Encountering Materiality. Science, Art, Language

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Un rinnovato interesse per la Materia delle Arti, sembra al centro del dibattito artistico, letterario e culturale contemporaneo. Nel contesto di ciò che è definita come la ‘svolta materialista’ (Material Turn), contributi significativi vedono riflessioni sui nuovi materiali della creazione, non necessariamente legati al mezzo artistico, letture femministe, seguite da posizioni etiche e politiche, come per la corrente New Materialisms, e il movimento Object-Oriented Ontology che propone un’indagine speculativa per l’autonomia della materia. Lo testimonia il recente questionario, pubblicato dalla rivista October, V. 155, 2015-2016, che riflette dei nuovi modi d’intendere la forza agente della materia, parallelamente alla pratica del suo farsi. La conferenza Encountering Materiality, all’Università di Ginevra, Giugno 2016, curata da Arnaud Barras, Anna Iatsenko e Browyn Lay, estende il dibattito secondo una prospettiva transdiciplinare tra Arte, Linguaggio e Scienza, ripensando i metodi e le ricerche secondo un approccio orizzontale, a partire dall’incontro dell’uomo con la materia stessa.

A inaugurare il dibattito, Monica Bello, direttore di Arts@CERN, presenta le attività del centro, concentrandosi sulla collaborazione tra arte e scienza, attraverso un programma multidisciplinare di residenze artistiche, in cui ricerca e collaborazione sono tesi a esplorare aspetti sconosciuti della materia, sfidando le attuali conoscenze fisiche. Nel descrivere l’attività curatoriale che rende accessibile il dialogo tra i due campi del sapere, Monica Bello suggerisce la metafora di un oceano, in cui diverse sinergie, s’infrangono tra l’esperienza pratica e l’astrazione concettuale; un’operazione dinamica, in cui il linguaggio non è sempre sufficiente, ma deve ricorrere alla scoperta scientifica e all’intuizione creativa, per superare i limiti della conoscenza disponibile.

Il dialogo prosegue riflettendo dei paralleli tra materia dell’arte e materia del linguaggio, tra visivo e verbale. Tra i temi d’interesse, la discussione tratta dei modi di definire la materia tra l’umano e il non-umano (trans-materia) e della capacità di attivare relazioni e network, attribuendo alla materia una forza autonoma e agente. Secondo questa prospettiva, s’intende il tentativo di ripensare la materia oltre il binomio tradizionale che oppone materia e forma, per attribuirle nuovi valori. Tra questi, il potere immaginativo della materia, è inteso come un recupero della sensualità della materia, per oltrepassare la logica della forma, indirizzando nuovi modi di conoscere, fondati sull’esperienza dei sensi, degli affetti e del corpo. Come un invito a superare i limiti della materialità tangibile, nuovi modi di interpretare la materia, riflettono dell’attitudine ad avere una mente poetica, che tenga conto del suo farsi opera e narrazione. Altri aspetti riflettono del desiderio della materia di farsi linguaggio e narrazione: nel ripensare la gerarchia tra soggetto e oggetto, la materia rivela nuovi significati attraverso la gestualità, l’immediatezza della visione, il contesto e la forza plastica della memoria, attraverso l’aspetto corporeo della conoscenza. Gli aspetti più innovativi della materia, tengono in considerazione le capacità dinamiche di produrre e generare informazione e relazioni. In questo contesto, la specificità della materia si differenzia in relazione alla tecnica e all’intervento umano, interrogando costantemente le categorie di natura e artificio, natura e cultura.

A corollario della conferenza, il dibattito sulla materia prende corpo e forma nella mostra Material Encounters, che riflette delle relazioni tra la potenza concettuale del linguaggio e la materialità del testo. La mostra diventa il momento culminante di una serie di conversazioni tra i curatori di Encountering Materiality e giovani artisti locali, Thomas Lavanchy, Raphaëlle Mueller et Matthieu Pomel, riflettendo del processo di materializzazione del pensiero, che sta al cuore del processo artistico. In modo analogo, Material Encounters si concentra attorno a un cuore rosso, il centro palpabile della materia, da cui diparte un mosaico di parole, impresse in grandi fotografie e stampe, come mappe concettuali. Articolando gli aspetti sensuali del visivo, tattile e uditivo, la materia acquisisce nuove potenzialità, nel generare nuovi significati attraverso il pensiero e i suoi incontri.

Encountering Materiality
Science, Art, Language
23 – 25 Giugno
Universita’ di Ginevra
A cura di Arnaud Barras, Anna Iatsenko e Brownwyn Lay

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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