Equilibrium. L’eterno peregrinare dell’uomo al Museo Salvatore Ferragamo

1.	 Salvatore Ferragamo con Audrey Hepburn e la scrittrice Anita Loos a Palazzo Spini Feroni, 1954. Courtesy of Museo Salvatore Ferragamo.

Secondo il grande paleontologo André Leroi-Gourhan la storia dell’umanità ha inizio con i piedi. L’arco del piede ha avuto un compito di fondamentale importanza: sostenere il corpo umano in posizione sia statica che dinamica, sul posto e in marcia. In questo senso il piede sarebbe stato la chiave di volta dell’evoluzione umana, più della clava o del fuoco, prima ancora della ruota o dell’aratro. Il nuovo progetto espositivo del Museo Salvatore Ferragamo, Equilibrium, parte da queste premesse.

La mostra infatti rivela una serie di dati oggettivi,  di documenti,  di suggestioni iconografiche attraverso l’accostamento di opere e manufatti di alto valore artigianale, di creazioni del passato e immagini significative del Novecento e del nostro Secolo. In particolare, ancora una volta, la vita di Salvatore Ferragamo si rivela fonte di diverse ispirazioni, propone temi da sviluppare, suggerisce argomenti trasversali da approfondire mettendo a confronto diversi linguaggi dell’arte, della moda, del cinema e della letteratura ed epoche distanti tra loro, secondo un principio di archeologia trasversale, così come è accaduto per le precedenti esposizioni, Ispirazioni e visioni, Marilyn e Il calzolaio prodigioso. La mostra Equilibrium si compone di un grandissimo numero di opere di grande valore e di personalità di prim’ordine della storia dell’arte moderna e contemporanea quali Auguste Rodin, Edgar Degas, Adriano Cecioni e Antoine Bourdelle, ma anche Henri Matisse, Pablo Picasso, Fernand Léger, Paul Klee e Le Corbusier.  Sono presenti inoltre opere di Alexander Calder, Gino Severini, Alberto Giacometti, Marino Marini, Fausto Melotti e Giulio Paolini, e poi Bruce Nauman e Gorge Segal, Bill Viola e Marina Abramovic´, alle quali sono affiancate altre opere e reperti archeologici di straordinario valore, come il Piede di una Nike in bronzo dorato di epoca romana dal Foro di Augusto e il Rilievo con Menadi danzanti dal Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,  messi a confronto con i dipinti di Antonio Canova e i disegni di Plinio Nomellini, con gli scheletri danzanti di Alessandro Allori e le fotografie di Eadweard Muybridge.

Il percorso espositivo si apre con la sala dedicata alle ricerche svolte da Salvatore Ferragamo, con i suoi brevetti, i modelli costruiti per trovare le migliori soluzioni alle calzate e gli studi sull’arco del piede che hanno consentito al calzolaio delle dive di avvicinare il suo metodo a quello degli architetti e degli artisti. In questa sezione sono poste le forme di legno delle sue clienti famose, come  Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Anna Magnani e Sofia Loren, i calchi anatomici in gesso del piede maschile e femminile, che hanno permesso a Salvatore Ferragamo, prima, e all’azienda poi, di continuare la ricerca sulla comodità delle calzature. Nella seconda sala il visitatore è invitato a compiere idealmente un salto evolutivo vertiginoso. Dalla traccia della prima camminata dei nostri progenitori, avvenuta in Africa circa 3,6 milioni di anni fa, fino al 1969, quando l’uomo ha ripetuto la stessa azione poggiando il piede sul suolo lunare per la prima volta. L’uomo che cammina, che si sposta deambulando senza cadere, caratterizza alcune opere di questo ambiente, come quelle di Mario Ceroli, Antony Gormley e Bruce Nauman. Protagonista indiscussa è anche la presenza dell’ormai celebre “camminata” di Marina Abramovic´ e Ulay sulla grande Muraglia cinese documentata nel video dal titolo “The Lovers. The Great Wall Walk” del 1988. Un altro prezioso prestito si deve alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze per un’edizione della Divina Commedia illustrata dalle incisioni di Sandro Botticelli.

