EMPHATISM

Senza titolo-6 copia

Senza titolo-6 copiaA trent’anni di distanza dalla morte violenta della critica d’arte Francesca Alinovi, l’avanguardia bolognese degli anni Ottanta approda allo Spazio 522 di New York con una mostra curata da Vittoria Chierici e Veronica Santi. Per l’occasione alcune opere originali di quegli anni sono esposte assieme alla documentazione fotografica di Miro Zagnoli e alla riedizione formato poster di un piccolo catalogo con testi e schizzi elaborati dalla stessa Alinovi per una collettiva del gruppo.

L’Enfatismo fu una meteora, una sinergia di giovani artisti che si formarono culturalmente a Bologna alla fine degli anni Settanta nell’ambito della facoltà sperimentale di Discipline dell’arte della musica e dello spettacolo. Reclutati dalla carismatica personalità della Alinovi, si riunirono tra il 1981 e il 1983 alla Galleria Neon, uno spazio di ricerca e sperimentazione sorto dall’incontro spontaneo di creativi e intellettuali desiderosi di affrancarsi dal provincialismo artistico italiano mescolando arte e vita per ribellarsi al nascente conformismo della società dei consumi. Fu un periodo utopico e frenetico, una delicata fase di transizione tra rituali sociali collettivi di stampo sessantottino e la solitudine sottesa al nascente culto dell’individualità. Anni di contaminazione tra linguaggi artistici, esperimenti di esistenza urbana in cui la cultura di strada contendeva alle grandi gallerie il potere di affascinare e fare tendenza. I Graffitisti trasfiguravano le pareti delle periferie industriali con la pittura spray e trasformavano edifici abbandonati in emozionanti locations dove immergersi nella musica psichedelica. Il corpo era sempre più spesso coinvolto nella creazione artistica, mentre l’immaginario produceva sogni di libertà artificiali capaci di convivere con la presenza delle ingombranti icone del consumo di massa.

Gli Enfatisti, come recita il loro Manifesto, amano le feste e mettersi in mostra, progettano il pianeta Enfarte dell’enfasi che si fa arte, sono individualità egocentriche legate da affinità naturale, vivono un’epoca in cui l’esistenza sembra stilizzata in una finzione spettacolare e temono il silenzio e la solitudine.

Il gruppo ebbe vita breve e si sciolse immediatamente dopo che nel 1983 la rivista Flash Art ne decretò il riconoscimento ufficiale con un articolo scritto dalla Alinovi,  pubblicato postumo assieme ad una triste nota editoriale che ne annunciava la scomparsa.

Le Serate enfatiste alla Galleria Neon, estrema propaggine del Situazionismo o del Futurismo di marinettiana memoria, nate come laboratorio di creatività italiana e come ponte verso la scena artistica internazionale, rivivono alla mostra newyorkese attraverso i ritratti fotografici dei protagonisti e le opere di Ivo Bonacorsi, Vittoria Chierici, Gino Gianuizzi, Emi Ligabue e Maurizio Vetrugno. I loro lavori, ispirati dalle medesime sollecitazioni culturali  e realizzati in un clima di forte condivisione emotiva, sono caratterizzati da linguaggi diversissimi in cui sono già visibili i successivi sviluppi individuali nella ricerca artistica. Li accomuna invece, a livello concettuale, il confronto con la reificazione di oggetti e segni declinato in tutte le sue forme e velato da una patina di sorridente leggerezza. I disegni murali e su carta di Vetrugno alludono all’estetica pop preannunciando il suo interesse per la moda e per la cultura del feticcio che sfocerà nei ricami e arazzi con cui eternerà le copertine di vecchi “long playing” o i nomi e i volti di celebrità femminili degli anni Sessanta. Il monogramma reiterato della Chierici occupa l’intero spazio a disposizione con i suoi tentativi di fuga dal foglio bianco, anticipazione della ripetizione differente che contraddistingue varie aspetti del suo operato, mentre le piccole sculture della Ligabue concepite come plastici architettonici naif precorrono il suo lavoro di ibridazione tra arte e arti applicate.

In concomitanza con la mostra di New York il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, propone due occasioni di approfondimento dedicate alla ricerca e all’attività critica di Francesca Alinovi nel trentennale della sua scomparsa. Il 26 ottobre si svolgerà presso il museo una giornata di studi curata da Claudio Marra e Gino Gianuizzi in collaborazione con l’Università degli studi di Bologna e dal 26 ottobre al 17 novembre una sala della Collezione Permanente ospiterà una selezione di documenti a cura di Sabrina Samorì che ripercorrerà le tappe del lavoro della studiosa nei diversi ambiti disciplinari da lei esplorati. Sarà inoltre presentato un video di Veronica Santi che documenta testimonianze recenti di alcune personalità dell’arte tutt’ora attive a New York con le quali Francesca Alinovi intrattenne rapporti di amicizia e lavoro.

Emanuela Zanon

Date/Time
Date(s) - 24/10/2013 - 23/12/2013
06 - 08

Location
Spazio 522

Sto caricando la mappa ....
The following two tabs change content below.
Juliet Art Magazine is a contemporary art magazine

Ultimi post di julietartmagazine (vedi tutti)