendosi con il ricordo delle precedenti  in un’epifania che materializza ed esaspera gli effetti della persistenza retinica. Se “la mente come il vento differenzia le forme”, lo spazio abitato dalle immagini che produce appare inesauribile e infinitamente saturabile ma non per questo meno reale di quello che occupiamo con la nostra presenza fisica suggerendo come il mondo esterno non sia un’entità oggettiva che esiste a prescindere da noi ma un’apparenza legata a un punto di vista individuale. L’interpretazione scientifica ed enciclopedica dell’Universo sconfina quindi in una ricerca spirituale influenzata dalla fisica quantistica e dalla filosofia orientale che si stempera in un sensuale abbandono alle meraviglie del creato.

Il percorso espositivo si conclude con l’ambientazione allestita da Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) che trasforma lo spazio da contenitore in opera: annullando l’illuminazione della sala, il buio diventa materia esplorabile e quasi tangibile attraversata da linee rette della complementare sostanza-luce che creano figure geometriche liberamente percorribili. I sottili fasci luminosi che penetrano indifferentemente il vuoto e le pareti della stanza sono cavi in fibra ottica su cui vengono convogliati gli impulsi luminosi emessi da proiettori collocati nel loro punto di raccordo con il muro come se fossero altrettante fughe prospettiche. L’intento dell’artista è infatti amplificare la bidimensionalità del disegno in un’esperienza tridimensionale che assorbe lo spettatore stravolgendo le coordinate architettoniche dello spazio espositivo senza prevaricarlo. A questo modo Oltrelimite riesce a forzare il labile confine tra illusione ottica e oggettività, piano mentale e superficie, assenza e materia, pensiero ed emozione evidenziando come anche le nostre percezioni più dirette e immediate derivino in realtà da una complessa sovrapposizione di stimoli sensoriali, memorie, deduzioni logiche e aleatori stati d’animo.

EFFIMERA – Suoni, luci, visioni – Roberto Bernardini, Sarah Ciracì, Roberto Pugliese
a cura di Fulvio Chimento e Luca Panaro
19 marzo – 7 maggio 2017
MATA
Via della Manifattura Tabacchi 83, Modena

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Carlo Bernardini, Oltrelimite, 2017, fibra ottica. Carlo Bernardini, Oltrelimite, 2017, fibra ottica. Foto Roberto Marossi

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Carlo Bernardini, Oltrelimite, 2017, fibra ottica. Carlo Bernardini, Oltrelimite, 2017, fibra ottica. Foto Roberto Marossi

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Roberto Pugliese, Emergenze acustiche, 2013, Plexiglass, speakers, cavi audio, cavi in metallo, computer, software, composizione audio Courtesy Galerie Mazzoli, Berlino. Foto Roberto Marossi 

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Roberto Pugliese, Emergenze acustiche, 2013, Plexiglass, speakers, cavi audio, cavi in metallo, computer, software, composizione audio Courtesy Galerie Mazzoli, Berlino. Foto Roberto Marossi 

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Sarah Ciracì, Like An Ocean With Its Waves, 2017, video installazione. Foto Roberto Marossi 

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Sarah Ciracì, Like An Ocean With Its Waves, 2017, video installazione. Foto Roberto Marossi 

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Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.

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