La mostra prosegue poi con una sezione dedicata all’installazione di Cecil Balmond, ingegnere, architetto, artista e scrittore, che serve a visualizzare, all’interno del percorso espositivo, il simbolo del concetto di equilibrio in architettura. L’esposizione prosegue con la sala dedicata agli eroi del circo, agli acrobati e i funamboli; soggetti prediletti dagli artisti delle avanguardie dei primi del Novecento così come dei giorni nostri. Si parte da Pablo Picasso e Gino Severini, che s’ispirano nella loro invenzione figurativa a una celebre incisione di Albrecht Dürer, per continuare con Paul Klee, Fernand Léger, Vasilij Kandinskij, Georges Rouault, concludendo con le sculture di Marino Marini e la serigrafia di Giulio Paolini. Dopo gli anni Venti, l’artista rinuncia all’immagine figurativa ma persevera nell’indagine dell’equilibrio coniando un linguaggio astratto e geometrico di forme e segni sospesi nell’aria. Nella mostra queste esperienze sono testimoniate dalle opere di Alexander Calder e Fausto Melotti.

La nona e ultima sala è sicuramente tra le più affascinanti della mostra: al centro campeggia l’acrobata di George Segal, uno dei maggiori artisti della Pop Art americana, intorno alla quale danzano le ballerine di Marino Marini e la scultura di Pericle Fazzini. Alle pareti, sempre sul tema della danza, sono presenti alcuni capolavori dell’arte tra Otto e Novecento, da Edgar Degas a Plinio Nomellini, passando per Auguste Rodin e Antoine Bourdelle a Julio González, in cui ancora è riconoscibile la figura di una ballerina che invece si perde nella fantasia lirica di Joan Miró. Completa la mostra un documentario di interviste, realizzate da Francesco Fei in collaborazione con Emanuele Enria, a Wanda Ferragamo, Philippe Petit, Reinhold Messner, Eleonora Abbagnato, Will Self e Cecil Balmond.

Equilibrium
A cura di Stefania Ricci e Sergio Risaliti
in collaborazione con Emanuele Enria
Fino al 12 aprile 2015
Museo Salvatore Ferragamo
Piazza di Santa Trinita, 5, 50123 Firenze
orari: 10.00-19.30
Catalogo a cura di:
Stefania Ricci e Sergio Risaliti
Editore Skira, Milano,
312 pagine, illustrato
www.museoferragamo.com

1. Salvatore Ferragamo con Audrey Hepburn e la scrittrice Anita Loos a Palazzo Spini Feroni, 1954. Courtesy of Museo Salvatore Ferragamo.

Salvatore Ferragamo con Audrey Hepburn e la scrittrice Anita Loos a Palazzo Spini Feroni, 1954. Courtesy of Museo Salvatore Ferragamo. 

2. Marina Abramovic´ e Ulay, The Lovers, The Great Wall Walk, 1988/2010. Video a colori a due canali, 16 min 45 sec. Basato sulla performance 90 Days, the Great Wall of China, 1988. Courtesy of the Marina Abramovic´ Archives and Murray Grigor.

Marina Abramovic´ e Ulay, The Lovers, The Great Wall Walk, 1988/2010. Video a colori a due canali, 16 min 45 sec. Basato sulla performance 90 Days, the Great Wall of China, 1988. Courtesy of the Marina Abramovic´ Archives and Murray Grigor.

3. Pablo Picasso, Les saltimbanques, 1905. Incisione a puntasecca, 22,8 x 32,6 cm. Albenga, Collezione Galleria d’Arte Moderna. Foto Marco Garofalo.

Pablo Picasso, Les saltimbanques, 1905. Incisione a puntasecca, 22,8 x 32,6 cm. Albenga, Collezione Galleria d’Arte Moderna. Foto Marco Garofalo.

6. Joan Miró, Bailarina española, 1960 circa. Arazzo in lana, 200 x 152 cm. Albenga Collezione Galleria d’Arte Moderna. Foto Marco Garofalo.

Joan Miró, Bailarina española, 1960 circa. Arazzo in lana, 200 x 152 cm. Albenga Collezione Galleria d’Arte Moderna. Foto Marco Garofalo.

1. Edgar Degas, Danseuse, arabesque ouverte sur la jambe droite, bras gauche en avant, deuxième étude, 1921-1931 (modellata 1882- 1895). Bronzo, 29 x 39 x 14 cm. Parigi, Musée d’Orsay. © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski.

Edgar Degas, Danseuse, arabesque ouverte sur la jambe droite, bras gauche en avant, deuxième étude, 1921-1931 (modellata 1882- 1895). Bronzo, 29 x 39 x 14 cm. Parigi, Musée d’Orsay. © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski.

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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