Esistenzialismo, metafisica e neorealismo in mostra alla Gam di Torino

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“….Sovraumani silenzi e profondissima quiete”. Erano queste le sensazioni esistenzialiste che avvolgevano Leopardi, intento a rimirare l’orizzonte dal Colle dell’Infinito, e sono esattamente le stesse sensazioni che si percepiscono osservando alcune delle fotografie esposte nella mostra in programmazione alla Gam di Torino “Suggestioni d’Italia”, aperta fino al 23 settembre 2018.

Queste percezioni non sono solamente riconducibili ai lavori di Mario Giacomelli, ispirati effettivamente all”Infinito” di Leopardi o quelli appartenenti alla serie “Il tempo della neve”, dello stesso fotografo, e riferiti alle poesie di Francesco Permunian,  ma ritornano prepotenti anche nella serie “Strappi” di Mimmo Jodice. L’azione moderna e concettuale, già anticipata un decennio prima dall’arte spaziale di Lucio Fontana nelle opere pittoriche, volta a sottrarre dal limite fisico e statico l’opera d’arte, viene qui reinterpretata da Jodice. La luce riveste un ruolo simbolico e metafisico nella descrizione del paesaggio fotografato, nel quale il fotografo, con l’azione dello strappo, interviene introducendo più piani della realtà,  eludendo, in definitiva, la staticità dello scatto stesso. Furono fotografie complesse da realizzare, raccontò Mimmo Jodice, relativamente al servizio con Kounellis. Più del previsto! L’artista greco infatti voleva essere fotografato su una barca, ma doveva essere una barca di un certo tipo, infatti la serie avrebbe preso il nome “Viaggio di Ulisse” ed avrebbe rappresentato una sorta di ritorno ad Itaca. Purtroppo il giorno fissato per gli scatti ci fu un gran temporale, ed entrambi finirono fradici!

Il paesaggio rimane predominante anche nell’opera di  Franco Fontana, che realizza sovrapposizioni di più scatti, come nella serie “Landscape” o “Paesaggi Immaginari”. In essa il fotografo altera il colore in sede di scatto ottenendo dei contrasti cromatici suggestivi, giungendo ad una spazialità surrealista ed una plasticità inconsueta.

Lo studio metafisico dei piani e le prospettive urbane declinate in intense scale di grigi, ottenute con l’ausilio del banco ottico, sono invece il codice espressivo di Gabriele Basilico. Le periferie e le città si palesano come non luoghi, i paesaggi urbani prendono forma con prospettive precise ed incidenti, la fotografia resta circoscritta ad una spazialità netta e rigida. Di diverso stampo sono invece le foto di Bruna Biamino e Enzo Obiso, entrambi relative a paesaggi naturali, ma in perfetta antitesi tra di loro. Le prime incentrate su ampi tempi espositivi che producono immagini lattiginose e atemporali, le seconde in cui le sagome dei luoghi emergono dal buio profondo dell’immagine.

Ovviamente, essendo l’arco temporale di riferimento dalla mostra molto ampio, accanto a queste visioni contemporanee e oniriche, a tratti minimaliste, del paesaggio e delle città, sono in mostra altri fotografi che hanno descritto con occhio differente la quotidianità degli italiani.

In Gianni Berengo Gardin, ad esempio, la realtà descritta, seppur con ispirazioni fortemente neorealistiche, è caratterizzata dalla presenza di luoghi stilisticamente eleganti e personaggi, che come attori, interpretano un ruolo fondamentale per l’opera. È questo il caso della foto “Venezia in Vaporetto” del 1960, battuta da Sotheby’s per 30.000 euro nel 2012, in cui un sapiente gioco di specchi crea un’immagine surreale, ma dai toni nettamente descrittivi del momento in cui venne scattata.  Altre opere in mostra appartengono a Ugo Mulas, Uliano Lucas, Luigi Ghirri, Aurelio Amendola, Ferdinando Scianna, Nino Migliori, Mario Cresci che hanno anch’essi interpretato con occhio originale e sensibilità artistica i mutamenti storici dell’Italia, dalla vita quotidiana nel nostro paese, alla contestazione sociale nelle fabbriche, all’evoluzione delle periferie urbane. Emerge alla fine del percorso espositivo,  un’interessante spaccato della storia dell’immagine italiana, della sua cultura e del ruolo della fotografia nel nostro Paese.  Si può scorgere, durante tutto l’itinerario della mostra, l’importante influenza esercitata dalle correnti pittoriche e poetiche del periodo in esame sull’evoluzione stilistica compiuta dai nostri fotografi, i quali acquisiscono una maturità artistica assolutamente di livello, se rapportata alle stesse esperienze fotografiche internazionali.

Silvia Ionna

Info:

Suggestioni d’Italia. Dal Neorealismo al Duemila. Lo sguardo di 14 fotografi.
Da martedì a domenica ore 10 – 18
13 luglio – 23 settembre 2018
a cura di Riccardo Passoni
Gam Torino
Via Magenta 31

1 Mario GiacomelliMario Giacomelli, Teatro della neve 1984-86 (Serie ispirata alle poesie di Francesco Permunian “Ho La testa piena”, “Mamma” e “Luna Vedova”)

2 IodiceOrizzonte, Mimmo Jodice, Jannis Kounellis, Viaggio di Ulisse, 1971

3 FontanaFranco Fontana, Landscape, Sicily, 1988

4 Berengo GardinGianni Berengo Gardin, Venezia in vaporetto, 1960

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