Evidentiary Realism. Intervista con Paolo Cirio

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Da un’idea di Paolo Cirio, Evidentiary Realism è una piattaforma espositiva che coinvolge una selezione di artisti coinvolti in pratiche forensi, d’investigazione e documentarie, presentata a NOME Gallery di Berlino dal 1 dicembre 2017 al 24 febbraio 2018. Paolo Cirio, curatore del progetto, racconta come questa particolare forma di realismo in arte sia capace di rivelare i complessi sistemi sociali contemporanei.

Com’è nato il progetto Evidentiary Realism e, da artista, come hai lavorato nei panni del curatore?
L’idea è nata circa tre anni fa, quando ho incominciato a notare una tendenza comune da parte di artisti e anche un interesse del pubblico riguardo ricerche in temi sociali presentati con documenti normalmente celati da complessità, segretezza e manipolazione di apparati linguistici, tecnologici, e politici. Il caso di Wikileaks ha sicuramente cambiato la storia, i successivi rilasci di documenti con i casi Snowden e Panama Papers, hanno confermato una disposizione nella sensibilità del pubblico. Come artista, interessato a questi temi e attivo in ricerche con tali strategie, ero già in dialogo con molti artisti con pratiche simili. Tuttavia non trovavo curatori impegnati nell’analizzare tale tendenza, per tale motivo ho deciso di dedicarci due anni di lavoro, trovando poi il supporto della galleria NOME a Berlino che ha prodotto la mostra e la galleria Fridman a New York che ha collaborato alla prima presentazione.

Evidentiary Realism potrebbe essere tradotto in Italiano con realismo dell’evidenza, come definisci questa forma di realismo e come le opere degli artisti invitati s’inseriscono in questa dimensione?
Il realismo di oggi mette in mostra documenti di tecniche, evidenze, e apparati che producono forme di potere spesso celate da sistemi complessi e segretezza. Gli artisti presentano tali documenti in forme visive innovative, spesso usando nuove tecnologie per catturare e analizzare tali documenti, producendo perciò un realismo avanzato. Storicamente, ho individuato Hans Haacke come il primo ad aver adattato questa forma di realismo. Alla fine degli anni Sessanta, la società incominciava a essere influenzata da tecnologie informatiche interconnesse a sistemi finanziari e politici globali. Haacke ha notato l’intricarsi di questi sistemi e il loro impatto sociale. Ho individuato poi Mark Lombardi e Harun Farocki, che nei decenni successivi hanno seguito simile interesse, poi cresciuto in modo esponenziale dopo l’11 Settembre 2001, da Holzer fino a oggi in cui ci sono molti artisti interessati in questa pratica artistica, alcuni dei quali sono diventati molto noti in pochissimi anni, come il collettivo Forensic Architetture. Con Evidentiary Realism, sono riuscito a ricostruire questa traiettoria storica, su cui ancora lavoro, anche per aggiungere artisti in future edizioni.

I media influenzano il percepito della realtà e formano una visione del mondo che non necessariamente aderisce al vero. Puoi farci un esempio concreto?
Il potere dei media è una questione discussa da decenni, tuttavia oggi questo potere ha diramazioni che spesso non sono percepibili. Nello stesso tempo, oggi certe manipolazioni possono essere monitorate e analizzate con la tecnologia e lo studio avanzato di semiotica e linguistica per esporre la loro influenza cognitiva e psicologica. Con Evidentiary Realism, introduco anche l’idea di Forensic Linguistic, presente nelle opere di Stolle e Khan-Dossos e nell’opera di Hans Haacke “The Chase Advantage”.

In che modo l’arte può aiutare a decodificare i dispositivi di potere?
L’arte ha capacità di sintesi, la quale è fondamentale per comprendere sistemi complessi, e non di meno, tali sistemi sono spesso segreti o nascosti, e in tal caso l’arte ha la funzione di svelamento. Esporre visivamente il documento su cui l’artista ha investito la ricerca offre al pubblico la manifestazione di tale realtà, e non di meno, la tecnica usata dall’artista per mostrare il documento ha delle qualità estetiche espressive inerenti alla sensibilità e all’intento dell’artista. In Evidentiary Realism ci sono diversi approcci di tecniche visive, artistiche, e metodologiche di ricerca e presentazione del documento: in alcuni casi si tratta di pura astrazione per rivelare strutture di base, in altri l’astratto rappresenta proprio l’intellegibilità di dispositivi di potere; in alcune opere invece il documento è quasi un ready-made o l’opera è la documentazione del processo di analisi che produce immagini molto estetiche. Un approccio importante per alcune opere è il lato affettivo ed emozionale che i documenti possono innescare con l’intervento dell’artista, questo è per esempio il caso di Barnette e Hafez, i quali hanno vissuto personalmente le conseguenze di certi fenomeni tecnocratici di apparati politici.

Info:

Evidentiary Realism

Sadie Barnette, Josh Begley, James Bridle, Ingrid Burrington, Harun Farocki, Navine G. Khan-Dossos, Hans Haacke, Khaled Hafez, Mark Lombardi, Kirsten Stolle, Thomas Keenan & Eyal Weizman. Curated and organized by Paolo Cirio.

>> per approfondimenti evidentiaryrealism.net

38029434035_d4c7febd7b_hEvidentiary Realism, Veduta dell’installazione, NOME Gallery, Berlin (1 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018). Courtesy NOME Gallery

NOME_EVIDENTIARY_REALISM-9933Evidentiary Realism, Veduta dell’installazione, NOME Gallery, Berlin (1 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018). Courtesy NOME Gallery.

NOME_EVIDENTIARY_REALISM-9935Evidentiary Realism, Veduta dell’installazione, NOME Gallery, Berlin (1 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018). Courtesy NOME Gallery.

NOME_EVIDENTIARY_REALISM-9975Evidentiary Realism, Veduta dell’installazione, NOME Gallery, Berlin (1 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018). Courtesy NOME Gallery.

38880165852_19a7be95db_hEvidentiary Realism, Veduta dell’installazione, NOME Gallery, Berlin (1 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018). Courtesy NOME Gallery.

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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