DATO VARCO COMPLEMENTO

Vittoria Chierici

Vittoria Chierici

Vittoria Chierici, “The Great Circle”, 2013, tecnica mista su tela
 

Può l’arte rifondare una realtà alternativa alla paralisi del sistema culturale e alle logiche finanziarie? È possibile squarciare la rete degli automatismi tecnologici e sensoriali e liberare l’immaginazione dall’ingombrante accumulo di informazioni effimere che la intorpidiscono? La mostra Dato Varco Complemento a cura di Fabio Polvani, visitabile per tutto settembre presso Elio Talon Art Studio, affronta questi interrogativi attraverso le opere di artisti caratterizzati da linguaggi e vissuti eterogenei accomunati da una creatività ribelle alle convenzioni. Il varco è inteso come possibilità di ricordare e immaginare oltrepassando l’asetticità del dato reale e ripartendo da un’idea di storia come affezione culturale aperta anche alla negazione.

Vittoria Chierici presenta una sequenza di tele di piccolo formato realizzate durante il suo recente viaggio sull’Oceano Atlantico a bordo di una nave mercantile. La sua gestualità istintiva e precisa sovverte le regole del paesaggio marino per restituire sul piano pittorico l’indissolubile legame di luce, traiettoria, colore e movimento che rende la qualità specifica di ogni singolo atto di visione.

Horatio Goni assembla silenziosi oggetti in legno tornito creando composizioni abitate da enigmatici personaggi: il gioco di luci ed ombre che ne movimenta i volumi interpreta la teatralità dello spazio con una forte suggestione metafisica.

Il newyorkese Gregory Rukavina, tra i primi negli anni ’90 a lavorare con il digitale, è rappresentato da alcune immagini fotografiche della serie Cell, concepite come singole animazioni di un film da vedere per fotogrammi. L’artista trasforma il suo studio in una camera oscura attraverso proiezioni che impressionano direttamente il negativo: nei suoi scatti in bianco e nero lettere e fasci di luce si sovrappongono in una figurazione geometrizzante che ricorda certi esiti visionari della progettualità costruttivista.

Fabio Quinto Polvani con la sua pittura quasi monocroma indaga la materia del colore attraverso strati diluiti che conservano le tracce del percorso del pennello sulla tela alla ricerca di un forse impossibile azzeramento della tridimensionalità. I suoi lavori scultorei realizzati in terra cruda propongono giochi di equilibri istintivi e tattili che rifiutano ogni progettualità mentale a favore della libera espressione dei materiali.

Le opere in terracotta di Paolo Fabiani manifestano una gestualità primordiale e il piacere giocoso della manipolazione; nei suoi Paesaggi/Disastri la materia grezza trattiene piccoli oggetti colorati in fase di scioglimento e le forme si dissolvono in una narrazione che sembra accadere come un caso fortuito.

Le ceramiche raku di Elio Talon, fiammeggianti figure angeliche che impersonano spiriti d’aria, rivisitano il modernismo coniugando un’interpretazione della forma sobria ed essenziale che sfiora la sacralità a colori squillanti carichi di coinvolgenti accensioni sensuose.

Samuele Menin esplora le più intime implicazioni del polimaterismo sperimentando inesauribili combinazioni di oggetti, segni, liquidi commestibili e topos della storia dell’arte che attraverso un procedimento quasi alchemico vengono riaggregati per produrre nuove stratificazioni di senso.

Concludono idealmente la rassegna le suggestioni sonore di Maurizio Martusciello e le carte disegnate da Aldo Vignocchi, espressioni della libertà creativa che trascende ogni schematismo per aderire alla vita.

In occasione del finissage Vittoria Chierici presenterà l’edizione aggiornata di Aftermath, il suo saggio d’artista sullo stato dell’arte contemporanea pubblicato nel ’97, ora nuovamente disponibile in versione digitale a cura di Kammer Edizioni.

Emanuela Zanon

Info:
dal 06/09/2014 ore 18.00, midissage intermedia 20/09 ore 18.00, finissage 27/09 ore 18.00
Elio Talon Art Studio, via Massarenti 124 Bologna

Date/Time
Date(s) - 06/09/2014 - 27/09/2014
06 - 09

Location
Elio Talon Art Studio

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