Escher e la gioventù romana

Ritratto dell'artista

Centocinquanta opere del litografo olandese M. C. Escher (1898 – 1972) al Chiostro del Bramante fino al 21 febbraio 2015. Chiostro del Bramante. Sede storica di numerose mostre più o meno protagoniste del panorama artistico della capitale, forse troppo spesso incentrate sulla tradizione classica, è riuscito questa volta a scalfire il passivo interesse dei giovani romani, e non solo, permettendo loro di annebbiare lo sguardo nelle infinite prospettive dell’artista formatosi ad Haarlem.

La mostra raccoglie numerose opere di litografia che permettono di scorrere tutta la vita dell’artista olandese attraverso i suoi viaggi e le diverse fonti d’ispirazione che spesso il nostro Paese ha potuto offrirgli. Quante volte l’Italia è stata fonte d’ispirazione per artisti di ogni dove? Ma, lo spirito visionario di Escher, affascinato dalle architetture e dalle nature di Siena, Tropea, San Gimignano e della Costa Amalfitana, crea immagini matematico – geometriche di questi luoghi senza precedenti.Scopo della mostra è chiaramente il desiderio di mostrare una nuova scoperta della realtà fatta da quell’artista che interiormente si sentiva piuttosto un matematico.

Maurits Cornelis Escher si addentrò, come ciascun uomo fa a un certo punto della propria vita, nei misteri dell’universo e ne ricercò risposta nella scientificità degli enigmi della matematica, parte integrante della realtà stessa. Proprio questi ultimi furono uno stimolo fondamentale per approfondire le sue ricerche e raggiungere con l’intelletto nuove dimensioni. “Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?”. È così che lo spettatore ignaro è inaspettatamente condotto su belvedere inimmaginabili, difronte a orizzonti e a visioni conturbanti, spesso ispirate dalle teorie freudiane e da quelle matematiche di scienziati come Mobius. Tra le tante affascinanti opere presenti nella mostra Mano con sfera riflettente e Tre mondi rivelano, per esempio, la scoperta di mondi ulteriori a partire dall’immaginario quotidiano dell’artista. Il riflesso che capovolge le prospettive sembra essere un elemento ricorrente della storia umana, fonte di grandi domande e a volte di fondamentali risposte, dal mito di Narciso alla cultura popolare fiabesca, a Pirandello; anche Escher ne resta affascinato.

Nonostante le cadute di stile con i selfies esplicitamente e forzatamente suggeriti durante il percorso espositivo (ma anche in questo è evidente il tentativo di attrarre le giovani menti nell’affascinante mondo escheriano), è senz’altro una mostra da consigliare. Per respirare aria nuova, l’aria fresca della gioventù italiana che si risveglia grazie alle visioni olandesi che mostrano un’Italia e una realtà diversa dal sentire comune. Forse è proprio l’arte il punto da cui partire per rinnovare l’Italia, l’arte quale linfa vitale di un popolo, di un’umanità in continua ricerca di nuove energie creative che diano avvio all’agognato cambiamento. Sarà quindi forse necessario assorbire le visioni escheriane per abbandonare le vecchie prospettive e conferire un nuovo senso al futuro che ci attende come uomini e come cittadini di questo grande Paese dell’Arte.

oma // fino al 21 febbraio 2015
ESCHER
a cura di Marco Bussagli
Chiostro del Bramante
Via Arco della Pace 5, Roma
06 916 508 451    
info@chiostrodelbramante.it
 chiostrodelbramante.it/info/escher

Ritratto dell'artista

M.C.Escher, ritratto dell’artista

Incontro, litografia, 1944

M.C.Escher, Incontro, litografia, 1944

Tre mondi, litografia, 1955

M.C.Escher, Tre mondi, litografia, 1955

Mano con sfera riflettente, litografia, 1935

M.C.Escher, Mano con sfera riflettente, litografia, 1935 

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